
Il termovalorizzatore potrebbe trasformarsi in un boomerang per lo sviluppo della raccolta differenziata a Roma.
A dirlo non sono i comitati contrari alla realizzazione dell’impianto ma il presidente della regione Lazio.
Il termovalorizzatore è sovradimensionato
“Roma ha difficoltà strutturali che si porta dietro e ci tiene bassi come media e dovrebbe trovare una sua soluzione col termovalorizzatore.
Soluzione che, come ho sempre detto, mi preoccupa molto” ha dichiarato Francesco Rocca, dopo aver incontrato, con l’assessore ai rifiuti Fabrizio Ghera, i 76 comuni impegnati nella raccolta differenziata.
La regione ha stanziato, con il bando di Lazio Innova, 18,7 milioni di euro per potenziare i conferimenti di materiale indifferenziato.
Il comune di Roma, come del resto certificato anche da Legambiente, resta una sorta di zavorra per il Lazio.
Cos’è che impensierisce il governatore?
Rocca ha dichiarato di essere “molto preoccupato” per una ragione specifica: l’impianto di Santa Palomba, ha osservato il governatore “è decisamente sovradimensionato rispetto alle necessità”.
Quali potrebbero essere le conseguenze?
“Spero di sbagliare ma – ha concluso Rocca – sarebbe una pietra tombale sulla differenziata a Roma”.
Il ragionamento è molto simile a quello che portano avanti i detrattori dell’infrastruttura.
La pietra tombale per la differenziata
Un impianto da 600mila tonnellate l’anno che brucia rifiuti “tal quale”, ha bisogno di essere alimentato.
E questo può rappresentare un problema per un aumento significativo della raccolta differenziata nella capitale.
Perché, dal momento che l’obiettivo delle regione, ha spiegato l’assessore Ghera, “è raggiungere un tasso medio di 72,3% di differenziata entro il 2031”, allora la percentuale romana diventa un problema visto che, seppure salita di uno 0,8% nell’ultimo anno, è ferma ancora al 46%.
Senza la Capitale, ha ricordato Legambiente in occasione dell’Ecoforum 2025, la provincia sarebbe già al 67%: vicina agli obiettivi regionali.
Tutto ciò significa che non solo la capacità di differenziare deve migliorare, ma che deve farlo anche in maniera molto significativa.
“Il termovalorizzatore non deve essere un alibi per nessuno per abbandonare il recupero delle materie di scarto: la differenziata deve andare avanti” ha aggiunto Rocca, precisando che “Nessuno mette in discussione l’opera ma bisogna tenere alta la cultura della differenziata e vedere bruciato il ‘tal quale’ è un fallimento a livello sociale”.
A differenza di molti comitati, quindi, la regione Lazio ritiene utile un termovalorizzatore, ma esprime “molta preoccupazione” per le sue dimensioni.
L’indagine della Corte dei Conti
La valutazione del governatore, non particolarmente confortante per il comune di Roma, arriva a qualche giorno di distanza da un’altra “tegola”. La Corte dei Conti, oltre alla Procura della Repubblica, è stata interessata da un esposto firmato dall’associazione Salute Ambiente Albano, dal comitato Uniti per la Salvaguardia del Territorio e dall’associazione Pavona per la Tutela della Salute.
La querela è per “abuso d’ufficio, concorso morale e materiale nel reato” e anche “esercizio abusivo dei una professione”, oltre al più classico “danno erariale”.
È stata presentata contro il responsabile unico del procedimento amministrativo volto alla realizzazione del polo impiantistico di Santa Palomba, e verso il responsabile del servizio della medesima procedura amministrativi.
Sarebbero stati selezionati nonostante le relative lauree, in Economia e commercio il primo ed in Statistica il secondo, non siano tra quelle imposte nel codice degli appalti.
L’esposto è anche nei confronti del sindaco Roberto Gualtieri e dell’assessora Sabrina Alfonsi “per aver materialmente affidato” ai due dirigenti “incarichi di spicco nell’ambito della procedura amministrativa” che, secondo quanto sostengono le tre associazioni, in virtù dei loro titoli di studio non avrebbero potuto ottenere.
La replica dell’assessorato all’Ambiente di Roma
“Il presidente Rocca – ha replicato, in una nota, l’assessora all’Ambiente di Roma Sabrina Alfonsi – ha espresso la sua preoccupazione per le dimensioni dell’impianto che, a suo modo di vedere, potrebbero rappresentare un colpo decisivo contro lo sviluppo della raccolta differenziata a Roma e di conseguenza avere ricadute negative sulla performance dell’intera Regione.
Riguardo alla capacità dell’impianto, questa è stata valutata accuratamente in fase di redazione del Piano rifiuti di Roma sulla base dell’analisi dei flussi di rifiuti e del loro ciclo di vita.
Il rischio di sovradimensionamento non c’è, come abbiamo già avuto occasione di dire in diverse occasioni, e i numeri lo dimostrano.
Stando alla produzione attuale di rifiuti della Capitale (circa 1,650 milioni di tonnellate) e una percentuale di raccolta che oggi si attesta al 50%, la quota di rifiuto indifferenziato da smaltire è pari a 825 mila tonnellate, a cui vanno aggiunte altre 123 mila tonnellate rappresentate dagli scarti non riciclabili della raccolta differenziata (stimati al 15% della raccolta) per un totale di circa 948 mila tonnellate, ben 348 mila in più della capienza del termovalorizzatore.
Siamo pienamente d’accordo con il Presidente Rocca – ha aggiunto Alfonsi – sul fatto che bisogna spingere al massimo per migliorare la raccolta differenziata, e abbiamo prontamente accolto la disponibilità della Regione a mettere a disposizione dei Comuni le risorse finanziarie necessarie per migliorare questo obiettivo su scala regionale.
Con questa consapevolezza, nel nostro piano rifiuti abbiamo inserito obiettivi di raccolta differenziata molto alti: a parità di produzione e con la differenziata al 65%, il volume dei rifiuti indifferenziati e degli scarti sarebbe ancora pari a circa 740 mila tonnellate.
Persino con una differenziata al 70% – obiettivo che ci siamo dati al 2035 e un risultato che sarebbe eccezionale per una metropoli come Roma – senza una significativa riduzione dei rifiuti prodotti saremmo ancora a 680 mila tonnellate di indifferenziata, quindi oltre la capacità del termovalorizzatore.
Il tema dei rifiuti riguarda il futuro di Roma, è uno degli snodi cruciali per portare la nostra città al livello delle altre grandi capitali d’Europa, e per questo lavoriamo insieme ad AMA per migliorare le performance dei servizi di raccolta e pulizia della città” ha concluso l’assessora Alfonsi.
(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato con questo titolo il 2 ottobre 2025 sul sito online “Roma Today”)

