
Paola Senesi, dirigente del liceo Classico Giulio Cesare, è stata ascoltata dalla Digos e dalla squadra mobile, che stanno indagando sulla “lista degli stupri” comparsa nei giorni scorsi nei bagni della scuola.
Gli investigatori hanno intenzione di sentire la preside per chiarire eventuali profili politici connessi alle elezioni studentesche.
Le indagini, intanto, stanno andando avanti per ricostruire appieno la vicenda e per individuare eventuali responsabili.
La nota della dirigente
Paola Senesi, peraltro, in una comunicazione ufficiale ha detto: “La scritta ottusa e scriteriata apparsa nei giorni scorsi all’interno di un bagno maschile del Liceo Giulio Cesare di Roma ha suscitato pure molte reazioni mediatiche che si sono tradotte in titoli a tutta pagina e articoli molto corposi.
A tale proposito, onde evitare malintesi, è opportuno precisare che il liceo Giulio Cesare di Roma valorizza attività anche creative per il riconoscimento pieno della pari dignità tra uomo e donna, cui partecipa massicciamente il corpo studentesco insieme con i docenti della scuola”.
A tal proposito, ha ricordato: “Tra le iniziative più rilevanti si citano il progetto nazionale ‘Pari e dispari: due insiemi, un gioco’ iniziato nell’anno scolastico 2017/18 e proseguito negli anni successivi, che ha portato all’elaborazione di un decalogo e di un’inchiesta giornalistica in materia.
Oltre a questo, numerosi sono stati i convegni e i flash mob che negli ultimi anni, in maniera ricorrente, hanno trattato l’argomento nell’ottica di una sempre maggiore informazione, formazione e sensibilizzazione sul tema, a cui si aggiunge l’attuazione delle linee guida e delle indicazioni ministeriali sull’Educazione civica, alla relazione e al rispetto.
Non sono mancate ulteriori iniziative per favorire la concretizzazione delle pari opportunità in ambito lavorativo (in particolare per l’informatica)”.
“Da evidenziare – ha continuato la preside – anche l’ultima attività promossa congiuntamente con il Rotary Club Roma Experience Academy Distretto 2080 e svoltasi proprio il 25 novembre 2025 con ampia e attiva partecipazione degli studenti.
È lecito ipotizzare che la scritta possa essere considerata come una reazione all’incisività delle iniziative poste in atto all’interno del liceo“.
Con la postilla: “Tanto per chiarire definitivamente, il liceo Giulio Cesare, lungi dall’essere indifferente alla problematica, è al contrario impegnato costantemente nella proposta condivisa di iniziative miranti a incrementare un reciproco rispetto tra uomo e donna e a contrastare ogni forma di violenza.
Il liceo Giulio Cesare non è certo una scuola connotata da un clima di violenza”.
La lettera dei docenti
I docenti del liceo Giulio Cesare, da par loro, hanno espresso la “più ferma e severa condanna per la scritta inqualificabile apparsa su un muro del bagno del nostro liceo negli scorsi giorni.
Esprimiamo allo stesso tempo la nostra più sincera e profonda vicinanza alle persone, ragazze e ragazzi, colpiti da questa vigliacca e inaccettabile violenza verbale; ci uniamo alle parole della dirigente, soprattutto nel passaggio in cui ‘si ribadisce fortemente la condanna nei confronti di qualsivoglia stereotipo e violenza di genere sia essa fisica, verbale, psicologica o digitale’”.
Così hanno scritto i docenti nella missiva, dove hanno ringraziato la “comunità studentesca” per aver convocato “l’assemblea straordinaria”, sostenuta dai vertici della scuola, “in cui una parte numerosa, variegata e qualificata di ragazzi e ragazze – a partire dai rappresentanti di istituto – ha preso parola per denunciare con coraggio l’accaduto e soprattutto invitare con forza tutti e tutte a un cambio di passo verso la sparizione dell’omertà in cui eventi del genere trovano il terreno fertile”.
“Quella lista non è una bravata né un atto scriteriato”
Il collettivo Zero Alibi, sulla vicenda, ha spiegato: “Questa lista ci mostra come episodi di violenza di cui sentiamo parlare ogni giorno al telegiornale non siano dei raptus di persone non sane, ma sono la conclusione di un percorso compiuto da uomini che sono perfettamente in sé, che si sentono legittimati a usare la violenza verbale o fisica nei confronti delle donne e a oggettificarle”.
Poi hanno ricordato: “Quella lista non è né una bravata né un atto scriteriato ma è il frutto dell’ennesima manifestazione di una cultura che riduce i corpi delle donne a oggetti da insultare e controllare e che ha radici molto profonde: il patriarcato.
C’è bisogno di una educazione sessuo affettiva, un percorso sistematico che venga inserito all’interno dell’orario scolastico“.
Il collettivo, inoltre, ha ricordato che lo scorso anno, in vista del 25 novembre ossia la giornata mondiale contro la violenza di genere, “avevamo fatto dei cartelloni che sono stati bruciati e buttati nel water“.
E che “circa una settimana fa sono state trovate strappate delle liste di firme che erano state raccolte con l’obiettivo di chiedere più interventi da parte della scuola, a contrasto della violenza di genere“.
Con la postilla: “La dirigente in un’intervista al Tg3 ha definito la lista stupri un ‘atto scriteriato’ e, dopo l’assemblea che si è tenuta nella nostra scuola venerdì 28 novembre, l’ha definita ancora una “bravata“.
Quella lista non è né una bravata né un atto scriteriato“.
La dirigente “ha poi condannato la violenza di questi atti, esprimendo indignazione per l’accaduto.
Ma questo non basta, limitarsi all’indignazione non è sufficiente”.
“Abbiamo il diritto di essere presi sul serio”
I rappresentanti del liceo Giulio Cesare, nel frattempo, sui propri canali social hanno osservato: “Come studenti e studentesse abbiamo il diritto di essere presi sul serio, il diritto a un ambiente sicuro e il diritto a una scuola che non si limiti “a salvare la facciata” ma che affronti davvero ciò che accade al suo interno. Molti di noi – hanno evidenziato – percepiscono che, di fronte a questi problemi, la priorità della dirigenza sia stata quella di proteggere l’immagine dell’istituto, più che di affrontare le difficoltà in modo trasparente e concreto.
Questa sensazione ci ferisce e ci spinge a mobilitarci“.
“Non siamo qui contro una persona – hanno ammesso – siamo qui per un principio: una scuola è credibile non quando appare perfetta, ma quando sa riconoscere, ascoltare e intervenire”.
(Articolo pubblicato con questo titolo il 1 dicembre 2025 sul sito online ”Roma Today”)

