
L’ex scuola Parini (foto: Paolo Marchionne)
A che punto sono i lavori nell’ex scuola Parini?
È la domanda che in questi mesi, tanti residenti preoccupati hanno posto al presidente del municipio III, Paolo Marchionne.
Allarmati da un via vai che faceva temere il verificarsi di nuove occupazioni e dal fatto di “non vedere operai a lavoro” nel cantiere di piazza Capri.
Il minisindaco ha risposto spiegando che “ci sono stati nuovi tentativi di occupazione in questo periodo, ma i lavori stanno procedendo”.
In particolare, al momento sono in corso gli interventi per lo smaltimento dell’amianto, “che sono propedeutici per la partenza dei lavori di riqualificazione veri e propri”.
Quando inizierà la riqualificazione
Marchionne chiarisce che i lavori per lo smaltimento dell’amianto sono iniziati a fine luglio e proseguiranno poi fino all’inizio di settembre “poi, quando tutto l’amianto sarà rimosso, si entrerà nel vivo del progetto di riqualificazione di questo spazio”.
Il progetto prevede la realizzazione di un polo civico e culturale, con una biblioteca, una ludoteca, sale di lettura, aule studio, un auditorium da circa 200 posti e spazi per il coworking.
Un investimento complessivo di sei milioni e mezzo finanziati da fondi del Pnrr e per cui i lavori dovrebbero concludersi nel 2026.
Una storia travagliata
A inizio 2025, Marchionne ha annunciato ai cittadini la presa in carico dell’area dell’ex scuola da parte della ditta di manutenzione incaricata di effettuare i lavori.
Una notizia accolta con entusiasmo dai residenti, che però non hanno mancato di segnalare, nel corso dei mesi, il rischio di nuove occupazioni.
D’altra parte, negli ultimi 16 anni, questo edificio le ha viste tutte: abbandono, diverse occupazioni – da Casapound agli studenti del collettivo Osa – fino a una vendita-truffa stile Totò con la Fontana di Trevi.
L’ex scuola, infatti, è stata chiusa nel 2008 per lavori di ristrutturazione.
Ma non ha mai più riaperto.
Sono seguiti anni di abbandono, in cui l’edificio è stato più volte occupato: nel 2011 da Casapound, che chiedeva che fosse destinato alle famiglie in emergenza abitativa, nel novembre del 2020 è stata la volta degli studenti del collettivo Osa.
Fino ad arrivare al gennaio del 2024, quando il municipio ha scoperto che la struttura era stata venduta a sua insaputa nell’agosto del 2021 a un’azienda agricola calabrese al costo di 95mila euro.
Un’evidente truffa, come spiegato da Marchionne a RomaToday in questo articolo, che è riuscita comunque a mettere in allarme piazza Sempione.
(Articolo di Giulia Argenti, pubblicato con questo titolo il 16 agosto 2015 sul sito online “Roma Today”)

