
Roma prova a cambiare passo sulla sosta tariffata, adeguandosi alle altre città italiane e provando a mettere in pratica il piano generale del traffico.
Con la delibera approvata lo scorso 5 agosto 2025, la giunta capitolina ha dato il via libera a un piano di riforma della sosta tariffata che ridisegna il sistema degli stalli blu, rivede le agevolazioni per i residenti e collega in modo più strutturato la regolamentazione dei parcheggi all’accessibilità offerta dal trasporto pubblico.
Il progetto mira a portare la Capitale da circa 70.000 stalli tariffati attuali a oltre 100.000, con una crescita sensibile soprattutto nelle aree urbane ben servite da metro, bus e tram.
Il progetto però non si ferma qui.
Sì, perché nello stesso atto è specificato un secondo tempo della rivoluzione le cui misure, è bene specificarlo, entreranno in vigore solo dopo ulteriori approfondimenti e dopo un apposito decreto del Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini.
A prevedere la necessità dell’approvazione da parte del ministero è il nuovo codice della strada voluto da Salvini stesso.
Sul tavolo modifiche che andranno a incidere in modo significativo sulla mobilità quotidiana dei romani.
Vediamo nel dettaglio, dividendo il tutto in due parti: la prima è quella certa (i cui tempi non sono specificati nel dettaglio), la seconda è quella che necessita dell’approvazione del ministero.

La prima fase di attuazione della revisione della sosta tariffata a Roma
Nuove aree, più parcheggi a pagamento e una diversa distribuzione degli spazi
La riforma parte puntando l’attenzione su quelli che oggi sono circa 16.000 stalli bianchi – cioè gratuiti – presenti all’interno delle zone centrali di Roma escluse solo le aree ZTL.
Questi, nella prima fase, saranno progressivamente convertiti in spazi a pagamento, secondo quanto stabilito dalle zone 1 e 2 del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU).
Accanto a questa riconversione, sono previste estensioni in quartieri come Monte Sacro, Pigneto, Ostiense, Porta Portese, la zona Jonio, l’area della Garbatella, l’EUR e Ostia Lido, dove verrà introdotta una regolamentazione stagionale.
Per favorire maggiore omogeneità, si procederà anche con la semplificazione degli orari: la validità della sosta tariffata sarà generalmente fissata dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 20, fatta eccezione per le aree ad alta frequentazione notturna — come Trastevere, Testaccio, una parte di Ostiense e tutta l’area interna alle Mura Aureliane — dove la sosta resterà a pagamento anche oltre la mezzanotte, fino alle 3.
Parcheggi di scambio: stop agli usi impropri nella fascia notturna
Una novità importante riguarda i parcheggi di scambio, in particolare quelli meccanizzati collocati vicino al centro o nei pressi degli snodi principali del trasporto pubblico.
Queste strutture, pensate per favorire l’intermodalità auto–mezzi pubblici, vengono spesso utilizzate fuori orario come sosta notturna gratuita dai residenti.
Per evitare questa distorsione, verrà introdotta una tariffa di 0,80 euro/ora nella fascia notturna compresa tra le 00:30 e le 5:00, applicabile anche ai possessori di abbonamenti Metrebus.
Trasporto pubblico in primo piano: l’analisi a supporto del piano
Alla base della riforma, l’amministrazione capitolina ha collocato un principio ormai consolidato in ambito europeo: dove il trasporto pubblico è capillare, l’uso sistematico dell’auto privata va scoraggiato.
Le analisi tecniche condotte mostrano che all’interno dell’anello ferroviario, la copertura del servizio TPL raggiunge indici del 90% in molte aree, specie quelle centrali.
La media cittadina è notevolmente più bassa, ma all’interno delle zone già individuate dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) per un’estensione della tariffazione, la fruibilità del servizio è ritenuta sufficiente.
Nel documento si sottolinea come Roma disponga di una rete con oltre 380 linee di superficie, 59 chilometri di metropolitane e una produzione complessiva di servizio, nel 2024, quantificata in 158 milioni di vetture per km.
Sono queste le premesse che spingono il Campidoglio a ritenere di poter integrare efficacemente la gestione della sosta con l’infrastruttura del trasporto pubblico urbano.
Roma guarda alle altre città: verso un modello più vicino a Milano e Torino
Con il nuovo piano, Roma si avvicina ai modelli già attivi in altre grandi città italiane.
Milano, ad esempio, ha oltre 72.000 stalli blu su una superficie urbana molto più contenuta, con una tariffazione rigida anche nelle aree semicentrali.
Torino si assesta intorno ai 37.000, Bologna ne conta circa 40.000.
In tutte queste città la relazione fra sosta, trasporto pubblico e rotazione degli spazi è governata con precisione e strumenti di controllo efficaci, in particolare per le attività commerciali e l’utenza temporanea.

La mappa della città e le zone in cui è divisa
Nodi normativi: il decreto ministeriale necessario per completare il piano
Tutta la seconda fase della riforma – che comprende la revisione delle agevolazioni, la limitazione dei permessi per residenti e l’eliminazione di alcune agevolazioni tariffarie – non potrà partire senza un’apposita autorizzazione ministeriale.
A dirlo è direttamente il codice della strada: l’articolo 7, comma 9, stabilisce che le amministrazioni comunali possono regolare la sosta solo assicurando un equilibrio tra spazi tariffati e spazi gratuiti ovvero, in deroga, con nulla osta da parte del Ministero delle Infrastrutture.
Il Campidoglio ha comunicato di aver inviato la documentazione propedeutica alla firma del decreto.
Senza quel passaggio, molte misure resterebbero su carta.


ILa seconda fase attuazione piano. Tutto dipende dal ministero
Tariffe differenziate per zona: quanto si pagherà (se il ministero dirà di sì)
Il nuovo piano propone un impianto tariffario articolato in base alle fasce di maggiore o minore accessibilità.
Nell’area del centro storico, la tariffa sarà di 3 euro all’ora. All’interno dell’anello ferroviario, il costo standard sarà di 1,50 euro, mentre nelle aree più periferiche la tariffa scenderà a 1,00 euro l’ora.
Si propone anche le regole per gli abbonamenti e le soste brevi.
Nella seconda fase della riforma – quella subordinata al decreto del Ministero – è prevista l’eliminazione degli abbonamenti agevolati da 70 euro al mese e quelli giornalieri da 8 euro (per tutto il giorno) o 4 euro (per mezza giornata) nelle zone centrali e semicentrali, mentre resteranno disponibili nelle zone 3, 4, 5 e 6.
Verrà inoltre eliminata l’opzione di sosta breve da 0,20 euro ogni 15 minuti.
Tutto questo però è subordinato all’approvazione da parte del ministero delle infrastrutture.
Permessi residenti, cambiano le regole: ma solo nella seconda fase
Tra le modifiche previste (sempre se dopo l’approvazione del ministero), diverse riguardano anche i residenti.
I contrassegni gratuiti oggi concessi fino a due veicoli per nucleo familiare potrebbero essere ridotti a uno solo.
Per la terza auto, invece, è in discussione l’introduzione di un permesso a pagamento.
(Articolo di Matteo Scarlino, pubblicato con questo titolo il 19 agosto 2025 sul sito online “Roma Today”)

