
Un momento dell’assemblea del 20 ottobre in via dei Magazzini Generali (foto RomaToday)
(Articolo di VForse sono fuori tempo massimo, ma sono sicuramente molto convinti: i cittadini di Ostiense non ne vogliono sapere del progetto di riqualificazione degli ex Mercati Generali, approvato in assemblea capitolina a luglio e per il quale verrà a breve firmata una convenzione tra il proponente privato (Hines/Lamaro-Toti) e Roma Capitale.
Gli ex Mercati Generali
Alla spicciolata, guidati da una raccolta firme online che al momento è arrivata a 469 sottoscrizioni, i cittadini si stanno organizzando per far sentire la propria voce all’amministrazione Gualtieri e all’assessore all’Urbanistica Veloccia.
La volontà è chiara, ed è stata più volte ribadita durante un’assemblea pubblica che si è tenuta il 20 ottobre in una sala parrocchiale in via dei Magazzini Generali: “Il progetto va modificato, così impatta troppo sul quadrante ed è troppo sbilanciato a favore del privato”.
La società civile contro il progetto
In sala ci sono semplici abitanti di Ostiense e Garbatella, ma anche il coordinatore del circolo locale di Sinistra Italiana, un’esponente di Legambiente Garbatella, un attivista del M5S (“ma sono qui da semplice cittadino“), tre studenti di Roma Tre, un ragazzo del centro sociale occupato “La Strada”, che la settimana scorsa ha ospitato già una partecipatissima assemblea sul tema degli ex Mercati, alla presenza dell’urbanista ed ex assessore Paolo Berdini.
A spaventare, tra le altre cose, è lo studentato da 2mila posti letto, circa 500 dei quali a “canone calmierato”, anche se poi la retta sarà di 600 euro al mese a posto letto.
Ma anche gli oltre 2.500 posti macchina, tra pubblici e privati, che verranno realizzati a livello interrato: “Significherà aumentare le auto nel territorio, senza veramente tutelare i posti per i residenti, che finiranno per essere ulteriormente ridotti in via Francesco Negri per la rampa d’accesso, dai 30 ai 40 stalli in meno”.
Poco verde, troppo privato
Ma il problema centrale non è questo.
C’è di mezzo la dotazione di servizi veramente pubblici: aree verdi attrezzate, la mediateca, la biblioteca, luoghi di aggregazione, spazi per eventi e mostre.
La percentuale rispetto ai servizi privati è ancora ridotta, e soprattutto viene messa in dubbio la qualità delle dotazioni verdi: “Sappiamo bene che per godere dei benefici degli alberi, quindi ombreggiatura e filtraggio dell’aria, bisogna attendere fino a dieci anni” specifica Elena, che ricorda anche le lotte di Legambiente e dei cittadini per creare il parco di Garbatella (qui la storia).
C’è poi da dire che difficilmente il solaio del mega parcheggio interrato potrà ospitare chissà che dotazione di vegetazione: “Al massimo un prato con le margherite” ironizza qualcuno dei presenti.
Il problema dello studentato
Indubbiamente anche lo studentato, vero “core business” della Hines e del gruppo Toti/Lamaro che in partnership faranno partire i cantieri nel 2027, spaventa i contrari: “Ma servono veramente 2mila posti letto in questo quadrante, dove sono già previste altre strutture simili nel raggio di pochi chilometri?” si chiede una residente.
Ma al di là dell’utilità o meno, il punto è cosa sia veramente questa struttura: una residenza privata, ma anche una sorta di albergo per soggiorni di breve-media durata, con prezzi molto alti e un futuro diverso da quello di studentato per fuori sede.
La proposta di alcuni è quasi ingenua: “Facciamolo ridurre a 150/200 posti al massimo”.
Ma la struttura rappresenta 21 dei 32 milioni di euro di guadagni previsti dal privato ogni anno, occupa (insieme a uffici e attività commerciali) cinque dei nove ettari su cui si estende l’area degli ex Mercati.
Una convenzione – che verrà firmata a fine mese, 90 giorni dopo l’ok all’interesse pubblico votato in aula – con il progetto studentato pesantemente ridimensionato non verrebbe mai accettata dai privati.
Che farebbero fagotto, con buona pace del Comune.
Il Pd fa da pompiere
A seguire l’assemblea anche due esponenti del consiglio dell’VIII municipio, cioè il capogruppo del Pd Flavio Conia e la capogruppo della lista Calenda Sindaco, Simonetta Novi.
Il primo è stato indubbiamente il più sollecitato, rappresentando la maggioranza che governa territorio e città: “Io non sto qui per dirvi che abbiamo chiesto modifiche al piano economico finanziario o al progetto – ha esordito – ma sicuramente che tramite gli ordini del giorno approvato in assemblea capitolina durante la discussione sull’interesse pubblico, sono state chieste nuove strutturazioni delle funzioni pubbliche previste.
Per esempio l’inserimento di uno spazio asilo 0/6 anni, inesistente nel quartiere, una forte implementazione del verde verso via Ostiense e non solo verso la ferrovia, un ragionamento su ripensare la mediateca anche come spazio connesso con la biblioteca e che preveda l’audiovisivo, visto che siamo rimasti con un solo cinema in tutto il quadrante.
E poi, sullo studentato, abbiamo proposto di ampliare la dotazione di posti a prezzo calmierato aprendo un discorso con l’ente regionale del diritto allo studio”.
Inoltre, ha spiegato Conia “vorremmo un masterplan per connettere Garbatella a Ostiense, il finanziamento di un ponte pedonale tra i due quartieri”.

Ex mercati un cittadino della maggioranza silenziosa favorevole al progetto 2025-5
Simonetta Novi, invece, avverte sulle possibili conseguenze di una mancata firma della convenzione: “Condivido da cittadina le richieste che sono state fatte da questa assemblea – ha detto la consigliera – ma dobbiamo tenere presente che se non ci sarà il rinnovo, verrà pagata una penale di 500 milioni di euro, perché qualcosa sugli ex Mercati è stato realizzato e investito dal gruppo Lamaro.
Hanno ristrutturato tutto il fronte dei mercati.
Questo è il motivo per cui nessuna forza politica scenderà in campo per bloccare questo iter.
Non avrebbe invece più senso ragionare sulla modifica del mix funzionale degli spazi pubblici?”.
La protesta organizzata
Le perplessità, da parte dei cittadini presenti, restano.
L’impellenza della firma della convenzione impone decisioni immediate e veloci.
Per questo a breve verrà proclamata un’assemblea pubblica, che sarà anche una sorta di presidio temporaneo a due passi dagli ex Mercati Generali: “Non vogliamo cancellare il progetto – viene detto in assemblea – ma bloccare la firma della convenzione e aprire un confronto vero con l’amministrazione sulla possibilità di mettere mano al progetto”.
C’è chi dice sì
C’è, però, anche chi questo restyling lo attende come una salvezza e ci tiene a farlo sapere: “La maggioranza purtroppo è silenziosa e spesso disorganizzata – scrive Dario, un nostro lettore -, perché non è nel suo carattere o non ha conoscenze, danaro e tempo per raggiungere chi può fare da megafono.
Nel quartiere c’è chi ha capito che gli edifici maggiori previsti dal progetto sono sui lati disabilitati, solo una porzione piccola di uno dei tre edifici affaccerà su via Negri“.
Il cittadino non accetta di essere rappresentato dai promotori della raccolta firme: “Su 7.673 abitanti censiti, questi 430 (adesso sono oltre 460, ndr) si sono auto-proclamati portavoce di tutti, quando di fatto sono una realtà minoritaria.
Certo una minoranza rumorosa e organizzata ma pur sempre minoranza, una delle tante che solo dalle richieste fatte fa trasparire la volontà di bloccare tutto nonostante dichiarazioni di partenza moderate”.
alerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 21 ottobre 2025 sul sito online “Roma Today”)

