
Comunicato stampa
CARTELLONI PUBBLICITARI, FACCIAMO CHIAREZZA: LA GIUNTA GUALTIERI AUMENTA GLI SPAZI CONCESSI ALLE IMPRESE, RIPRISTINA I MAXI FORMATI E CANCELLA I SERVIZI ALLA CITTA’ (BIKE SHARING, TOILETTE)
Le affermazioni dell’assessore Lucarelli non tengono conto della normativa attualmente in vigore. Il Prip (Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari) viene spazzato via e al suo posto resta un regolamento fumoso scritto assieme alle ditte. Rischio stallo per i prossimi 10 anni
Nei giorni scorsi, sulla stampa, sono apparsi articoli che illustravano una presunta riforma dei cartelloni pubblicitari a Roma, vantando una riduzione del 25% della superficie espositiva a vantaggio del decoro nella Capitale. Gli articoli, frutto di un comunicato del Campidoglio, riportavano una dichiarazione dell’assessore alle Attività Produttive Monica Lucarelli, secondo la quale “Roma attendeva questo regolamento da oltre quindici anni”. Si tratta di affermazioni non corrispondenti al vero e che dimostrano una scarsa conoscenza della materia anche da parte degli organi di informazione che le hanno pubblicate.
Le associazioni cittadine che hanno seguito da vicino il lungo iter della normativa attualmente in vigore ricordano che Roma non attende affatto da quindici anni un regolamento perché la città si è data dal 2014 un Regolamento di Pubblicità e un Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (Prip) e nel 2017 ha approvato i Piani di Localizzazione (PialMIP) i quali stabiliscono strada per strada la tipologia, il formato e la posizione dei singoli cartelloni. Questi strumenti, approvati dopo un lungo iter e un confronto con le ditte e i cittadini, garantiscono alla città un maggior decoro, servizi pubblici pagati dalla pubblicità e migliori incassi per il Comune.
Decoro: la normativa attualmente in vigore ha eliminato i cartelloni a maggior impatto visivo, di formato 6×3 e 4×3. La proposta presentata dalla Giunta Gualtieri reintroduce tali formati che poco si addicono alla conformazione stradale di Roma, al suo decoro e alla sua storia, essendo tipici di città moderne.
Superficie complessiva: il Comunicato del Campidoglio afferma che si passa da 110.554, 56 mq attualmente autorizzati dalla Banca dati ufficiale, a 82.500 mq di tetto massimo, con una riduzione del 25,37%. Ma la realtà è tutt’altra. La superficie massima attualmente prevista dalla normativa in vigore (PialMIP) è di 62.000 mq. Ne consegue che la proposta della Giunta Capitolina non solo non riduce ma anzi aumenta gli spazi concessi alle imprese di ben 20.500 mq. Il confronto, infatti, non va fatto con l’attuale Banca Dati, considerata uno strumento provvisorio e di nessuna valenza giuridica, ma col complesso di norme approvato dall’Assemblea Capitolina, che ha ottenuto il parere delle Soprintendenze competenti per territorio e che ha seguito il regolare iter partecipativo con i Municipi e i cittadini.
Servizi pubblici: in molte parti del mondo e anche in Italia, l’impiantistica pubblicitaria offre in cambio dello spazio sul territorio, alcuni servizi a vantaggio della città. Il caso più noto è quello del bike sharing pubblico che viene pagato da un concessionario pubblicitario per calmierare i prezzi del noleggio delle biciclette e garantire una micromobilità ecologica spesso gratuita per i primi 30 minuti (ciò avviene a Milano, Torino, Parigi, Londra, Barcellona, etc). Ma vi sono tanti altri servizi che possono costituire un vantaggio per il territorio quali la gestione del verde, l’installazione di elementi di arredo urbano (cestini, panchine, etc). A Roma tale scambio già avviene con le pensiline per le fermate Atac che vengono pagate da un concessionario in cambio del tabellone luminoso sulle pensiline stesse.
La normativa attualmente in vigore prevede questa possibilità con chiarezza, mentre la proposta della giunta Gualtieri cancella tale importante opportunità per Roma.
Piani di Localizzazione: questo strumento particolareggiato che è costato molto denaro alle casse capitoline, realizzato dalla partecipata Aequa Roma, viene cestinato e al suo posto la proposta della Giunta Gualtieri avanza 15 nuovi piani, uno per ciascun Municipio, che saranno redatti ex novo in collaborazione con le imprese pubblicitarie. Di fatto, dunque, la pianificazione del territorio viene demandata al privato mentre il Comune rinuncia alla sua prerogativa con seri rischi per il decoro e il rispetto delle norme di sicurezza stradale. Già in passato, gli esperimenti nei quali è stato concesso al privato di posizionare in autonomia i cartelloni su un determinato territorio, non hanno dato buoni frutti. Perseverare in questo errore è da ingenui.
Metodo di lavoro: si fa notare che il percorso per la redazione della proposta Gualtieri/Lucarelli è stato compiuto nel silenzio più assoluto a partire dal 1 febbraio 2023. Le imprese pubblicitarie sono state convocate più volte e hanno fornito ben 14 note scritte di contributo, mentre le associazioni civiche non sono state tenute in considerazione, malgrado una richiesta di audizione del 15 febbraio 2023. Per non citare, infine, la presentazione della proposta alla vigilia delle ferie estive, chiedendo ai Municipi di fornire delle osservazioni complesse nel cuore del mese di agosto.
Alla luce di queste osservazioni, si può concludere che lo scenario non è affatto quello delineato dall’ottimistico comunicato dell’assessore Monica Lucarelli ma è tutt’altro. Il rischio concreto è che le gare non si facciano mai proprio per la incompletezza della nuova proposta di Regolamento; che le ditte propongano ricorsi che blocchino l’iter per lunghi anni (mentre la normativa attualmente in vigore aveva già superato indenne gli attacchi amministrativi) e che la città continui a vivere in una situazione di provvisorietà perenne con scarso decoro e nessun servizio.
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