
Uno scorcio del parco di via Ugo Inchiostri
La nuova mappa dei quartieri di Roma non fa contenti tutti.
La delibera approvata il primo ottobre, quella definitiva che traccia 334 quartieri urbani, 22 rioni e 101 zone funzionali, non ha preso in considerazione le istanze dei residenti del quadrante Fonte Meravigliosa-Prato Smeraldo portate in aula da un emendamento del Movimento Cinque Stelle.
Fonte Meravigliosa “perde” due parchi
Il tema è questo: due parchi del IX municipio, uno a via Ugo Inchiostri e uno a via Cerva, sono stati inseriti ufficialmente nella zona extra-quartiere del Fosso della Cecchignola.
Eppure le due ampie dotazioni di verde, fiore all’occhiello di un piano di zona (il numero 40) che vanta oltre 50 ettari di parchi, giardini e aiuole su circa 84 ettari di estensione, sono state realizzate all’interno del quadrante Fonte Meravigliosa-Prato Smeraldo.
La contrarietà dei cittadini
La decisione presa dal gruppo di lavoro che per oltre due anni ha rivisto i confini della città, a distanza di mezzo secolo dall’ultima volta, aveva fatto balzare sulla sedia i residenti del quartiere di Roma sud.
A luglio una raccolta firme online ha messo d’accordo circa 1.700 persone e contestualmente la capogruppo capitolina dei Cinquestelle Linda Meleo e la capogruppo della Civica Raggi in IX, Carla Canale, hanno lavorato a un emendamento: “Vogliamo che l’impegno dell’amministrazione nell’approvazione e nell’attuazione del nostro emendamento, che corregge e non stravolge la delibera, sia vincolante” dicevano a metà settembre.
Bocciato l’emendamento Cinquestelle
Così non è stato.
La maggioranza ha respinto l’emendamento alla proposta 99 sulla nuova mappatura.
Il “palese errore” non è stato sanato, almeno a oggi.
“Parliamo di parchi urbani attrezzati che rappresentano servizi di prossimità vitali
e insostituibili per la comunità di Fonte Meravigliosa e Prato Smeraldo.
Questa separazione crea una disparità di trattamento all’interno dello stesso municipio, dove altre situazioni analoghe sono invece state tutelate“.
Lo spostamento urbanistico dei due parchi non è considerata cosa da poco da quelle parti: “Comporta l’esclusione della zona dai servizi pubblici di prossimità previsti dalle aree limitrofe” ricordano Canale e Meleo.
Tra l’altro sin dal 1997 quelle due aree verdi non costano nulla all’amministrazione: “Sono i residenti, autotassandosi tramite il consorzio di gestione del verde, a provvedere alla gestione”.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 2 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

