
Roberto Gualtieri
Il 16 settembre in aula Giulio Cesare è andata in scena quella che, soprattutto da una parte dell’opposizione, è stata definita una brutta figura del Pd.
Quasi l’intero gruppo, infatti, si è astenuto al momento di votare una mozione presentata dal M5S in cui si chiedeva al sindaco di esporre la bandiera palestinese in Campidoglio.
Bandiera palestinese in Campidoglio
Un atto semplice, del tutto simile (se non identico) a quello votato e approvato in diversi municipi come II, III, V e VIII, tutti a guida Pd.
I Cinquestelle in Campidoglio non si sono discostati molto.
La richiesta era quella di esporre la bandiera su Palazzo Senatorio, per un periodo di tempo da stabilire, come atto di vicinanza e preoccupazione “data l’escalation in atto”.
Addirittura, nell’impegno finale firmato da Raggi, Meleo, Diaco e Ferrara, non viene neanche menzionato Israele.
Il Pd capitolino si astiene
Eppure, il Pd si è tirato indietro.
Da quanto si apprende, confermato da più fonti, la capogruppo Valeria Baglio ha dato indicazione di non votare la mozione, causandone quindi la bocciatura.
A “Il Fatto Quotidiano”, Gualtieri ha fatto sapere di non essersi interessato alla questione (“sono dinamiche di consiglio“).
Gli 11 consiglieri dem presenti si sono astenuti (Melito, Alemanni, Angelucci, Celli, Baglio, Trombetti, Righetti, Stampete, Marinone, Battaglia e Fermariello), fatta eccezione per Pappatà, che ha votato a favore.
Come le grilline Raggi e Meleo, i due smerigliani Luparelli e Cicculli, Bonessio di Europa Verde e gli azionisti De Gregorio e De Santis.
Le due facce del Pd su Israele e Gaza
Eppure a livello nazionale e regionale i comportamenti sono stati diversi.
In Regione hanno tutti sostenuto un emendamento, inserito dal centrodestra nel bilancio, per destinare un milione di euro agli aiuti per la Striscia di Gaza.
Cifra addirittura raddoppiata dalla giunta Rocca.
Massimiliano Valeriani, consigliere Pd alla Pisana e membro della segreteria regionale, nella mattinata di mercoledì 17 settembre ha scritto un post che lascia poco spazio all’ambiguità: “Ho appena terminato di leggere il saggio di Anna Foa ‘Il suicidio di Israele’, in cui da ebrea italiana denuncia la follia omicida del governo Netanyhau.
Consiglio questa lettura ai tanti che ancora giustificano questa mattanza o si sforzano di essere ’equilibrati’ nel giudizio.
Non si può restare indifferenti davanti allo sterminio di un popolo”.
Le parole dure di Zingaretti e Schlein
Ancor più nette le posizioni della segretaria nazionale Elly Schlein e dell’eurodeputato Nicola Zingaretti.
Entrambi, in recentissime dichiarazioni, hanno condannato l’azione di Israele, l’occupazione dei territori palestinesi (illegale secondo l’Onu) e menzionato quanto concluso da una commissione indipendente Onu, cioè che quanto sta commettendo Israele a Gaza è giuridicamente un genocidio: “Chi tace su questo crimine di Netanyahu e del suo governo non solo è complice di tutto questo – ha detto Zingaretti -, ma anche del progetto di trasformazione della democrazia israeliana in uno Stato messianico e religioso”.
A quanto risulta a RomaToday, diversi consiglieri Pd avrebbero volentieri votato a favore della mozione pentastellata.
Non solo tra chi, per motivi personali o altri impegni di lavoro, non era fisicamente in aula nel pomeriggio di martedì.
Ma anche tra chi ha deciso di rispettare la linea della capogruppo.
E così il gruppo è a lavoro per scrivere una propria mozione, definita “più ampia”.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 17 settembre 2025 sul sito online “Roma Today”)


A Roma sono decenni che va in scena il peggio del peggio del PD nazionale anche prima di mafia capitale.