
Un tratto del black point visto dall’alto
Un tavolo dove ci saranno associazioni, comitati, imprenditori e personaggi politici del III e IV municipio e che avrà uno scopo ben preciso: modificare il progetto del black point di San Basilio.
Parliamo dell’opera che, dall’inizio di settembre, ha mandato in tilt il traffico tra via del Casale di San Basilio, via Nomentana e via Diego Fabbri.
Ampiamente contestato prima ancora di essere realizzato, il black point è stato difeso dal Campidoglio che ha ricordato come, in questo momento, si sia ancora in una fase sperimentale del progetto.
Il black point di San Basilio
Anche se i lavori non sono ancora terminati (e secondo i residenti a quel punto la situazione peggiorerà ulteriormente) si stanno vedendo, già dai primi di settembre, gli effetti sul traffico della nuova viabilità tra III e IV municipio.
Tra code lunghissime, sorpassi pericolosi e autobus di linea a passo d’uomo, chi vive in zona le sta tentando tutte per fermare la riorganizzazione della circolazione.
Il black point, infatti, prevede l’attivazione del senso unico, in direzione Roma, su via Nomentana, dall’incrocio con via del Casale di San Basilio fino a via Diego Fabbri.
Inoltre, per accedere al grande raccordo anulare da via Nomentana è obbligatoria la svolta a sinistra sempre su via Fabbri.
Il progetto include anche una rotatoria tra via Nomentana e via Diego Fabbri, con un nuovo accesso verso largo Giampiero Arci.
La protesta
I residenti erano scesi in piazza a ottobre dello scorso anno per chiedere una revisione del progetto e, inoltre, tramite i comitati di quartiere, avevano anche presentato un ricorso al Tar del Lazio.
Il Campidoglio, da parte sua, ha sempre difeso l’opera contestata, tra l’altro, anche dalle amministrazioni del III e IV municipio.
Una nuova protesta c’è poi stata il 4 settembre, con centinaia di persone che hanno sfilato lungo via Fabbri poche ore dopo un incidente che si era verificato su via Tino Buazzelli.
La posizione del Campidoglio
Alla fine, il Comune di Roma è dovuto uscire allo scoperto.
“Gli effetti” del black point, si leggeva in una nota “potranno essere giudicati solo dopo la conclusione dell’opera e l’opportuna sperimentazione” diceva l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè.
Dopo ci sarà una sperimentazione di 6 mesi al termine della quale “potremo valutare i risultati”.
Un tavolo interistituzionale
Nonostante queste rassicurazioni le proteste non si sono placate così come non sono state spente le preoccupazioni dei municipi.
Nel terzo, infatti, è stata votata all’unanimità una mozione, presentata da Italia Viva, per la revisione del black point.
Documento “arricchito” anche da due emendamenti del Pd.
Non solo.
Come annunciata da Linda Meleo, capogruppo M5S in Campidoglio, Dario Quattormani e Marina Battisti, consiglieri del III municipio, e Stefano Rosati, consigliere del IV, è partito l’iter per la costituzione di un tavolo congiunto dove siederanno associazioni, comitati e tutti i cittadini interessati, direttamente o meno, dal black point.
“Per troppo tempo – spiegano i grillini in una nota – cittadini e rappresentanti territoriali sono stati tenuti ai margini delle decisioni. Questo tavolo rappresenta un cambio di passo: coinvolgeremo il commissariato, il mercato, le scuole, la parrocchia e tutti i soggetti portatori di interesse compresi i comitati di quartiere cui vanno tutti i nostri ringraziamenti, affinché possano esprimere le proprie istanze in modo diretto e costruttivo”.
Il tavolo congiunto nasce con il triplice obiettivo di raccogliere tutti i punti di vista sul progetto in atto, creare un canale di comunicazione stabile tra amministrazione e territorio e “restituire centralità ai municipi nella gestione delle trasformazioni locali”.
(Articolo di Matteo Torrioli, pubblicato con questo titolo il 12 settembre 2025 sul sito online “Roma Today”)

