
L’invasione delle golf car a Roma “non è arginabile”, almeno per il momento.
Lo ha detto un vigile della squadra antiabusivismo della Capitale parlando, in commissione mobilità, del fenomeno delle minicar elettriche.
Questi mezzi rispettano le normative vigenti del codice della strada e sono regolarmente immatricolati presso il Ministero dei Trasporti.
L’invasione di golf car a Roma
In commissione Mobilità si è tornati a parlare di golf car per analizzare la mozione, approvata di recente, avanzata dalla consigliera della Lista Civica Gualtieri, Elisabetta Lancellotti.
Il documento chiede al sindaco di interfacciarsi con la Regione Lazio al fine di modificare i regolamenti sull’utilizzo dei “mezzi turistici leggeri”.
Impossibile arginare il fenomeno
Durante l’audizione, il consigliere d’opposizione Marco Di Stefano ha incalzato l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, il presidente Zannola e l’esponente della polizia locale presente.
Il rappresentante del centrodestra non voleva “accettare” che il Comune, come sostenuto dalla maggioranza, abbia le mani legate.
Mezzi a norma
Così, Emanuele Laurini della squadra antiabusivismo della polizia locale ha spiegato perché questi piccoli mezzi elettrici possano andare praticamente dappertutto.
Per avviare l’esercizio di questa attività, secondo le regole regionali, basta inoltre una semplice SCIA.
E anche se il Comune pone un diniego, al privato basta ripresentarla per continuare a lavorare.
Il problema è che questi veicoli dovrebbero operare come servizio turistico per i clienti di un’attività principale come, ad esempio, un’agenzia di viaggio o degli alberghi.
In realtà, questi mezzi raccolgono in strada un’utenza differenziata, come se fossero un servizio aperto a tutti.
Per questo c’è chi sostiene che stiano facendo concorrenza sleale ai taxi.
Veicoli a norma
Il problema di fondo, però, è che questi mezzi rispettano tutte le regole vigenti in tema di circolazione.
L’agente della polizia locale ha infatti parlato, poi, dei “veicoli M1”, una tipologia di mezzi, prodotti da una ditta italiana, che sta sostituendo le tradizionali golf car atipiche (quelle che operano tramite SCIA e richiedono autorizzazione).
Questi mezzi vengono immatricolati direttamente dalla Motorizzazione Civile come una qualsiasi altra autovettura elettrica.
Inoltre, non sono soggetti alla limitazione del percorso turistico come invece lo sono i veicoli atipici.
Infine, secondo gli articoli 7 e 9 bis del Codice della Strada, i veicoli M1 elettrici (così come i veicoli d’epoca riadattati e rielettrificati) sono ammessi alle ZTL (Zone a Traffico Limitato) anche in presenza di restrizioni di traffico.
Insomma, al momento c’è poco che la polizia locale possa fare.
Il fenomeno non è arginabile
È stato lo stesso Laurini a evidenziare il fatto che questi veicoli “bypassano direttamente la normativa in questione e non è arginabile”.
E anche se, secondo Di Stefano, non sono sicuro, questi veicoli sono immatricolati dal Ministero dei Trasporti che, quindi, li reputa tali.
In sostanza, i mezzi M1 rappresentano la nuova generazione di navette turistiche elettriche di Roma.
Veicoli che sfuggono completamente alle limitazioni e alle problematiche relative alla SCIA che affliggono i veicoli atipici meno recenti, rendendo difficile per Roma Capitale intervenire con regolamenti comunali.
Per questo l’unica soluzione è un cambio dei regolamenti regionali copiando, magari, quanto fatto dalla Toscana anche se, come ribadito durante l’audizione, la polizia locale di Roma sembra essere molto scettica sul fatto che si possa realmente intervenire.
(Articolo di Matteo Torrioli, pubblicato con questo titolo il 9 dicembre 2025 sul sito online “Roma Today”)

