
Capodanno a Roma – foto d’archivio
I botti si fanno sentire e non è un problema sonoro.
Quello appena passato è stato il Capodanno tra i più inquinati degli ultimi anni.
Tutte le centraline dell’Arpa Lazio utilizzate per monitorare la qualità dell’aria di Roma hanno registrato, mercoledì 1° gennaio, valori di polveri sottili ben al di sopra dei limiti consentiti.
Un problema che ha riguardato l’intera città con alcune zone letteralmente soffocate dallo smog.
I botti di Capodanno
Che ci sia una correlazione tra i botti e l’inquinamento è facile da dimostrare visto che non può essere solo colpa del traffico o dei riscaldamenti accesi.
Il 31 dicembre, giornata durante la quale c’erano stati superamenti dei limiti in 9 centraline su 11, si registravano sforamenti che, con l’eccezione di Preneste e Tiburtina, non andavano oltre i 76 ug/m3.
I valori di polveri sottili sono saliti ulteriormente il giorno successivo, con alcune zone che presentano una situazione ai limiti dell’emergenza.
Le rilevazioni del 1° gennaio 2025 hanno registrato infatti sforamenti di PM10 in tutte le centraline (con l’eccezione di Guido per indisponibilità dei dati): Preneste, Francia, Magna Grecia, Cinecittà, Villa Ada, Cavaliere, Fermi, Bufalotta, Cipro, Tiburtina, Arenula e Malagrotta.
Sforati di tre volte i limiti
A Preneste sono stati registrati i valori tre volte più alti del consentito con 162 ug/m3 (il limite è 50 ug/m3) mentre il giorno prima, il 31 dicembre, si erano attestati a 119.
Soffoca anche Tiburtina che, dopo i 27 sforamenti del 2024, ha iniziato il nuovo anno con 140 ug/m3, terzo rilevamento più alto di giornata dopo Cinecittà (143 ug/m3).
Il giorno prima, sempre a Tiburtina, le polveri sottili si erano attestate a quota 87 ug/m3.

Smog a Roma 1° gennaio 2025

Smog a Roma 31 dicembre 2024
Il Capodanno più inquinato
In barba all’ordinanza anti botti di Roberto Gualtieri, quello appena trascorso è stato il Capodanno forse più inquinato degli ultimi cinque anni.
Impietoso il confronto, ad esempio, rispetto al 1° gennaio 2024.
Lo scorso anno, infatti, erano stati registrati a Roma sforamenti minimi in tre centraline.
Quello del 2025 è stato un primo dell’anno anche peggiore di quello del 2023 quando le centraline avevano registrato sforamenti in 9 postazioni ma con valori nettamente inferiori rispetto a quelli più recenti.
Il 1° gennaio 2022 erano state 9 le centraline con sforamenti che, al massimo, erano arrivati a 81 ug/m3.
E se nel 2021 lo smog era stato tenuto sotto controllo, nel 2020 i valori di inquinamento erano risultati altissimi ma non erano stati toccati i picchi registrati in alcune zone di Roma nel 2025.
Raccomandazioni
Come al solito, il dipartimento Ciclo dei rifiuti, Prevenzione e risanamento dagli inquinamenti di Roma ha firmato un’ordinanza per chiedere ai cittadini di adottare dei comportamenti per contenere lo smog.
Viene chiesto di utilizzare forme di mobilità sostenibile come lo sharing o il trasporto pubblico.
Chi si deve spostare dovrebbe preferire veicoli elettrici, ibridi o alimentati con combustibili a basso impatto.
Viene chiesto, in deroga all’ordinanza del sindaco Gualtieri, di limitare ulteriormente gli orari di accensione degli impianti termici.
(Articolo di Matteo Torrioli, pubblicato con questo titolo il 2 gennaio 2025 sul sito online “Roma Today”)

