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Home Approfondimenti

“Meloni riconosca il genocidio”: sciopero della fame davanti alla Camera. La protesta di Ultima generazione

21/09/2025
in Approfondimenti, Archivi, Comune di Roma, Governo del territorio, News, Piani territoriali
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“Meloni riconosca il genocidio”: sciopero della fame davanti alla Camera. La protesta di Ultima generazione
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La protesta in piazza di Montecitorio

Sciopero della fame da parte delle attiviste di Ultima generazione che nella mattinata di sabato 20 settembre si sono presentate davanti in piazza di Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati.

Una sola la loro richiesta, come riportato in una nota: “Il governo Meloni deve riconoscere ufficialmente il genocidio in corso in Palestina da parte di Israele e deve garantire protezione e ritorno in sicurezza per le persone italiane imbarcate nella Flotilla.”

Queste richieste sono in linea con quelle del grande sciopero nazionale del 22 settembre, a cui Ultima Generazione dà sostegno.

Subito, è stato raccontato, “sono arrivate le forze dell’ordine che hanno sequestrato i cartelli delle tre persone con scritto ‘Meloni riconosca il genocidio.

Sciopero della fame 1°giorno’“.

La polizia ha denunciato quattro attiviste.

Lo sciopero della fame

L’inizio dello sciopero, è stato spiegato in un comunicato, “era stato programmato nel momento in cui la Global Sumud Flotilla fosse stata bloccata dalla marina israeliana.

Tuttavia, l’accelerazione del genocidio con l’invasione di terra a Gaza, unita alla vigliaccheria del governo italiano, che dopo due anni di stragi inizia timidamente a contestare i piani israeliani senza alcun atto concreto, hanno spinto le attiviste ad agire subito.

Piani che sono chiari, come dichiarato dallo stesso ministro israeliano Smotrich: massacrare quanti più palestinesi possibile, cacciare i sopravvissuti, radere al suolo Gaza e speculare sui suoi terreni“.

“Dobbiamo agire”

Alina, madre di tre figli, ha commentato: “Ho deciso di unirmi allo sciopero e a privarmi del cibo, perché non riesco più a tollerare ciò che sta succedendo a Gaza.

Ora basta!

Non continuerò la mia vita come se nulla fosse, metto il mio corpo a disposizione e andrò avanti con lo sciopero della fame a oltranza, il mio impegno è per la Flotilla e per la Palestina, affinché riesca nella sua missione e affinché le persone partite tornino a casa senza un graffio e che il governo riconosca che le atrocità che stanno succedendo a Gaza sono un genocidio!

Invito chiunque lo desideri a unirsi: c’è ancora speranza, possiamo e dobbiamo ancora agire”.

Attiviste denunciate

La questura, a sua volta, ha fatto sapere che le esponenti di Ultima generazione sono state poi bloccate mentre cercavano di mostrare i cartelli che annunciavano lo sciopero della fame a sostegno della causa palestinese.

Le quattro attiviste, due delle quali già destinatarie di foglio di via obbligatorio, sono state accompagnate presso il distretto Trevi per i successivi accertamenti di rito.

Le altre due componenti del gruppo, invece, saranno a loro volta destinatarie d’istruttoria per l’adozione del foglio di via con divieto di soggiorno nel Comune di Roma.

Tutte e quattro le attiviste saranno denunciate per manifestazione non preavvisata.

Inoltre, per le due autrici della violazione della misura di prevenzione interdittiva per quanto concerne il soggiorno nella Capitale, scatterà la segnalazione alla magistratura.

La nota di Ultima generazione

Ultima generazione, sulla vicenda, ha commentato: “La scena è stata di una semplicità disarmante: tre donne in sciopero della fame sedute dietro l’obelisco in piazza Montecitorio, con un cartello in mano.

Nessun gesto eclatante, nessuna tensione, nessuna forzatura.

Eppure, nel giro di pochi minuti, un intervento massiccio delle forze dell’ordine le ha portate via, insieme a chi documentava con una videocamera.

Un episodio che ha trasformato un momento pacifico e silenzioso in un atto repressivo: non è accaduto nulla, eppure è accaduto tutto.

Ricordiamo che è il nostro governo che è stato denunciato dalla Corte penale internazionale per complicità nel genocidio.

Eppure, paradossalmente, sono proprio i cittadini che osano nominarlo a ritrovarsi allontanati e denunciati. 

È fondamentale comprendere la gravità di quanto accaduto: non possiamo considerare normale che il richiamo a doveri giuridici e morali comporti denunce per cittadini comuni, mentre il governo denunciato rimanga esente da responsabilità”.

E ancora: “Beatrice (32 anni), Alina (36 anni) e Serena (39 anni) sono le tre persone che hanno iniziato lo sciopero della fame davanti a Palazzo Montecitorio per chiedere al Governo di riconoscere il genocidio palestinese e tutelare le persone italiane in rotta verso Gaza sulla Global Sumud Flotilla.

Appena arrivate sono state circondate da un drappello di agenti e funzionari che hanno tolto i cartelli e provveduto a bloccare la piazza; non succeda che i cittadini possano conoscere la verità: che siamo governati da criminali, complici di un genocidio, che temono chi pacificamente li spinge a prendere posizione”.

(Articolo pubblicato con questo titolo il 20 settembre 2025 sul sito online “Roma Today”)

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