
Il pino schiantatosi domenica 1 febbraio in via dei Fori Imperiali era stato controllato a settembre ed era in classe B, ovvero con una propensione “moderata” al cedimento.
Tuttavia, è crollato, ferendo tre persone e comportando la successiva chiusura di via dei Fori Imperiali.
Alberi ultrasecolari
Possono ancora considerarsi efficaci i metodi seguiti dal Comune per gestire il patrimonio verde?
È una domanda che, mentre la strada che dal Colosseo conduce al Campidoglio resta interdetta anche ai pedoni, il Comune inizia a porsi.
La versione ufficiale è un arroccamento in difesa di quanto fatto.
“I pini dei Fori Imperiali hanno quasi tutti 120 anni e, secondo gli esperti, sono arrivati alla fine del loro ciclo di vita; hanno radici poco profonde, spesso danneggiate da interventi stradali degli scorsi decenni, e subiscono ormai da qualche anno gli effetti del cambiamento climatico” ha commentato l’assessora Alfonsi, qualche ora dopo l’ultimo crollo.
Il summit in Campidoglio
Il terzo cedimento in un mese, però, questa volta con dei feriti e a valle dei decantati controlli agronomici, merita un approfondimento.
In Campidoglio è stato convocato un vertice per affrontare la questione con gli agronomi, i carabinieri forestali, i vigili del fuoco, il sovrintendente Claudio Parisi Presicce, la soprintendente Daniela Porro, gli architetti che stanno lavorando al progetto della nuova passeggiata archeologica.
Il “summit” con l’assessora Alfonsi serve a capire quale sia il destino della quarantina di alberi restanti che, nel frattempo, dovranno essere sottoposti alle prove di trazione.
Le ragioni del crollo
Perché sono crollati?
L’ipotesi, come nei due casi precedenti, è legata al terreno eccessivamente impregnato d’acqua, a causa delle piogge che dall’inizio dell’anno interessano la città.
In quelle condizioni la tenuta delle radici non è infatti scontata.
Inoltre, da un esame visivo più accurato, ha fatto sapere il Campidoglio, “le radici principali dell’albero sono risultate parzialmente compromesse da interventi pregressi per la realizzazione di solette in cemento armato”.
Non sono esclusi gli abbattimenti
Già nella serata di domenica Alfonsi aveva annunciato l’intenzione di convocare gli esperti “per capire che margini ci siano per migliorare la qualità dei controlli, ammesso che ciò sia possibile”.
Sul tavolo, però, c’è anche un’altra considerazione che il Campidoglio sta valutando: “intervenire nelle aree a maggior frequentazione, iniziando a programmare la sostituzione delle alberature più vetuste con esemplari più giovani”.
Se non basta migliorare i controlli, quindi, tornano in azione le motoseghe.
(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato con questo titolo il 3 febbraio 2026 sul sito online “Roma Today”)

