
Immagine del progetto dal sito Mamacrowd.com
Da oltre dieci anni in Italia si è sviluppato uno strumento di finanza alternativa noto come “equity crowdfunding”. Non una raccolta fondi come se ne vedono molte, sostanzialmente fini a se stesse, ma una modalità di investimento aperta a chiunque che abbia un budget non elevato, e cerchi una possibilità di guadagno.
Investimenti nell’edilizia a Roma
Roma è una delle città in cui, soprattutto dopo il Covid, si stanno sviluppando più progetti finanziati tramite l’equity crowdfunding.
Società a responsabilità limitata che raccolgono finanziamenti, garantendo margini di guadagno a doppia cifra nell’arco di un anno, allo scopo di realizzare progetti edilizi che il più delle volte riguardano cambi di destinazione d’uso e frazionamenti di unità immobiliari molto grandi.
Il progetto di Corso Vittorio Emanuele II
Tra le piattaforme che vengono più utilizzate c’è Mamacrowd, del Gruppo Azimut.
E tra i progetti di recente ingresse ce n’è uno che riguarda un immobile nel pieno centro di Roma, a due passi da piazza Navona.
Siamo a Corso Vittorio Emanuele II 209, tra piazza Navona, Campo de’ Fiori e l’ansa del Tevere di Castel Sant’Angelo.
Da uffici a case
L’edificio è a destinazione uffici, ma la società promotrice dell’investimento, la Revalutare, ha l’obiettivo di trasformare otto unità in appartamenti a scopo residenziale.
Tagli non troppo grandi, per una migliore cedibilità sul mercato immobiliare.
La raccolta fondi e i potenziali guadagni
Per riuscirci ha stimato in due milioni di euro il minimo di raccolta tra gli investitori, ma a meno di due settimane dalla chiusura della “call”, già è stata superata quota tre milioni di euro, versati da 237 soggetti differenti.
Che, versando una quota minima superiore ai 2.500 euro, diventeranno soci di una Srl “veicolo” creata ad hoc, la Corso Vittorio 209, e alla fine dei 15 mesi stabiliti come tempo di progetto, intascheranno un rendimento annuo pari all’11%.
Con equity crowdfunding si intende una forma di finanziamento partecipato, aperto a privati e società, che investono in progetti di qualsiasi tipo (non solo edilizi), tramite partecipazione azionaria o quote di proprietà, ricevendo – in un lasso di tempo variabile – una percentuale di guadagno dipendente dalla quota di investimento effettuato
Poche sorprese
Un investimento come questo, tra quelli che potenzialmente possono essere generati su Roma, sembra nascondere meno insidie rispetto ad altri in ambito edilizio.
Basti considerare, per esempio, che per il cambio di destinazione d’uso e la ristrutturazione degli otto immobili, la società promotrice dovrà presentare solamente una Scia, una segnalazione certificata di inizio attività, che non comporta neanche l’assenso esplicito dell’amministrazione pubblica.
De Gregorio (Mamacrowd): “Filtriamo il rischio su Roma”
Niente a che vedere con operazioni immobiliari che prevedono demolizioni e ricostruzioni, o costruzioni ex novo: “Il nostro lavoro di piattaforma consiste anche nel filtrare il rischio – spiega il Ceo di Mamacrowd Maurizio De Gregorio -, ed è proprio qui che Roma impone attenzione.
I tempi autorizzativi e la complessità burocratica richiedono business plan realistici e partner operativi affidabili.
In fase di analisi, valutiamo attentamente le marginalità attese, i costi di costruzione e il contesto macroeconomico. Il nostro approccio è orientato alla trasparenza e alla tutela dell’investitore”.
Ampi margini di rigenerazione
Roma attira molto i grandi investimenti, tutti gli scenari rappresentati dagli istituti di settori raccontano una città in ascesa soprattutto quando si tratta di rigenerazione urbana e trasformazione.
“Roma è per noi un mercato di riferimento – conferma De Gregorio – dove abbiamo già finanziato numerosi progetti di sviluppo immobiliare.
Roma offre un mix unico: profondità di mercato, attrattività internazionale e una domanda costante in settori come residenziale di qualità, hospitality e logistica.
Il tutto inserito in un contesto urbano che presenta ancora ampi margini di rigenerazione”.
Meglio frazionare che costruire
Non a caso la stessa società che sta raccogliendo investimenti per Corso Vittorio Emanuele II 209, a Roma ha già portato a termine diversi progetti immobiliari legati alla rigenerazione e riconversione di immobili già esistenti.
Come in viale Somalia 1 al quartiere Africano, via Rubicone e via Ticino al Coppedè, viale Aventino, via Conca d’Oro, ma anche via Guido Reni al Flaminio e viale Bruno Buozzi ai Parioli, solo per fare alcuni esempi.
“Gli investitori cercano asset di qualità – spiega alla fine De Gregorio -, con potenziale di valorizzazione concreto e gestiti da promotori di comprovata affidabilità.
La capacità di minimizzare il rischio, attraverso un’analisi rigorosa e business plan sostenibili, è diventata il vero fattore differenziante per avere successo nel real estate del futuro”.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 28 luglio 2025 sul sito online “Roma Today”)

