
Un mezzo Ama – foto d’archivio
Non c’è stato nessun accordo per evitare la concorrenza e le ditte hanno agito nel rispetto delle regole.
L’Antitrust ha archiviato una segnalazione dell’Ama che aveva denunciato presunte pratiche scorrette da parte di alcune aziende che avevano partecipato a tre procedure per la manutenzione dei veicoli, bandite tra marzo e maggio 2023.
La segnalazione di Ama
Lo scorso 4 giugno 2024 Ama aveva chiesto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato di avviare un’istruttoria per accertare se sette imprese (Autofficina F.lli Pennesi, MFM S.r.l., Autofficina Pontina S.r.l., Drive Line Service S.p.A., Italmeccanica S.r.l., Pagliani Service S.r.l., Raggruppamento Officine Meccaniche AR.MA. S.r.l.) avessero posto in essere un’intesa anticoncorrenziale.
Secondo l’azienda, infatti, queste ditte, che già da anni collaboravano con la municipalizzata, avevano partecipato a gare pubbliche bandite proprio da Ama S.p.A. nel 2023 per l’affidamento di servizi di manutenzione su autotelai cabinati e complessivi meccanici di diverse marche (Iveco, Renault, Mercedes, Isuzu).
Gare senza concorrenza
Secondo l’Ama le aziende si erano messe d’accordo per evitare di mettersi in concorrenza l’una con l’altra.
In particolare, si era notata la decisione di Pennesi, Pontina, Drive Line, Italmeccanica, Pagliani e ARMA – fornitori storici di Ama – di partecipare in un unico raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) alla gara n. 7/2023 per i mezzi Iveco, la più significativa, mentre in precedenza avevano formato raggruppamenti concorrenti.
Inoltre, un unico raggruppamento (Pontina e Pagliani) aveva partecipato anche alle gare 17/2023 (Renault) e n. 12/2023 (Mercedes).
Vista la situazione, Ama aveva revocato le tre gare e interrotto i rapporti contrattuali.
Infine, anche per una nuova gara, la 40 del 2023, si era registrata un’assenza di concorrenza con un solo offerente nei lotti non andati deserti, nonostante la riduzione dei requisiti di partecipazione voluta proprio per favorire una maggiore competitività.
Nessuna pratica scorretta
Durante l’istruttoria condotta dall’Antitrust, però, non sono emerse pratiche scorrette da parte dei privati.
Secondo l’autorità, i contatti tra le parti sono stati considerati “fisiologici” per i raggruppamenti temporanei.
La formazione dei RTI nelle prime gare del 2023 è stata giustificata dal significativo incremento dei requisiti richiesti (capacità economica, tecnica, numero di stalli e operai qualificati), rendendo difficile la partecipazione individuale o con raggruppamenti minori. Per le altre, invece, sono state accolte le spiegazioni fornite dalle ditte chiamate in causa da Ama.
Così, lo scorso 29 luglio 2025, l’Agcm ha deliberato che, in base alle informazioni disponibili, sono venuti meno i motivi di intervento nei confronti delle imprese archiviando, di fatto, il procedimento.
Come funzionano oggi le manutenzioni
La gara che aveva sollevato il problema, come anticipato, era stata ritirata nell’estate del 2023 quando ci fu una crisi nella disponibilità dei mezzi di Ama che era calata sotto il 45%.
Oggi “la disponibilità media dei mezzi è tornata costantemente sopra l’80% – spiega l’Ama a Romatoday – e questo permette di svolgere il servizio con regolarità.
Una nuova gara sta per essere bandita sulle manutenzioni ma nel frattempo il servizio è stato garantito e potenziato grazie a una riorganizzazione interna e l’outsorcing di attività”.
(Articolo di Matteo Torrioli, pubblicato con questo titolo il 26 agosto 2025 sul sito online “Roma Today”)

