
Foto: Collettivo Rossellini
La settimana, nelle scuole di Roma, si apre con un nuovo sciopero degli studenti.
Accade all’istituto cine-tv Roberto Rossellini di via della Vasca Navale, dove questa mattina ragazzi e ragazze non sono entrati in classe e hanno manifestato con striscioni e megafoni.
I motivi dello sciopero
Due sono le ragioni dello sciopero: l’applicazione del modello 4+2 previsto per gli istituti tecnico-professionali per consentire il conseguimento del diploma in quattro anni invece di cinque, con l’accesso poi a due anni di specializzazione negli Its Academy.
“Un cavallo di battaglia del ministro di Valditara – denunciano dal collettivo Osa – che gli studenti rifiutano, visto peraltro che annullerebbe la cosiddetta ‘curvatura’, cioè la scelta fatta prima dell’inizio del terzo anno dell’indirizzo di specializzazione”.
C’è poi un altro tema centrale all’origine della mobilitazione di oggi: “Le condizioni in cui versa la sede centrale – dicono gli studenti –. Fra aule allagate e inagibili, muffa e intonaco che casca e bagni rotti”.
Come mostrano i video e le immagini pubblicate dal collettivo autorganizzato Rossellini, gli studenti non sono entrati in classe, ma hanno sfilato in corteo fino alla sede centrale della scuola, cantando “Bella ciao” e mostrando lo striscione con scritto “Rossellini in sciopero”.
“Siamo stanchi delle false promesse” il messaggio.
Scuole a pezzi e proteste
Le condizioni strutturali delle scuole, d’altra parte, sono un problema che dall’inizio del 2026 è tornato ancora con maggiore vigore al centro delle proteste studentesche.
Complici anche le ondate di maltempo che hanno messo ancora più in rilievo le situazioni critiche di alcuni istituti.
Tra infiltrazioni, acqua nelle aule e spazi inagibili.
Tra le ultime segnalazioni quella del collettivo Testa e Croce che ha denunciato le condizioni della sede di via Sommovigo dell’istituto di istruzione superiore Croce-Aleramo: “Nella sede si verificano fatti inaccettabili: tra le tante problematiche, infatti, abbiamo diverse infiltrazioni in alcune classi, con conseguente inagibilità delle aule stesse – è la denuncia -. Alcuni studenti sono costretti perciò a fare lezione al freddo in aula magna, sperando che il problema venga risolto al più presto. Per questo abbiamo richiesto assieme al sindaco Roberto Gualtieri l’intervento del governo e per questo chiediamo alla Regione Lazio di sbloccare i fondi fermi sul portale regionale dei fabbisogni di edilizia scolastica Ares
La preside ha già fatto le dovute segnalazioni, ma considerando anche i disagi ormai esistenti da tanti anni, possiamo dire di essere stanchi.
Stanchi di un sistema che ignora le nostre richieste, e che si dimostra ancora una volta noncurante del nostro futuro, e quindi del futuro del paese stesso”.
Segnalazioni sono arrivate, nei giorni scorsi, anche da altri istituti superiori di Roma: Cavour, Plinio Seniore, Righi, Virgilio, Socrate e Plauto.
La Città metropolitana: “Non abbiamo più fondi”
La questione è seria: il delegato all’Edilizia scolastica della Città metropolitana di Roma, Daniele Parrucci, infatti, ha spiegato che sono almeno 80 le scuole superiori della Capitale e della provincia che avrebbero bisogno di interventi, ma che al momento non ci sono i fondi sufficienti per poterli avviare.
“Siamo assolutamente consapevoli che il Pnrr e gli ulteriori fondi che siamo riusciti a reperire come ente metropolitano non sono riusciti a coprire tutte le necessità dei nostri istituti scolastici, da anni privi di finanziamenti sufficienti per la messa in sicurezza – sottolinea Parrucci -.”.
(Articolo di Giulia Argenti, pubblicato con questo titolo il 2 febbraio 2026 sul sito online “Roma Today”)

