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Rodolfo Bosi
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Home Approfondimenti

La prossima crisi finanziaria sarà causata dai cambiamenti climatici?

30/01/2019
in Approfondimenti, Archivi, Governo del territorio, Natura, News, Piani territoriali
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La bancarotta della California PG&E  potrebbe essere la soglia psicologica che viene attraversata quando ci si rende conto che una minaccia che era stata liquidata come vaga, astratta e futuribile diventa improvvisamente reale e devastante.

La California PG&E  è infatti una gigantesca compagna energetica che è stata duramente colpita dagli incendi giganteschi che hanno devastato la California e che dal 2017 al 2018 hanno spazzato via le sue linee elettriche e i suoi trasformatori.

Incendi che ormai in pochi fanatici negazionisti climatici negano siano stati favoriti e/o causati dal cambiamento climatico.

E’ così che  la California PG&E  si è trovata in meno di un anno gravata da un passivo di 30 miliardi di dollari e da 750 cause legali e gli investitori sono impazziti e l’utility, prima amata dagli  hedge fund, ha dichiarato fallimento. 

Il suo valore di mercato è crollato da 25 miliardi di dollari a meno di 4 miliardi.

Elias Hinckley,  un avvocato dello studio legale  K & L Gates di Washington ha detto a Vice: «Se solo pochi anni fa avessero detto  che degli incendi boschivi avrebbero causato dei malfunzionamenti nella trasmissione e stessero  per mandare in bancarotta un’importante utility americana, la gente avrebbe risposto: “No, è pazzesco, non può succedere’”».

Ma ora anche la Bibbia neoliberista dei negazionisti climatici, il Wall Street Journal, che per anni ha minimizzato i rischi per l’economia globale posti dai  cambiamenti climatici, scrive che «la bancarotta di PG & E potrebbe segnare una pietra miliare: la prima grave perdita aziendale dei cambiamenti climatici».

La domanda che in molti si fanno nel mondo della finanza è: chi sarà il prossimo?

Quando si passa dal considerare il cambiamento climatico da un rischio lontano e futuro a qualcosa di pericolosamente e chiaramente imminente, che può far crollare una grande impresa in una notte di fuoco,  si percepisce che l’economia mondiale è vulnerabile ovunque. 

Vice fa alcuni esempi: un uragano che distrugge lo Stato della Florida travolgerebbe il turismo, un inondazione in Texas causa una crisi degli alloggi, il prosciugamento del fiume Colorado devasta un intero comparto agricolo.  

A dicembre, 415 investitori hanno rilasciato una dichiarazione in cui si avverte che un cambiamento climatico a cui non si ponesse ostacoli nei prossimi 80 anni potrebbe causare 23 trilioni di dollari di  distruzione economica globale.

Beau O’Sullivan, portavoce di ShareAction  è convinto che «quando scoppierà questa bolla del carbonio, assisteremo a enormi riverberi nel nostro sistema finanziario, perché il cambiamento climatico è un tale rischio sistemico che tocca ogni area della nostra vita».

La California PG & E si era già resa conto dei rischi che correvano i suoi impianti e  negli ultimi anni aveva cercato di tenerli sempre più lontani dalle aree a rischio incendi, anche perché lo Stato della California ritiene le compagnie energetiche responsabili dei danni da incendi boschivi. 

Ma la cosa fondamentale è che i sistemi legali e finanziari che PG & E ha messo in atto per affrontare questi pericoli hanno funzionato solo fino a un certo punto: non erano stati pensati  per tollerare due anni di fila di enormi incendi intensificati dai cambiamenti climatici.

I mostruosi incendi climatici californiani hanno mostrato il punto di rottura di un gigante economico che si riteneva potesse resistere ad ogni avversità.

E altri Stati Usa e Paesi di tutto il mondo corrono gli stessi rischi, magari per altri effetti del riscaldamento globale.

Anche se sembra ci sia una crescente consapevolezza in alcuni ambienti finanziari che il tempo si sta rapidamente esaurendo e il  World Economic Forum ha lanciato  un nuovo allarme “clima estremo” legato al cambiamento climatico definendolo la minaccia numero uno. 

Sembra che siamo arrivati al punto annunciato in cui economia e clima si scontrano e l’economia soccombe.

Bisogna capire se siamo ancora in tempo per evitarlo ed evitare una crisi economica e finanziaria che potrebbe avere conseguenze mai viste.

 

(Articolo pubblicato con questo titolo il 29 gennaio 2019 sul sito online “greenreport.it”)

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