
Il 4 settembre è una data che gli appassionati delle corse stavano aspettando da tempo: è quella la giornata che restituisce alla città, e all’ippica italiana, l’ippodromo di Capannelle dopo almeno dieci mesi di chiusura.
Il risultato raggiunto è arrivato al termine di un percorso complicato da improvvise rinunce, che ha messo il Campidoglio nella condizione di cercare nuovi gestori per garantire il funzionamento di quella che, più volte, è stata definita “una città nella città”.
Ecco com’è andata.
La gestione di Hippogroup e la gara europea
Il primo capitolo della vicenda che ha portato al prolungato stop di Capannelle è stato scritto lo scorso dicembre ma, in realtà, ha un lungo prologo.
La rinuncia della Hippogroup, dopo quasi un ventennio alla conduzione dell’impianto, va infatti contestualizzata.
La data da tenere a mente è il 2024: è quello, infatti, l’anno che segna un cambiamento radicale nella gestione dell’ippodromo.
Il Comune, avendo indetto un bando di gara europeo, aveva la necessità di trovare una società interessata alla gestione temporanea della struttura: l’operatore ideale, per l’amministrazione, avrebbe dovuto accettare una conduzione “ponte”, in attesa dell’assegnazione pluriennale che la gara europea avrebbe garantito.
Quest’assegnazione, inoltre, prevedeva “custodia e gestione” solo dell’impianto per lo svolgimento delle corse, cosa che evidentemente garantiva minori entrate rispetto al passato.
Gli ultimi complicati anni del vecchio concessionario
Hippogroup nel 2024 ha accettato le condizioni poste dal Comune, salvaguardando così i posti di lavoro.
Lo ha fatto anche nel 2025 ma solo dopo aver ottenuto il congelamento di due cartelle esattoriali del valore complessivo di 20 milioni di euro.
La somma è legata al tentativo, da parte dell’amministrazione Raggi, di portare il canone da 66mila euro a 2 milioni l’anno.
Questa situazione ha causato un contenzioso che ha pesato non poco nei rapporti tra l’amministrazione e il vecchio gestore.
Quest’ultimo ha dovuto fronteggiare anche una progressiva riduzione delle somme che, ogni anno, il MASAF mette a disposizione di chi gestisce l’ippodromo.
Il taglio dei fondi (continuato nel 2026) e la scarsa redditività che la mera gestione delle corse garantiva, ha spinto Hippogroup a rinunciare alla gestione per l’anno in corso.
La rinuncia inaspettata della Marsicana
L’addio della società di Elio Pautasso a Capannelle, annunciato già a novembre del 2025 con l’avvio di un procedimento di licenziamento collettivo, ha spinto il Comune a cercare un sostituto.
Le condizioni però sono rimaste le stesse: la gestione dell’ippodromo era garantita solo per un anno, in attesa cioè di proclamare il vincitore del bando europeo indetto nel 2024.
La scelta è quindi ricaduta sulla Marsicana Srl, ma la società abruzzese aveva subordinato la propria disponibilità alla stipula “alla consegna della documentazione indispensabile per garantire una gestione legittima, sicura e conforme alla normativa vigente”.
Quella firma, prevista per l’inizio di febbraio, non è mai arrivata. La seconda società in graduatoria non è stata ritenuta in possesso dei requisiti necessari e così l’amministrazione si è trovata con le spalle al muro.
Il ricorso alla società capitolina e la ripresa delle corse
La gestione di un ippodromo esteso su 100 ettari, con centinaia di cavalli e stalle da pulire e piste d’allenamento da mantenere, è molto onerosa.
La soluzione trovata dall’assessore allo sport Alessandro Onorato, in accordo con il sindaco e con il direttore generale Albino Ruberti è stata quella di puntare su una società in house: Zetèma. Il ricorso alla società partecipata al 100% dal Comune, per la gestione di un impianto sportivo, ha rappresentato una novità.
Di solito, infatti, il Campidoglio punta sull’Asap Asilo Savoia per la conduzione delle strutture sportive che restano senza concessionario.
Ma Capannelle non è un impianto come un altro e quindi, riuscire ad effettuarne la gestione e la manutenzione ordinaria e straordinaria, ha rappresentato una sfida.
La soddisfazione manifestata dal Campidoglio per la ripresa delle corse prevista per il 4 settembre, ha quindi il sapore di una vittoria.
I problemi per l’ippodromo non sono risolti e resta ancora incerto l’esito dell’ormai annoso bando europeo.
Le gare però sono riprese e i posti di lavoro, fino al 2027, restano garantiti.
(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato con questo titolo il 4 settembre 2026 sul sito online “Roma Today”)

