
Il cantiere per il Grab al Flaminio
Contro la ciclovia del Flaminio, in particolare il tratto su via Guido Reni, spunta anche una petizione popolare.
A promuoverla è un gruppo di residenti del quartiere, che da giorni hanno iniziato una campagna riguardo il Grab, il grande raccordo delle bici.
I cittadini del Flaminio contro il Grab
Le motivazioni le avevamo spiegate in un precedente articolo.
Per realizzare il Grab, il Comune dovrà per forza di cose far sparire parecchi posti auto.
Attualmente tra piazza Apollodoro e via Guido Reni ce ne sono 410, dopo la ciclovia ne rimarranno 180.
Troppo pochi, per chi vive e lavora in quel quadrante, dove insistono negozi, uffici, sedi di federazioni sportive e istituti nazionali, ma anche un commissariato di polizia, il museo Maxxi con annesso ristorante e a poca distanza lo stadio Flaminio e lo stadio Olimpico.
Il pressing del municipio su Patanè
Le istanze dei residenti sono state raccolte dalla maggioranza di centrosinistra del II municipio.
Il presidente della commissione Ambiente Luca Onori ha convocato una commissione il 29 luglio, durante la quale gli uffici capitolini hanno illustrato il progetto definitivo e sostanzialmente confermato l’intenzione di andare avanti.
Senza precludere, però, alla possibilità di interlocuzioni.
E infatti a breve, forse già a inizio della prossima settimana, ci sarà un incontro tra esponenti della maggioranza municipale e l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè.
Onori (Pd): “Si valuti percorso alternativo”
“Abbiamo ricevuto il progetto definitivo, ci stiamo lavorando già insieme alla giunta per poter arrivare a una proposta – fa sapere Luca Onori -, da sottoporre all’assessore Patanè, che possa far sì che una buona parte dei posti auto attualmente persi, vengano recuperati.
Via Guido Reni ne ha in totale 410, secondo il progetto della ciclovia si scenderebbe a 180, ma ci sono margini per modificare parte dell’arredo urbano previsto, che è di natura temporanea, e alzare questo numero.
Sarebbe una soluzione di mezzo, non perfetta, ma soddisfacente.
Avere la ciclovia è importante, è un bellissimo progetto, ma in mancanza di altri interventi infrastrutturali, come il parcheggio sotterraneo e la tramvia, ancora lontani dall’essere realizzati, bisogna tutelare il più possibile i residenti”.
Le proposte del Pd locale
Il giovane consigliere dem ha anticipato quali saranno i punti sul tavolo dell’assessore al momento dell’incontro: “Si valuti un percorso alternativo a basso impatto, sfruttando il tracciato già esistente lungo viale Tiziano fino a Ponte Milvio, che si connette naturalmente al Ponte della Musica senza alterare le aree coperte da un’opera tanto importante come il Grab, come del resto previsto anche dalla pianificazione generale.
Qualora ciò non fosse possibile – aggiunge Onori -, riteniamo che sia necessario modificare il progetto su via Guido Reni, per ridurre al minimo l’occupazione della sede stradale e preservare almeno in questa fase la sosta esistente, in attesa che la rigenerazione dell’area renda sostenibile una trasformazione più profonda”.
Parole al vento
Un tema già abbondantemente posto dalla giunta municipale ormai quattro anni fa, in sede di conferenza di servizi.
Anticipare la riqualificazione delle ex caserme di via Guido Reni e la costruzione della “tramvia della Musica”, per poi dover mettere mano al tracciato in base alle successive esigenze, non sembrava a nessuno la scelta migliore.
La petizione popolare
Oggi, come dicevamo, i cittadini si stanno mobilitando.
Sono state raccolte già oltre 200 firme a supporto di una petizione popolare e di una lettera da inviare all’assessore Patanè.
Numerosi i punti di raccolta nel quartiere: dal bar che fa angolo tra via Reni e via Pier della Francesca all’ottica sempre di via Pier della Francesca, passando per il fornaio di via Bregno, la sartoria di via del Vignola, il mercato rionale e il negozio di informatica di via Reni, l’edicola e il bar di piazza Melozzo da Forlì, il barbiere e la “bottega del grano” di via Paolo Pannini.
Come spiega Manuela Polito, residente storica del Flaminio “siamo un quartiere ostaggio degli eventi, in ufficio ho un calendario per regolarmi su dove parcheggiare l’auto quando torno a casa, se levano i parcheggi dove andiamo?
A Prati?
La ciclabile già c’è, da Ponte Milvio all’Auditorium, riqualificassero quella, invece di investire soldi su altre infrastrutture inutili”.
Le richieste dei residenti
Come si legge nella petizione, quello che chiedono i firmatari è “la sospensione dei lavori finché non ci sia piena condivisione con residenti e municipio del progetto esecutivo, attivazione di un tavolo di confronto pubblico, valutazione di un tracciato alternativo”.
La ciclabile, quindi, dovrebbe passare nel tratto da viale Tiziano verso la pista già esistente a Ponte Milvio, ricongiungendosi lungo il Lungotevere al tratto previsto su via Guido Reni “che porterebbe al Ponte della Musica, salvaguardando così il numero di parcheggi oggi presenti”.
De Salazar (FdI): “Colpa dell’ambiguità di Pd e alleati”
Per il consigliere di FdI Francesco De Salazar “è in atto un vero e proprio esproprio di parcheggi”.
L’esponente dell’opposizione in II municipio accusa “Pd e centrosinistra locale”, che avrebbero dovuto “esprimere in modo chiaro la netta contrarietà al passaggio del Grab su via Reni in occasione dell’ok al piano urbano della mobilità sostenibile, approdato in aula a gennaio 2022”.
Atto che passò, ricorda De Salazar, senza troppi intoppi “con la maggioranza che ha legato il Grab alla realizzazione di progetti che vedranno luce forse tra qualche anno”.
Cioè la tramvia, il parcheggio interrato e il nuovo quartiere nelle ex caserme.
“Per il passaggio a Villa Ada del Grab la contrarietà fu più netta, e infatti la ciclovia non passerà di lì.
La situazione al Flaminio è stata dunque generata dall’ambiguità della sinistra municipale”, conclude De Salazar.
(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato con questo titolo il 1 agosto 2025 sul sito online “Roma Today”)

