
Gualtieri avanza, Rocca retrocede.
Sono questi i primi due dati che restituisce la classifica del Sole 24 Ore sui sindaci e i governatori più apprezzati d’Italia.
La posizione di Gualtieri
L’effetto Giubileo si è fatto sentire.
Il primo cittadino della Capitale, rispetto al report pubblicato nel 2025, fa registrare un netto avanzamento.
Dalla 90esima piazza su 97, balza infatti a metà classifica e per l’esattezza raggiunge il 41esimo posto.
Condivide il piazzamento con un paio di sindaci di centrosinistra: Carlo Masci (Pescara) e Alessandro Barattoni (Ravenna).
Stesso risultato è stato ottenuto anche un primo cittadino espressione di una civica, Vincenzo Telesca (Potenza) e di centrodestra: Daniele Sinibaldi, eletto a Rieti.
Tutti questi sindaci hanno fatto registrare un 54% di consensi.
Gualtieri quindi recupera rispetto alle precedenti edizioni, ma resta indietro rispetto a quel 60,2% di voti con cui, nel 2021, aveva conquistato il Campidoglio.
Le sindache e il podio dei più popolari
Tra i sindaci, quest’anno, si aggiudica il primo posto Sara Funaro.
La prima cittadina di Firenze, eletta nel 2024 tra le fila del centrosinistra, ha raggiunto il 66% degli apprezzamenti facendo registrata un balzo di più 5,4% rispetto ai consensi grazie ai quali, nel 2024, era stata eletta.
Bisogna scendere alla nona posizione per trovare un’altra sindaca nella classifica del Sole 24 Ore: è Chiara Fortini (lista civica), prima cittadina di Viterbo, che vede però calare di 4,9 punti percentuali le preferenze rispetto a quelle raggiunte per ottenere l’incarico.
Silvia Salis, l’ex atleta olimpionica che amministra la città di Genova, si colloca invece in 33esima posizione: il suo primo anno di mandato però si chiude in maniera positiva perché i suoi consensi sono cresciuti del 3,5%.
È stato scalzato dal primo gradino del podio il sindaco di Ascoli Piceno, sceso al 65% delle preferenze (era stato eletto con il 73,9%) mentre Gaetano Manfredi, primo cittadino di Napoli (centrosinistra), finisce in terza posizione con un incremento di 1,1% rispetto alle preferenze ottenute per amministrare il capoluogo campano.
La classifica tra gli amministratori regionali
Tra i governatori Francesco Rocca, con il 42% dei consensi, scivola all’ultimo posto, insieme a Francesco Roberti, presidente del Molise (centrodestra).
Il governatore del Lazio, pur facendo registrare un -11,9% rispetto all’elezione, ha però perso meno voti del collega molisano che partiva da un consenso ampio: il 62,2%.
Nella classifica dei presidenti più apprezzati, nei primi cinque posti figurano 4 amministratori di centrodestra e hanno tutti fatto registrare una crescita di popolarità, con l’eccezione di Massimiliano Fedriga che resta quasi stabile (-0,2%).
Chi domina la classifica è però Antonio Decaro (Puglia), stabile con il 66% dei consensi.
Lo segue a poca distanza Alberto Stefani (Veneto) appena un punto indietro (ma in lieve crescita) a confermare l’apprezzamento che storicamente i Veneti attribuiscono ai propri governatori (nelle precedenti classifiche Luca Zaia oscillava tra il primo e il secondo posto).
Roberto Fico, l’ex presidente pentastellato della Camera, perdendo il 5,6% dei consensi rispetto alle preferenze ottenute nel 2025 per guidare la regione Campania, si colloca in decima posizione.
Attilio Fontana è il sesto governatore più apprezzato, dietro al collega di centrodestra Alberto Cirio (Piemonte).
Le critiche dell’opposizione a Rocca
L’arretramento fatto registrare dal governatore del Lazio, ha alimentato le critiche degli esponenti dell’opposizione regionale.
“Il Governance Poll pubblicato da Il Sole 24 Ore certifica il fallimento politico e amministrativo di Francesco Rocca.
Il Presidente della Regione Lazio si posiziona infatti all’ultimo posto per gradimento tra i governatori italiani”hanno dichiarato in una nota congiunta i capigruppo Mario Ciarla (Pd), Marietta Tidei (Iv), Adriano Zuccalà (M5S), Claudio Marotta (SCE) e Alessio D’Amato (Azione).
“Un dato chiaro che indica quanto il consenso nei confronti di Rocca sia in costante calo: -11,9% rispetto all’inizio del mandato, con il gradimento che precipita dal 53,9% al 42%.
Questo accade quando la comunicazione e la propaganda devono fare i conti con la realtà.
Sanità, lavoro, trasporti, servizi, caro vita e politiche culturali sono temi concreti che vanno affrontati seriamente.
Non bastano i video e le costruzioni social” hanno aggiunto i cinque capigruppo dell’opposizione, prima di consigliere al governatore di “prendere finalmente atto della distanza ormai siderale che esiste tra la sua narrazione e la dura realtà quotidiana del territorio. Il consenso si costruisce governando e, a giudicare da questi numeri, i cittadini del Lazio hanno già le idee molto chiare”, concludono i capigruppo di opposizione.
(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato con questo titolo il 6 luglio 2026 sul sito online “Roma Today”)

