
I manifesti comparsi a Roma (foto RomaToday)
La deflagrazione dell’inchiesta sull’urbanistica di Milano coinvolge anche una delle figure di maggiore spicco dell’architettura internazionale: Stefano Boeri.
Stefano Boeri indagato a Milano
Il nome di Boeri appare nelle carte dei magistrati che indagano per presunta corruzione, insieme a quelli del sindaco Giuseppe Sala, dell’imprenditore Manfredi Catella, dell’ex assessore Giancarlo Tancredi e dell’ex presidente della commissione Paesaggio Giuseppe Marinoni.
Il progetto “Roma 050”
Ma l’archistar milanese negli ultimi anni ha avuto molto da fare anche a Roma.
Il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia lo chiamarono nel 2022 per dirigere un gruppo di lavoro composto da architetti esperti e junior con lo scopo di pensare il futuro della Capitale fino al 2050.
“Laboratorio Roma050 – il Futuro della Metropoli Mondo” era stato proposto proprio da Boeri.
E così la giunta di centrosinistra decise di costruire intorno un’opportunità, sfruttando le competenze e la fama dell’architetto classe 1956.
Il finanziamento da 750mila euro
Un lavoro, che da delibera capitolina ha avuto una durata di 18 mesi, nato tra le polemiche.
Quelle politiche, guidate soprattutto da Fratelli d’Italia e M5S, per lo stanziamento di 750mila euro deciso dalla giunta e gestito da Risorse per Roma, deciso per finanziare l’intero gruppo di lavoro composto da 13 figure professionali, Boeri incluso.
Non solo.
Anche l’ordine degli architetti di Roma e provincia non esultò per le modalità scelte da Gualtieri per l’affidamento del progetto: “Avevamo allertato il Sindaco sui rischi di un piano senza bandi o manifestazioni di interesse – disse all’epoca, tre anni fa, Andrea Panci -. Ma non andati avanti approvando la delibera. Si rompe qualsiasi argine, recuperando prassi anacronistiche e all’insegna della mancata trasparenza, a favore dei soliti noti“.
I risultati del lavoro di Boeri
Nel 2023, però, il lavoro di Boeri e del suo team di under 35 è iniziato.
E i risultati si sono visti il 22 giugno 2025, con la presentazione in Campidoglio degli scenari di trasformazione e rigenerazione urbana da calare su Roma fino al 2050 e oltre.
Tre fasi, a iniziare da “L’Atlante delle Trasformazioni” che ha come orizzonte il 2030, per passare a “L’Affresco della Roma futura” tra il 2030 e il 2050 e infine la “Carta per Roma”, un manifesto di quello che potrebbe essere dopo il 2050.
Dopo Milano fari su Roma
Qualcuno, però, non apprezza.
L’inchiesta dei magistrati milanesi sta facendo accendere un faro anche su Roma, vista la quantità di progetti di rigenerazione urbana in corso o su carta previsti nella Città Eterna, e la presenza di nomi nell’indagine che operano o hanno operano in entrambe le città, su tutti Manfredi Catella di Coima Sgr e proprio Stefano Boeri.
Manifesti contro Boeri
Nella mattinata di lunedì 28 luglio, infatti, sono comparsi alla stazione della metro di Monti Tiburtini alcuni manifesti proprio contro l’archistar milanese: “Il modello Milano non lo vogliamo, Stefano Boeri vattene”.
Al centro c’è l’immagine dell’architetto 69enne sulla quale campeggia un timbro che recita: “Socialmente pericoloso”. Non sono firmati, non è chiaro chi li abbia promossi e affissi, ma il malumore è evidente.
Cosa ha fatto l’archistar a Roma
La presenza di Boeri a Roma, però, non si limita ai risultati – ancora molto teorici – del Laboratorio coordinato tra la fine del 2023 e l’inizio del 2025.
È del suo studio il progetto del nuovo accesso della Domus Aurea, promosso dal Parco Archeologico del Colosseo, inaugurato nel 2024, ma ha anche curato l’allestimento di diverse mostre (tra queste una a Ostia Antica e una alle Terme di Diocleziano).
Infine, ci sono due progetti che si perdono nel tempo e sono rimasti solo dei bellissimi rendering: la riqualificazione del Policlinico Umberto I e la creazione del tanto atteso Parco dell’Abitare a Torre Spaccata.
“Non sono un cementificatore”
Vedremo adesso cosa accadrà.
Al momento, per quanto riguarda Milano, siamo ancora agli interrogatori di garanzia ed entro un paio di giorni verrà deciso su eventuali custodie cautelari.
Boeri, nel frattempo, in un lungo post Facebook si è difeso, dopo giorni di silenzio: “Sono stato vittima di una campagna diffamatoria”.
Ha poi proseguito: “Amo Milano, sono un architetto non un cementificatore”.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 28 luglio 2025 sul sito online “Roma Today”)

