
Roma si prepara a entrare nella ristretta rete nazionale ed europea dei supercomputer.
Anche la Capitale avrà presto il suo grande centro di calcolo, un’infrastruttura digitale di nuova generazione destinata a diventare una delle più avanzate del Paese.
Il progetto, promosso dalla Camera di Commercio di Roma, rappresenta il fulcro del Piano di investimenti 2026, che prevede uno stanziamento di 50 milioni di euro, definito come “lo stanziamento più importante” del piano di medio-lungo periodo.
“Stiamo passando dalle infrastrutture fisiche a quelle digitali”, ha spiegato il presidente della Camera di Commercio, Lorenzo Tagliavanti.
“Se prima parlavamo di pietre, porti, aeroporti, oggi la sfida si gioca sul data center e sul computer.
È su questi strumenti che si costruisce la produttività del lavoro e il modello economico del futuro”.
Il nuovo supercomputer sorgerà nell’area del Tecnopolo Tiburtino, a fianco di realtà come Aruba e Thales, e verrà presentato ufficialmente nelle prossime settimane con tutti i dettagli tecnici.
L’annuncio è arrivato oggi nel consueto incontro di inizio anno con i giornalisti.
L’obiettivo, secondo quanto riferito da Tagliavanti, è creare un centro all’avanguardia per lo sviluppo delle tecnologie informatiche e computazionali, capace di servire imprese, università e pubbliche amministrazioni, in collaborazione con i principali attori istituzionali e del mondo della ricerca.

Lorenzo Tagliavanti presidente della Camera di Commercio di Roma
Un motore per la competitività e la transizione digitale
L’iniziativa rientra nella strategia di supporto alla “doppia transizione” – digitale ed ecologica – del tessuto produttivo romano.
Il supercomputer, spiega Tagliavanti, “renderà i dati più immediati e fruibili, con percentuali di errore prossime allo zero”, offrendo così un potente alleato alla modernizzazione dei servizi pubblici e privati.
Particolare attenzione sarà riservata al tema dell’efficienza energetica: per alimentare e raffreddare l’enorme infrastruttura serviranno risorse considerevoli, e l’impatto ambientale sarà tenuto sotto controllo fin dalle prime fasi di progettazione.
Secondo quanto emerso, la priorità principale sarà rendere operativo il sistema nel più breve tempo possibile, per evitare che la tecnologia diventi obsoleta prima ancora di entrare a regime.
Roma, dunque, punta a posizionarsi nel cuore dell’innovazione nazionale, costruendo “un’infrastruttura invisibile ma decisiva” – come la definisce Tagliavanti – “capace di dare al territorio un nuovo vantaggio competitivo nella corsa al futuro digitale“.
(Articolo di Matteo Scarlino, pubblicato con questo titolo il 21 gennaio 2026 sul sito online “Roma Today”)

