• Home
  • Biografia
  • Contatti
mercoledì, Dicembre 10, 2025
21 °c
Rome
20 ° Sab
20 ° Dom
Rodolfo Bosi
  • Biografia
  • Ambiente
    • Valutazione Ambiente Strategica (V.A.S.)
    • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
    • Valutazione di Incidenza (V.Inc.A.)
  • Approfondimenti
  • Archivi
  • Aree agricole
    • Aree soggette ad usi civici
  • Aree naturali protette
    • Aree contigue ad aree naturali protette
    • Monumenti naturali
    • Parchi Nazionali
    • Parchi regionali
    • Riserve naturali provinciali
    • Riserve naturali regionali
    • Riserve naturali statali
    • Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
    • Zone di Protezione Speciale (ZPS)
    • Zone umide
    • Aree Wilderness
  • Caccia e Animali
    • Piani faunistici venatori provinciali e regionali
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Governo del territorio
    • Beni culturali
    • Beni paesaggistici
    • Edilizia
    • Piani territoriali
    • Urbanistica
  • Impianti di telefonia mobile
  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti pubblicitari a Roma
    • Cartellopoli
    • Piano regolatore degli impianti pubblicitari (P.R.I.P.)
    • Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari
  • Natura
  • News
  • Paesaggio
  • Rassegna Stampa
No Result
View All Result
  • Biografia
  • Ambiente
    • Valutazione Ambiente Strategica (V.A.S.)
    • Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
    • Valutazione di Incidenza (V.Inc.A.)
  • Approfondimenti
  • Archivi
  • Aree agricole
    • Aree soggette ad usi civici
  • Aree naturali protette
    • Aree contigue ad aree naturali protette
    • Monumenti naturali
    • Parchi Nazionali
    • Parchi regionali
    • Riserve naturali provinciali
    • Riserve naturali regionali
    • Riserve naturali statali
    • Siti di Importanza Comunitaria (SIC)
    • Zone di Protezione Speciale (ZPS)
    • Zone umide
    • Aree Wilderness
  • Caccia e Animali
    • Piani faunistici venatori provinciali e regionali
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Governo del territorio
    • Beni culturali
    • Beni paesaggistici
    • Edilizia
    • Piani territoriali
    • Urbanistica
  • Impianti di telefonia mobile
  • Impianti fotovoltaici
  • Impianti pubblicitari a Roma
    • Cartellopoli
    • Piano regolatore degli impianti pubblicitari (P.R.I.P.)
    • Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari
  • Natura
  • News
  • Paesaggio
  • Rassegna Stampa
No Result
View All Result
Rodolfo Bosi
No Result
View All Result
Home Approfondimenti

A FRANARE È L’ANIMA DEI LUOGHI DI MONTAGNA

09/07/2025
in Approfondimenti, Archivi, Governo del territorio, News, Piani territoriali
0
0
A FRANARE È L’ANIMA DEI LUOGHI DI MONTAGNA
0
SHARES
3
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Nelle strade che portano ai “Passi Dolomitici” nei weekend estivi, tra auto, il rumore e la pesante preponderanza delle moto e il flusso sparpagliato di centinaia di ciclisti il caos è totale: sembra  di essere in un ambito urbano.

Anche alle “Tre Cime” si rinnova la “connotazione urbanistica” della fruizione turistico-commerciale con l’accesso e il parcheggio di migliaia di auto ai piedi di un monumento naturale unico al mondo.

Nelle Dolomiti le “Tre Cime” e i “Passi Dolomitici” sono due luoghi “mediaticamente sovraesposti” dove ho avuto modo di provare lo stress del “sovraffollamento turistico”.

Preferisco usare l’espressione “luoghi mediaticamente sovraesposti” e “sovraffollamento turistico al posto di termini come  “luoghi iconici” o “over tourism” perché le parole non possono perdere la loro “funzione didascalica” e l’uso del prefisso “sovra” serve a indicare  il superamento di un limite. 

Si è superato ogni limite e nessuno fa niente per tutelare la bellezza dei luoghi, gestire una fruizione turistica che si rifaccia ai valori originali di un bene comune come la  “natura” e garantire le condizioni per poterne fruire in modo rigenerante.

Nell’affrontare questa emergenza non si può prescindere dalle popolazioni di montagna che vivono anche  di turismo e che, al pari del fragile equilibrio idrogeologico e naturalistico della montagna, hanno subito una declinazione dello sviluppo che usa  la bellezza  dei luoghi  naturali per attirare  orde di “turisti-consumatori”.

Quello di garantire un reddito alla gente di montagna  è un obiettivo che però deve tener conto, sia degli effetti dei cambiamenti climatici, sia della necessità di tutelare i valori tipici della montagna:  il silenzio, la pace, la contemplazione, a cui si rifà un ”turismo lento” in crescita esponenziale. 

Perché si realizzi  un quadro di compatibilità economiche, sociali e ambientali bisogna accettare e imporre un limite allo  sfruttamento infrastrutturale e produttivo-commerciale della natura.

Per cercare di scongiurare un futuro perennemente emergenziale dal punto di vista idrogeologico bisogna fermare nuovi progetti di artificializzazione della   montagna (nuovi impianti a fune, nuove piste da sci, nuove strade, nuove opere per mega eventi sportivi,ecc.) e mettere in sicurezza le infrastrutture esistenti.

Bisogna riportare in primo piano i valori naturalistici e spirituali della montagna (il paesaggio, il silenzio, la pace, l’estasi contemplativa, la sana fatica del camminare, ecc.) e creare un’economia di montagna basata su un turismo lento per tutto l’anno,  da affiancare alle tradizionali attività economiche tipiche delle terre alte, senza aggiungere interventi  urbanistici che incrementano il sovraffollamento.

Nel caso delle “Tre cime” e dei “Passi Dolomitici” ci sono, a mio parere, due modi per cercare di raggiungere questo obiettivo.

I transiti e gli accessi devono avvenire attraverso navette  con partenze dalle valli adiacenti (anche dalle valli minori e poco frequentate rispetto ai luoghi attualmente sovraesposti mediaticamente), gratuite per i turisti che  soggiornano nei paesi dando così modo alla gente di montagna di avere un reddito anche dal turismo.

In secondo luogo bisogna imparare a “gustare la montagna”, non solo in estate o in inverno, ma anche in primavera e in autunno.

Ci sono, inoltre, due fatti nuovi che stanno modificando ”l’assetto geologico” e anche ”l’assetto sociologico” della montagna.

Da un lato gli  interventi infrastrutturali, quelli datati e quelli recenti, si stanno rivelando una  bomba ecologica a orologeria dove le deflagrazioni sono le frane che si manifestano dilazionate nel tempo e con preoccupante regolarità dovute anche  al decadimento del permafrost (ghiaccio sotterraneo) causato  all’aumento della temperatura.

Dall’altro il bisogno crescente di fasce consistenti della popolazione urbana di fuggire dalle condizioni torride dovute alle isole di calore delle  città e della pianura, un fenomeno in lenta crescita  che può innescare  migrazioni al contrario di natura “turistico-residenziale-sanitaria”.

Tale fenomeno migratorio  si può riproporre anche con la diffusione delle  nuove forme  di “lavoro a  distanza” (smart working) che può attenuare  lo spopolamento dei paesi di montagna.

La montagna non ha bisogno di valorizzatori interessati a far soldi attraverso il turismo esperienziale, artificioso e modaiolo, una sorta di folle  “consumismo emozionale mordi e fuggi” ad alta quota su luoghi incontaminati, che non può sostituire il contatto  semplice, diretto, profondo, rispettoso, estetico e spirituale,  con la natura. 

Schiavon Dante

 

Previous Post

Ecco il BiciPlan di Roma, più di 1.000 chilometri di ciclabili entro il 2035

Next Post

Istat, oltre il 70% dei capoluoghi non rispetta i limiti Oms sull’inquinamento atmosferico

Next Post
Istat, oltre il 70% dei capoluoghi non rispetta i limiti Oms sull’inquinamento atmosferico

Istat, oltre il 70% dei capoluoghi non rispetta i limiti Oms sull’inquinamento atmosferico

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti

  • “No all’antenna 5G”, ignorata la decisione del Comune: l’installazione è andata avanti
  • Ecco perché le golf car hanno invaso Roma: “Non sono arginabili”
  • L’allarme di Greenpeace: in Italia Pfas presenti anche nell’aria
  • Le luminarie di via del Corso: un chilometro e 800 metri di luci firmate Acea
  • Gallerie di Roma, il Comune investe 3 milioni per gli impianti d’areazione: ecco le vie interessate

Commenti recenti

  1. Pasquale su I corpi dei palestinesi spianati dai bulldozer
  2. Alba Castelllani su Disarmo nucleare, Roma pronta al primo attacco
  3. Franco Quaranta su Un agronomo per municipio e Ama a pulire i parchi: il piano di Azione per salvare il verde
  4. Pasquale Annunziata su MA DOVE SONO LE PROVE CHE MOSCA MINACCI L’UE?
  5. Ferdinando Suraci su Gaza, il testo integrale dell’accordo di pace firmato a Sharm el Sheikh
Link Consigliati
  • BastaCartelloni
  • Legambiente Lazio
  • Salviamo il paesaggio

Archivi

Commenti recenti

  • Pasquale su I corpi dei palestinesi spianati dai bulldozer
  • Alba Castelllani su Disarmo nucleare, Roma pronta al primo attacco
  • Franco Quaranta su Un agronomo per municipio e Ama a pulire i parchi: il piano di Azione per salvare il verde
  • Pasquale Annunziata su MA DOVE SONO LE PROVE CHE MOSCA MINACCI L’UE?
  • Ferdinando Suraci su Gaza, il testo integrale dell’accordo di pace firmato a Sharm el Sheikh

Newsletter

Abilita JavaScript nel browser per completare questo modulo.
Caricamento
Copyright © 2023 RodolfoBosi.it. All rights reserved

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Biografia
  • Contatti
  • Editoriali e aneddoti di una vita
  • Home
  • Privacy Policy

This website uses cookies. By continuing to use this website you are giving consent to cookies being used. Visit our Privacy and Cookie Policy.