
Il parcheggio di scambio di Ponte Galeria – foto d’archivio
Nuovi parcheggi di scambio dove ci saranno anche servizi, aree verdi e attrezzature sportive.
È stata presentata, dall’assessore all’Urbanistica di Roma, Maurizio Veloccia, una proposta di delibera per approvato il piano “Nodi di scambio. Nuove strategie attuative”, destinato soprattutto alle zone periferiche della città.
Nuovi parcheggi di scambio a Roma
Non solo nuovi parcheggi.
Il progetto vuole realizzare nodi di scambio che siano funzionali anche alla rigenerazione urbana della periferia di Roma, trasformandoli in “poli di attrazione multifunzionali”.
La direzione Trasformazione Urbana del dipartimento Programmazione Urbanistica di Roma Capitale ha effettuato, nel corso degli ultimi mesi, degli studi che hanno portato all’individuazione di 129 ambiti del territorio.
Parcheggi di scambio a Roma: dove si trovano
Lo step successivo è stato quello di definire le priorità di intervento secondo quattro criteri ben precisi: aree di proprietà comunale, assenza di vincoli di tutela limitativi, coerenza col piano regolatore e spazi immediatamente pronti per la riqualificazione.
Dove verranno realizzati i parcheggi di scambio
Alla fine della “scrematura”, sono stati individuati 13 ambiti prioritari che hanno le maggiori potenzialità di trasformazione nel breve periodo:
1. Tor di Valle (IX municipio)
2. Ponte di Nona (VI municipio)
3. Borghesiana (VI municipio)
4. Fontana Candida (VI municipio)
5. La Storta (XIV municipio)
6. Torre Angela (VI municipio)
7. Olgiata (XV municipio)
8. Ipogeo Degli Ottavi (XIV municipio)
9. Ostia Lido Centro (X municipio)
10. Torre Maura (VI municipio)
11. Saxa Rubra (XV municipio)
12. Grotte Celoni (VI municipio)
13. Villa Bonelli (XI municipio)
Determinate per la scelta è stata la vicinanza con servizi legati al trasporto pubblico.
Il parcheggio di scambio di Tor Di Valle servirà per lasciare l’auto e prendere la Metromare; quelli di Borghesiana, Fontana Candida, Torre Angela, Torre Maura, Grotte Celoni, tutti nel VI municipio, saranno a servizio della metro C.
Gli altri, invece, serviranno per salire a bordo dei treni regionali o della ferrovia Roma – Viterbo, gestita da Cotral.
In questa prospettiva, gli interventi di trasformazione dovranno mirare a rendere i nodi di scambio non solo punti di interscambio tra le diverse modalità di trasporto, ma veri e propri poli urbani multifunzionali, accessibili rapidamente dalla popolazione residente e caratterizzati da spazi pubblici di qualità, servizi di prossimità e connessioni pedonali e ciclabili
Progetti unitari
Per i nodi, la delibera prevede infatti la definizione di progetti unitari che mirino all’inserimento di nuove funzioni come social housing, studentati, spazi di lavoro, servizi di prossimità e “terzi luoghi” per la socialità.
Servirà potenziare anche l’intermodalità con la creazione di hub per biciclette, stalli per la micromobilità e percorsi pedonali sicuri.
I progetti dovranno fare attenzione anche alla mitigazione del calore e all’abbattimento delle barriere architettoniche.
“Riqualificare, completare o pianificare i nodi di scambio significa cambiare l’approccio rispetto al passato – dichiara l’assessore all’Urbanistica di Roma, Maurizio Veloccia – mettendo in primo piano la pianificazione urbana di questi luoghi, non solo per far transitare le persone ma per offrire loro servizi e opportunità.
In questa fase abbiamo analizzato più di cento nodi e abbiamo indicato quelli con il più alto potenziale di trasformazione.
Il nostro intento è duplice: da un lato continuare a pianificare, completare o potenziare i nodi sia per dare un servizio in termini di mobilità, e sia per riqualificare lo spazio circostante, realizzare una nuova viabilità, nuovi accessi per i mezzi pubblici e percorsi ciclopedonali sicuri.
Dall’altro, invece, puntiamo a valorizzare questi luoghi con funzioni locali e nuove possibilità di sviluppo economico, culturale e ricreativo”.
(Articolo di Matteo Torrioli, pubblicato con questo titolo l’11 febbraio 2026 sul sito online “Roma Today”)

