
Golf cart a Roma – foto LaPresse
Dopo i controlli dei carabinieri si sarebbe scoperto “il vaso di Pandora” sulle golf cart che circolano a Roma.
Mezzi che, per l’assenza di regole e la presenza di alcune leggi, operano in una sorta di zona grigia giuridica.
Nonostante le multe per quasi 40mila euro elevate dai militari dell’Arma, i sindacati dei taxi sono tornati all’attacco dei piccoli mezzi elettrici.
Mentre il centrodestra chiede al Campidoglio di intervenire, il Comune di Roma invoca l’adozione di una legge regionale.
Le regole sulle golf cart
Come RomaToday ci siamo occupati da anni del fenomeno delle golf cart a Roma (qui l’approfondimento Dossier di tre anni fa), spiegando quanto sia difficile arginarne la presenza.
Infatti, alla luce delle attuali regole regionali, per avviare l’esercizio di una golf cart basta una semplice SCIA.
Anche in caso di diniego da parte del Comune, basta ripresentarla per continuare, intanto, a lavorare.
Il problema sta nel fatto che, questi mezzi, dovrebbero operare come servizio accessorio a quelli offerti di alberghi e hotel ma, come si è visto, spesso non è così.
Il difficile sta proprio nell’individuare chi non svolge correttamente il proprio lavoro.
Il Comune di Roma, come specificato di recente all’Adnkronos dall’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè, ha autorizzato 41 golf cart su 400 circa circolanti.
Il restante 90% non autorizzato opera secondo la legge sul turismo e l’articolo 85 del Codice della Strada, ovvero quello che disciplina l’attività di ncc.
Per la quale, ovviamente, il driver deve avere l’abilitazione.

Carabinieri golf car 2
Per quanto concerne la tipologia di mezzo, parliamo, per la maggior parte, di “veicoli M1”.
Questi mezzi vengono immatricolati direttamente dalla Motorizzazione Civile come una qualsiasi altra autovettura elettrica.
Inoltre, non sono soggetti alla limitazione del percorso turistico come invece lo sono i veicoli atipici.
Infine, secondo gli articoli 7 e 9 bis del Codice della Strada, i veicoli M1 elettrici (così come i veicoli d’epoca riadattati e rielettrificati) sono ammessi alle Ztl (Zone a Traffico Limitato) anche in presenza di restrizioni di traffico.
I controlli sulle golf cart
Hanno fatto molto discutere, quindi, i dati dei controlli effettuati dai carabinieri lo scorso 28 settembre.
Sono state 131 le golf cart controllate di cui 10 sottoposte a fermo (7,63%) di cui 6 (4,58%) utilizzate come noleggio con conducente senza averne licenze.
Sono state ritirate 13 patenti (di cui 6 per attività senza licenza), quindi meno di una su dieci tra quelle esaminate, ed elevate multe per 38 mila euro.
Insomma, il fenomeno c’è e questo è fuori di dubbio.
Quello che si vede dai numeri, però, è che c’è una percentuale minima di mezzi che agisce fuori dalle regole, almeno tra le golf cart controllate.
Anche le multe sono state elevate per il mancato utilizzo delle cinture, del semaforo rosso, soste vietate e l’uso del cellulare alla guida: non parliamo di sanzioni, quindi, direttamente collegate all’attività, ma di irregolarità che a Roma si riscontrano praticamente ovunque tra gli automobilisti.
Sindacati all’attacco
Per il sindacato dei taxi Usb, i controlli degli ultimi giorni sarebbero la conferma di quanto vanno dicendo da anni, ovvero che le golf cart vengono utilizzate per un uso diverso rispetto a quanto descritto sulla carta di circolazione dei mezzi.
Però, come visto, stando ai controlli effettuati solo in 6 casi su 131 controlli sono state ritirate patenti perché il guidatore stava svolgendo il lavoro di “driver” senza i titoli autorizzativi.
Usb, in una nota, è tornato a chiedere al Comune di Roma di “verificare che i veicoli utilizzati per i tour abbiano destinazione e uso corretti e che i conducenti siano regolarmente inquadrati per questa attività”.
Un altro nodo riguarda l’accesso alle corsie preferenziali, dove questi mezzi “sembrano riuscire a transitare nonostante i controlli e una viabilità già fortemente congestionata”.
Ovvia, quindi, la chiamata in causa di Roma Capitale e dell’assessore Eugenio Patanè: “A Roma – scrive il sindacato – le regole sembrano un po’ come quei vecchi lampioni fulminati, belli di giorno per creare atmosfera, ma assolutamente inutili di notte per evitare incidenti”.
All’attacco, poi, anche altre sigle sindacali, dalla Cgil alla Cisl.
“Carabinieri e Guardia di Finanza sono intervenuti con controlli concreti, nei limiti degli strumenti che hanno – spiegano – Roma Capitale, invece, resta a guardare.
Dopo mesi di rimpalli, l’unica risposta dell’amministrazione è dire che la competenza spetta alla Regione e che senza una regolamentazione il fenomeno rischia di sfuggire di mano.
Ma il fenomeno è già sfuggito di mano, sotto gli occhi di tutti, nelle strade più frequentate della Capitale.
Il Comune non è uno spettatore.
Rilascia le autorizzazioni, governa la circolazione e le Ztl, dispone della Polizia Locale per vigilare sul territorio e far rispettare le regole”.
Anche se, come si è visto, la percentuale di mezzi sanzionati rispetto a quelli fermati è molto bassa.
La colpa del Comune, secondo i sindacati, è quella di “aspettare una norma regionale” al fine di giustificare “l’assenza di controlli su mezzi che, come dimostrato in pochi giorni, violano già oggi il Codice della Strada e le condizioni delle proprie carte di circolazione”.
Interrogazione
Il consigliere capitolino di Fratelli d’Italia, Stefano Erbaggi, ha quindi protocollato un’interrogazione rivolta al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, per capire come mai, nella Capitale, sia così alto “il numero delle golf car presenti.
Perché è chiaro che tutti ci siamo accorti della loro presenza, ma l’amministrazione comunale cosa ha fatto?” si chiede Erbaggi.
“Esiste un quadro normativo di riferimento? Parliamo di ‘navette turistiche’, di noleggio con conducente o di altro?
Ci sono operatori autorizzati e quali itinerari seguono?
Esistono autorizzazioni alla circolazione?”
Queste solo alcune delle domande rivolte da Erbaggi a Gualtieri e compagnia.
La proposta di legge in Regione
Fatto sta che, proprio di recente, in Regione è iniziato l’iter di approvazione della legge regionale, su iniziativa di Marco Bertucci, per riconoscere le golf cart come “navette turistiche” e per dare ai Comuni, specialmente quelli con alta concentrazione turistica, gli strumenti per arginare e regolamentare il fenomeno.
Un’iniziativa che, di fatto, certifica la necessità di un intervento regionale per normare le golf cart e che “favorisce”, nel dibattito, proprio il Comune di Roma.
Già da tempo Patanè e, più di recente, l’assessore al Turismo, Alessandro Onorato, hanno chiesto alla Pisana di approvare un testo per permettere al Campidoglio di applicare nuove regole, come l’individuazione di itinerari obbligatori e l’onere di tornare “in rimessa” dopo ogni servizio.
(Articolo di Matteo Torrioli, pubblicato con questo titolo il 2 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

