
Don Coluccia (foto Cecilia Fabiano/LaPresse)
“La riforma di Roma Capitale può servire per riconoscere la dignità delle periferie, e delle persone che vivono in questi luoghi”.
Queste le parole di Don Coluccia.
Il prete antimafia intervenuto ad Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia, ha specificato: “Oggi nella nostra Capitale entrano tonnellate di droga.
Il vero problema di questa città è che c’è un welfare criminale, uno Stato parallelo gestito dai clan, organizzato a tutti gli effetti”.
Il sacerdote, intervenuto nel panel “Roma diventa Capitale: urbanistica, Trasporto pubblico, emergenza abitativa, decoro urbano, commercio. Come la riforma costituzionale può rilanciare le sfide strategiche per una città a misura di cittadino”, ha osservato: “Per troppo tempo ci sono stati dei vuoti istituzionali: l’emarginazione e la disperazione sono cresciuti in questa città.
Noi troviamo persone che hanno bisogno, ed è importante ristabilire la giustizia sociale in questi territori”.
Con l’aggiunta: “Lo spaccio non è secondario in questa città e i minori non accompagnati che arrivano a Roma finiscono nelle piazze di spaccio.
La droga è democratica, e questo welfare criminale fa economia: i soldi della droga vengono riciclati nelle attività.
La lotta alla droga non può essere fatta solo dalle forze di polizia: è una lotta culturale, di partecipazione sociale”.
Per Don Coluccia, quindi, “si cambia portando la cultura della bellezza: lo Stato è tale quando porta i servizi alla cittadinanza.
Nelle periferie dovremmo parlare di diritti privati.
Tutti hanno diritto a una possibilità“.
Infine, la chiosa: “In questa città si spara troppo, anche di giorno: dobbiamo parlarne di queste cose.
Tacere significa avere delle responsabilità”.
(Articolo pubblicato con questo titolo l’8 dicembre 2025 sul sito online “Roma Today”)

