
Taglio pini a Castel Fusano. Immagine di repertorio
Il territorio che, in città, ha pagato maggiormente le conseguenze della tardiva azione di contrasto alla cocciniglia tartaruga è stato quello del municipio X.
All’interno dei confini amministrati da Mario Falconi, poi, l’area che ha maggiormente risentito dell’azione del parassita alieno è stata quella di Castel Fusano.
Il tavolo tecnico voluto dal Campidoglio
La pineta, già messa a dura prova dagli incendi che negli anni si sono succeduti, deve essere ricostruita.
Non è detto, però, che al suo interno vengano messi a dimora, come in passato, i Pinus pinea: gli alberi simbolo di Roma Capitale.
La questione è complessa ed occupa un posto particolare nell’agenda capitolina.
Già a metà ottobre, con una memoria di Giunta, l’assessora all’ambiente Sabrina Alfonsi aveva disposto la costituzione di uno specifico “tavolo tecnico”.
Alcune delle realtà che vi fanno parte sono state invitate a partecipare al consiglio straordinario che il municipio X ha deciso di dedicare allo spinoso argomento.
Le condizioni della Tenuta
Il destino della pineta era apparso già evidente nella primavera del 2024.
I tagli che ne sono seguiti, necessari per rimuovere alberi ormai secchi e quindi pericolosi, ne hanno rappresentato un’inevitabile conseguenza.
Si tratta ora di comprendere quali essenze mettervi a dimora per garantire quella sostituzione prevista anche dal regolamento del verde cittadino.
Lo scorso ottobre l’amministrazione cittadina aveva dichiarato di aver effettuato 149 abbattimenti e 110 messe a dimora.
Numeri che, a distanza di qualche mese, vanno ora aggiornati.
Tra i dati forniti figurano anche i 3500 trattamenti endoterapici, eseguiti con l’insetticida che, con evidente ritardo, l’amministrazione è stata autorizzata a utilizzare.
Le prime iniziative degli esperti
Qual è la direzione intrapresa dal Comune?
A dicembre l’assessora all’ambiente ha reso noto di aver effettuato già il secondo incontro con i referenti del tavolo tecnico, che al suo interno annovera anche rappresentanti di Ispra e Arpa.
In quell’occasione sono stati pianificati gli ambiti in cui strutturare i diversi gruppi di lavoro.
Uno degli obiettivi che gli esperti si sono dati è quello di ottenere un quadro conoscitivo aggiornato, attraverso il quale pianificare i successivi interventi nel medio e lungo termine.
Alla luce delle analisi effettuate, il Campidoglio ha fatto sapere che “il tavolo opererà per incrementare la biodiversità, attraverso l’introduzione di specie autoctone, il miglioramento del Quercus ilex, la specie dominante all’interno dell’area”, avendo cura di “connettere le nuove piantagioni con la fauna presente”.
Contestualmente viene monitorata la falda e messi in sicurezza i pozzi, preziosi anche per garantire un’efficace azione antincendio.
Il consiglio straordinario in municipio
Torneranno ad essere piantati i pini?
È un tema tra quelli che, il 29 gennaio, verranno affrontati durante il consiglio straordinario.
Per l’occasione, in piazza della Stazione Vecchia, oltre ai rappresentanti istituzionali del Campidoglio, sono stati invitati referenti e presidenti di realtà come il WWF del Litorale laziale, le associazioni Parco Riserva Verde, Salviamo la Riserva, Infernetto Attivo, i volontari della Pineta, di Fare Verde e Curaa.
(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato con questo titolo il 21 gennaio 2026 sul sito online “Roma Today”)

