
I quattro agenti coinvolti nell’accensione dei fuochi d’artificio che hanno provocato la fuga dei cavalli, nella notte tra il 29 e il 30 maggio, non parteciperanno alla parata del 2 giugno e verranno sostituiti.
Il comandante generale della polizia locale, Mario De Sclavis, aveva promesso “giusti provvedimenti”, accertando le responsabilità dell’accaduto.
“Il mio cavallo ha fatto tre o quattro piroette, ho pensato: ecco, adesso parte e muoio” ha raccontato una militare in un audio circolato in queste ore.
Tre militari dell’esercito e una poliziotta sono rimasti feriti e sono stati portati al San Giovanni, due in gravi condizioni ma non in pericolo di vita.
Agenti allontanati
Secondo quanto si apprende, quattro agenti, coinvolti nell’accensione dei fuochi, compreso quello che sembrerebbe essere l’artefice vero e proprio dell’accensione e che era addetto ai servizi logistici, sono stati allontanati in via precauzionale e non verranno in nessun modo utilizzati per i servizi del 2 giugno.
Quattro feriti
L’accensione dei fuochi e la conseguente fuga dei cavalli ha provocato il ferimento di quattro persone: tre militari – uno di 20 e due di 22 anni – e di una poliziotta di 28 anni. Due in gravi condizioni.
“Ricordo che i cavalli all’improvviso si sono spaventati.
Anche il mio cavallo mentre ero in sella: ho perso l’equilibrio, poi non ricordo più nulla.
Mi sono svegliata direttamente in ospedale – ha raccontato l’agente ferita al Tg1 -. Mi sto riprendendo piano piano.
Ho un po’ di dolori – prosegue l’agente – spero di riprendermi al più presto per tornare a montare a cavallo.
Appena sveglia ho chiesto se potessi partecipare al 2 giugno però, in queste condizioni, non mi sembra il caso“.
L’audio choc: “Pensavo di morire”
A raccontare i momenti di paura vissuti dopo la fuga dei cavalli è una militare, in un audio circolato in queste ore: “È stata la nottata più spaventosa della mia vita, ve lo giuro” racconta la donna nel messaggio vocale diffuso nelle ore successive all’incidente.
Secondo la sua testimonianza, i fuochi sarebbero stati accesi mentre i reparti erano ancora fermi, poco prima dell’inizio della sfilata.
“Noi non sapevamo niente, eravamo sciolti prima di iniziare la parata“, spiega.
Poi il boato improvviso e il fuggi fuggi generale.
“Sono partiti i fuochi d’artificio, i cavalli della fanfara si sono spaventati, i cavalli dei lanceri sono partiti travolgendo chiunque e qualsiasi cosa avessero davanti“.
Una situazione fuori controllo, aggravata dal fatto che molti militari in quel momento erano a terra accanto agli animali.
Il bilancio provvisorio parla di diversi feriti tra cavalieri e personale impegnato nell’evento.
“A una ragazza si sono rotte le costole e le ginocchia, l’hanno devastata“, racconta ancora la ragazza. Un’altra agente sarebbe invece caduta da cavallo riportando una commozione cerebrale.
“È in ospedale con i denti per terra“, dice nell’audio, ancora sotto choc.
Momenti drammatici anche per gli stessi cavalieri.
“Il mio cavallo ha fatto tre o quattro piroette, ho pensato: ecco, adesso parte e muoio“.
E poi: “Due cavalli dei miei colleghi sono partiti imbrancati e non hanno voluto sapere niente di chi li stava trattenendo“.
La fuga incontrollata avrebbe provocato ingenti danni anche ai veicoli parcheggiati lungo il percorso.
“Hanno spaccato tutte le macchine possibili e immaginabili che si sono trovate davanti“, racconta la militare.
Alcuni cavalli sarebbero rimasti feriti in modo grave nello scontro contro mezzi militari e ostacoli.
“Un cavallo è morto di infarto, da quello che ho capito“, aggiunge.
“Cavalli che sbattevano contro i mezzi militari, cadevano per terra, si rialzavano e ripartivano.
Non capivano più nulla“.
E ancora: “È stata una nottata veramente pericolosa.
Non pensavo di vivere una situazione così paurosa“.
Secondo quanto riferito nell’audio, sarebbe già stata individuata la persona che avrebbe autorizzato o acceso i fuochi d’artificio.
“Prenderanno provvedimenti contro questa persona“, conclude la ragazza, amareggiata per una festa trasformata in tragedia.
“Hanno rovinato una parata che doveva essere un clima di festa.
È rimasta soltanto tanta paura“.
(Articolo pubblicato con questo titolo il 1 giugno 2026 sul sito online “Roma Today”)

