
Foto: Museo nazionale etrusco di Villa Giulia
Il Sarcofago degli sposi, gioiello del Museo nazionale etrusco di Villa Giulia torna a splendere.
È stato completato l’intervento pilota di restauro sulla porzione corrispondente ai piedi dei due innamorati, che è stata sistemata su un supporto provvisorio appositamente realizzato, così da essere di nuovo visibile ai visitatori.
Il lavoro ha permesso di rimuovere gli strati di sporco e polvere, restituendo all’opera la sua bellezza originaria.
Il restyling del Sarcofago
I lavori sono iniziati lo scorso maggio, con l’obiettivo di restaurare e riportare al suo antico splendore il capolavoro assoluto dell’arte etrusca, risalente a 2500 anni fa.
È previsto non solo il restauro, ma anche la realizzazione di un piano conservativo, di manutenzione dell’opera e di valorizzazione, grazie alla convenzione fra il museo e l’Istituto centrale per il restauro.
A che punto sono i lavori
Al momento è stato completato l’intervento pilota, sulla porzione che corrisponde ai piedi degli sposi.
Questa parte del manufatto è tornata, così, nuovamente visibile in vetrina ed è poggiata su un supporto provvisorio appositamente realizzato, mentre la parte inferiore è in laboratorio in attesa del suo turno per l’intervento.
Guardando la sezione in cui è stato effettuato il restyling, salta subito all’occhio la differenza di colore rispetto al resto dell’opera: “Il restauro – spiegano dal museo – ha svelato la meravigliosa superficie originale con i segni di lavorazione e i resti dell’ingobbio, preservandone la patina e la lucentezza, eliminando spessi strati di polvere, sporco e protettivi alterati che hanno offuscato la superficie e la sua vibrante tonalità terracotta”.
Gli interventi proseguiranno poi nel mese di settembre.
La storia del Sarcofago
Il 9 aprile del 1881 a Cerveteri, in una località della tenuta del principe Francesco Ruspoli, detta ‘della Banditaccia’, vennero alla luce gli innumerevoli frammenti del Sarcofago degli sposi.
“Un’urna di dimensioni colossali caratterizzata da una parte inferiore a forma di letto (la kline) – come si legge sul sito del ministero della Cultura – in cui venivano deposte le ceneri dei defunti, e da una parte superiore, con funzione di coperchio, modellata in modo da raffigurare una coppia di coniugi semidistesi a banchetto”.
Fu poi il restauro a permettere di rimettere insieme le centinaia di frammenti, per ricomporre il Sarcofago degli sposi così come appare oggi.
(Articolo pubblicato con questo titolo il 5 agosto 2025 sul sito online “Roma Today”)

