
Foto: Associazione per Villa Pamphilj
I pesci e le tartarughe che popolano il piccolo corso d’acqua nella vasca sottostante la fontana del Giglio a Villa Pamphilj sono stati spostati nel laghetto.
Questo per consentirne la sopravvivenza, visto che il flusso idrico della cascata è stato sospeso per consentire alcuni lavori di restauro.
Uno stop che aveva messo in allarme i cittadini, preoccupati per la sorte degli animali
Il trasferimento nel laghetto
Ad annunciare lo spostamento sono gli attivisti dell’Associazione per Villa Pamphilj, gli stessi che a luglio avevano scritto al Comune per chiedere conto del futuro degli animali a seguito dello stop al flusso idrico per consentire i lavori, finanziati con fondi del Pnrr e del Giubileo, sulla fontana del Giglio, la fontana della Cascata e i relativi canali.
A questo proposito, l’assessorato diretto da Sabrina Alfonsi ha fatto sapere che pesci, rospi e tartarughe sarebbero stati trasferiti nel laghetto principale.
“Fin da maggio scorso – aveva chiarito Alfonsi – un sopralluogo congiunto effettuato con gli uffici della sovrintendenza capitolina e la regione in vista dell’apertura del cantiere per il restauro del manufatto, aveva affrontato tra l’altro il tema della salvaguardia delle specie animali che abitano il canale, con una attenzione particolare alle testuggini, ai rospi e alle carpe“.
Ora è arrivata la conferma: “Ringraziamo sia l’Assessorato che la commissione Ambiente, per aver preso a cuore questa problematica e per aver ottemperato agli impegni presi” spiegano gli attivisti.
E poi: “Nel frattempo i lavori in questa zona vanno avanti: alla Fontana del Giglio è iniziata la pulizia ad opera dei restauratori, la Fontana della Cascata è stata già ripulita dalle erbacce infestanti e dai residui.
I canali sono entrambi in fase di pulizia: molto fango e limo sono stati ammucchiati ed ancora tanto deve essere rimosso.
Si sta lavorando con pala e ruspa.
Piano piano sta riemergendo la bellezza del luogo, per così tanto tempo lasciato all’incuria”.
I precedenti preoccupanti
L’allarme dei residenti era partito dal fatto che già nel luglio del 2022, un anno caratterizzato da una profonda crisi idrica, il parziale prosciugarsi dello specchio d’acqua aveva provocato proteste di consiglieri capitolini ed associazioni ecologiste, allarmati per la sopravvivenza degli animali.
L’anno successivo, a giugno del 2023, è suonato lo stesso campanello d’allarme.
(Articolo pubblicato con questo titolo il 26 agosto 2025 sul sito online “Roma Today”)

