
I residenti del quartiere Cinque Colline, a ridosso della via Laurentina, si sentono abbandonati, isolati.
Già, perché le piogge dei giorni scorsi hanno causato allagamenti e hanno trasformato l’arteria, che serve quel quadrante di città, in un enorme lago.
La strada, per giorni, è stata chiusa con le conseguenze del caso: cittadini tagliati fuori, quasi confinati nel loro quartiere.
Nella giornata di domenica un centinaio di abitanti si sono dati appuntamento all’altezza di via del Fosso di Radicelli, dove la provinciale è stata chiusa dal 28 gennaio, e hanno inscenato una protesta pacifica.
C’è chi ha pescato nel “lago”, chi ha posizionato gonfiabili.
Poi, con i secchi, è stata creata una catena umana per svuotare il bacino d’acqua che si è formato nei giorni.
“A distanza di circa dieci giorni dalla riapertura del tratto di via Laurentina precedentemente chiuso per allagamenti, sono bastati due giorni di pioggia per ritrovarci nuovamente con la strada interdetta al traffico.
Una situazione che, come comitato, riteniamo inaccettabile e assurda”, hanno denunciato dal comitato delle Cinque Colline Laurentina, motivando la protesta del primo febbraio.
“Nonostante la richiesta formale della presidente del Municipio Titti Di Salvo, del direttore tecnico Mario Sica e dell’assessora municipale ai lavori pubblici Ludovica Tranquilli di procedere alla riapertura della strada, valutata praticabile anche a senso unico alternato – si legge nella lettera – la Città Metropolitana ha scelto ancora una volta di non assumersi la responsabilità, mantenendo la chiusura totale del tratto stradale”.
“È esattamente la stessa posizione assunta in occasione del precedente evento.
La responsabile della Città Metropolitana Manuela Chioccia ci ha confermato che il dirigente della Città Metropolitana non si assume la responsabilità di riaprire la strada.
Di fronte a questo scenario, ci chiediamo: se un dirigente non ritiene di potersi assumere responsabilità in situazioni di emergenza come questa – rincara la dose il Comitato – non dovrebbe forse demandare la decisione a un livello superiore, anziché lasciare un intero quadrante ostaggio dell’immobilismo?
Con quale coscienza si può isolare un territorio intero, ignorando che chi percorre quella strada non lo fa per passeggiare, ma per lavorare, studiare, raggiungere servizi essenziali, ambulanze comprese?
Come Comitato troviamo gravissimo ritrovarci, dopo appena dieci giorni, nelle stesse identiche condizioni”.
L’unica presenza di tutto il IX Municipio, durante la protesta di ieri, è stata quella della consigliera Carla Canale, della lista civica Virginia Raggi, “un elemento prezioso a cui spesso ci rivolgiamo anche per supporto legale”, sottolineano dal comitato.
Secondo quanto appreso, la Città Metropolitana, nelle prossime ore, effettuerà un sopralluogo.
Il Municipio, nella persona della presidente Titti Di Salvo e dell’assessora ai lavori pubblici Ludovica Tranquilli, ha invece scritto una lettera al sindaco Gualtieri e ha proposto ai residenti per il 21 febbraio un’assemblea pubblica con i vertici della Città Metropolitana e della Regione Lazio.
Con la speranza che il maltempo non peggiori la situazione, per i prossimi giorni è prevista pioggia in città.
(Articolo di Lorenzo Nicolini, pubblicato con questo titolo il 2 febbraio 2026 sul sito online “Roma Today”)

