
La pratica è stata firmata per sei minori.
Il Campidoglio ha riconosciuto loro lo status di figli e figlie di famiglie omogenitoriali, nati o nascituri, nel secondo anno è stato un pre-riconoscimento, grazie alla procreazione medicalmente assistita effettuata all’estero.
Una sentenza innovativa
Con una sentenza storica del 22 maggio 2025 la Corte costituzionale ha stabilito che in caso di PMA effettuata all’estero da coppie omogenitoriali femminili, vengono riconosciute entrambe le mamme come genitrici del figlio fin dalla nascita, superando il precedente divieto che impediva alla madre intenzionale (non biologica) di essere riconosciuta come genitore.
L’ INPS ha chiarito che anche il genitore intenzionale in una coppia di donne ha diritto al congedo obbligatorio di 10 giorni dopo la nascita di un figlio/a, raddoppiato a 20 in caso di parto plurimo.
In virtù della sentenza della Corte costituzionale il sindaco il 6 giugno ha firmato anche i primi 6 atti di nascita di bambini e bambine con due mamme.
Questo riconoscimento si incardina nell’impegno della città a riconoscere i diritti di tutte e tutti i bambini.
“Un ambiente accogliente è ovunque, una città accogliente lo è in tutte le sue strutture e per tutte e tutti i cittadini – ha commentato l’assessora Sabrina Alfonsi, delegata alla firma direttamente da Gualtieri – Con grande orgoglio oggi ho firmato, con delega del sindaco Gualtieri, gli atti di riconoscimento dei bambini nati da famiglie arcobaleno.
Due nascituri che vengono pre-riconosciuti, quattro bambini e bambine già nati che da oggi vedono riconosciuto il loro diritto ad essere figli di entrambi i genitori, di pancia e di cuore”.
Il dovere dell’inclusione
“Roma include, sempre: è un onore e un dovere per la nostra città registrare e riconoscere i pieni diritti di tutti i nostri piccoli cittadini – ha proseguito Alfonsi – Il potere di una firma, il valore di un atto che sembra scontato ma che è invece potente: riconosce affetti, legami, ascendenze e diritti, assicura pari dignità e tutela a tutte le bambine e i bambini, senza discriminazioni legate all’orientamento sessuale dei genitori.
Continuiamo a lavorare per una città e un Paese in cui equità, inclusione e pieno rispetto dei principi costituzionali si saldano e garantiscono i diritti di ogni persona, nessuna esclusa”.
Pratiche analoghe cominciano ad essere firmate anche in altri comuni ad esempio, per restare alla provincia di Roma, al comune di Albano Laziale.
“Ringrazio l’assessora Alfonsi per questa firma che aggiunge un tassello importante al riconoscimento dei diritti, e per la grande disponibilità ed entusiasmo a firmare questi atti di nascita che restituiscono dignità e serenità a tante famiglie che fino a questa sentenza avevano purtroppo dei diritti a metà”, ha dichiarato Marilena Grassadonia, coordinatrice ufficio diritti LGBT+ di Roma Capitale.
“Questi riconoscimenti – ha dichiarato Alessia Crocini, presidente dell’associazione Famiglie Arcobaleno – sono frutto di un lavoro lungo e faticoso che ha sempre visto Famiglie Arcobaleno in prima fila. Come genitori abbiamo impiegato più di venti anni per arrivare a questa vittoria, centinaia di madri che si sono prese l’impegno di essere genitori dei propri figli e figlie da prima ancora che nascessero ma hanno dovuto aspettare troppo tempo per vedersi riconosciute come tali anche dalla legge”.
(Articolo pubblicato con questo titolo l’8 agosto 2025 sul sito online “Roma Today”)

