
Cantiere Grab ai Parioli
Il consiglio municipale del II ha approvato una risoluzione che avanza specifiche proposte di modifica al progetto di ciclabile su via Panama, ai Parioli.
L’idea, però, non è condivisa dal comitato spontaneo che chiede l’interruzione dei lavori e correttivi ben più impattanti sulla pianificazione originale.
La ciclabile di via Panama
Partiamo dallo stato delle cose: il Comune tramite Roma Servizi per la Mobilità sta realizzando la ciclabile che corre lungo via Panama, nell’ambito del progetto “Grab”, il grande raccordo anulare delle bici.
Come successo su via Guido Reni, l’arrivo della ciclabile ha scatenato l’opposizione di una buona parte dei residenti, per la perdita di posti auto e il restringimento della carreggiata, che a detta di molti non solo peggiora il traffico nella zona (già critico) ma avrebbe anche aumentato gli incidenti durante le ore di punta.
Le modifiche del Comune
Il Comune, tramite l’assessorato alla Mobilità guidato da Eugenio Patanè, nelle scorse settimane – a seguito di un incontro con la cittadinanza – ha ufficializzato alcuni correttivi.
Modifiche alla larghezza della carreggiata e spostamento delle fermate Atac coinvolte sono i punti principali, oltre a un miglioramento dell’impianto semaforico a piazza Ungheria e il ritorno al doppio senso a piazza Cuba, dove invece la ciclabile stava trasformando il tratto in un senso unico.
Tutto ritenuto insufficiente da “Sos via Panama”, e anche da diversi esponenti del centrodestra romano, in particolare Fratelli d’Italia e Lega.
Le richieste del centrodestra
Si è arrivati, quindi, alla convocazione di un consiglio straordinario a via Dire Daua, richiesto da Paolo, Bertucci e De Salazar per FdI, Di Tursi per Forza Italia e Dolfi per Italia Viva.
L’intento delle opposizioni era quello di convincere la maggioranza di centrosinistra a chiedere alla giunta capitolina di interrompere i lavori, per poi far convergere l’assessore Patanè sulle proposte di modifica (in sostanza un progetto ex novo) presentate a inizio novembre dal comitato dei contrari con l’avallo del centrodestra.
Niente da fare.
Il cantiere va avanti, ma il Pd ha fatto approvare un ordine del giorno, sostenuto anche da Italia Viva, che mette sul tavolo alcune dettagliate proposte di correttivo per fluidificare il traffico.
Cosa ha deciso la maggioranza
“Si riconosce il Grab come infrastruttura strategica – si legge nel documento a prima firma del presidente della commissione Lavori Pubblici Marco Pineschi – capace di favorire un sistema intermodale e di contribuire alla riduzione del traffico veicolare.
Ma si ritiene necessario salvaguardare un equilibrio tra gli spazi destinati ai diversi utenti della strada, evitando che l’intervento produca congestionamenti o peggioramenti della mobilità”.
Le proposte di correttivo del Pd
I punti fatti emergere sono sostanzialmente quattro, e corrispondono ad altrettanti possibili miglioramenti della ciclabile: innanzitutto, ridurre il cordolo installato a protezione della ciclabile, da un metro e 40 centimetri a un metro, oppure ridurlo al minimo consentito, cioè 50 centimetri di larghezza, in questo caso spostando tutta la sosta delle auto sul lato sinistro e a “spina di pesce”.
In questo modo si recuperano posti auto e una carreggiata più ampia, per far coesistere traffico veicolare e trasporto pubblico.
Cambio di viabilità su via Lisbona
Poi, allargare la linea di mezzerie su via Panama, tra piazza Cuba e piazza Ungheria, “per recuperare maggiore spazio per la carreggiata e impedire ulteriormente, in maniera ancora più incisiva, la sosta abusiva che frequentemente viene effettuata sul tratto di via Panama scendendo da piazza Ungheria per immettersi su via Lima”.
Il terzo punto è quello che chiede alla giunta capitolina di cambiare il senso di marcia dei due tratti che compongono via Lisbona.
Al momento la strada, pur divisa in due corsie separate, conduce nella stessa direzione, contribuendo alla pressione sulla viabilità: “Trasformandola in due passaggi, uno a scendere e uno a salire, si consente ai cittadini di girare da via Panama su via Lisbona senza dover arrivare fino a piazza Cuba”.
Infine, l’ordine del giorno approvato il 4 dicembre chiede che si preveda un cambio di senso di marcia anche nel tratto di via Panama che va dall’intersezione con via Lisbona fino a largo Bangladesh “così da prevedere un unico senso di marcia a salire in direzione di piazza Ungheria e le conseguenti due corsie necessarie sia per il traffico veicolare che per il trasporto pubblico locale”.
Italia Viva l’unica convinta
Una serie di correttivi che hanno convinto, tra le opposizioni, solo Italia Viva: “Questo atto è frutto di una buona collaborazione con il presidente della commissione Lavori Pubblici Pineschi, e di un sopralluogo informale svolto con lui, con Giovanni Zannola, Valerio Casini e Tommaso Amodeo, oltre a cittadini e tecnici dipartimentali.
Fondamentale ripensare via Lisbona, come anche ridurre il cordolo e spostare la sosta trasformandola a spina. Grande soddisfazione da parte mia”.
FdI: “La montagna ha partorito il topolino”
“La montagna che ha partorito il topolino – è invece il commento di Hollijwer Paolo e Sandra Bertucci di FdI -, questo è quanto accaduto in consiglio.
Volevamo confrontarci con l’assessorato alla Mobilità e dare voce alle richieste dei cittadini e dei comitati, che hanno ribadito nuovamente le tante criticità di un progetto impattante, calato dall’alto.
Invece l’assessore Patané è nuovamente scappato dal confronto.
Alla fine è stato licenziato un documento generico, in cui solo parzialmente si accolgono le istanze della cittadinanza e sulla cui realizzazione non abbiamo certezza.
L’unico atto concreto sarebbe stato quello di sospendere momentaneamente i lavori, per poi realizzare le modifiche indicate dai comitati stessi.
Sarebbe stato un atto di vicinanza alle istanze delle persone, ma la maggioranza che governa il municipio e Roma ha preferito andare avanti sulla propria strada”.
I cittadini: “Si rinuncia alla possibilità di recuperare spazio”
Nessuna soddisfazione nemmeno da parte dei comitati: “Nonostante le modifiche fossero state proposte sia dall’opposizione che dalla maggioranza, non si è approvato lo stop ai lavori – si lamentano da via Panama -. Questo significa che tranne qualche piccola modifica, si rinuncia alla possibilità di recuperare lo spazio necessario alla seconda corsia, cosa che era possibile visto che proprio oggi (4 dicembre, ndr) hanno smantellato tutto il marciapiede destro”.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 5 dicembre 2025 sul sito online “Roma Today”)

