
Il fregio marmoreo nella Villa dei Sette Bassi
I tesori che la città eterna regala ai suoi abitanti non smettono mai di stupire.
Nel corso degli ultimi anni affascinanti reperti archeologici sono stati rinvenuti ovunque, dal centro alla periferia, da San Pietro a Capannelle.
Sono state portate alla luce intere statue, com’è stato nel caso dell’Ercole di parco Scott, e resti di antichi manufatti, come la fullonica sotto Castel Sant’Angelo.
Il fregio portato alla luce
Nel parco dell’Appia Antica neppure sono mancate le sorprese e, tra queste, figura un bellissimo fregio marmoreo, nella Villa dei Sette Bassi, la villa del suburbio che per grandezza e prestigio è seconda soltanto a quella dei Quintili.
Il reperto portato alla luce nel caso delle recenti indagini archeologiche che hanno interessato il sito, è ora protagonista di un restauro che sta attirando molta curiosità.
La bellezza del fregio portato alla luce sicuramente contribuisce a destare attenzione.
Ma è anche la modalità con cui si è deciso di valorizzarlo che, a sua volta, è particolarmente accattivante: gli archeologi, infatti, hanno avviato un “restauro partecipato”.
Il progetto del restauro partecipato
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con LoveItaly e Federalberghi Lazio e prevede, prima che il reperto venga esposto presso il Sina Bernini Bristol Hotel, che sia restaurato “in pubblico”.
Già sabato 17 gennaio i cittadini che si sono registrati all’appuntamento, tramite app on sul portale “Musei Italiani”, hanno potuto assistere alla prima fase dei lavori.
Sabato 24 gennaio l’iniziativa viene ripetuta, con la possibilità di prendervi parte in uno dei tre turni previsti tra le ore 10 e le 15.
Il fregio marmoreo, scampato ai saccheggi dei secoli, raffigura il dio Tritone mentre doma un mostro marino, metà cavallo e metà serpente.
Con l’occasione, oltre ad assistere al restauro del prezioso manufatto, è prevista una visita guidata specialistica che consente, ai partecipanti, di approfondire l’iconografia e il valore del reperto e di conoscere il contesto archeologico di riferimento: una villa del suburbio che, situata al civico 1700 di via Tuscolana, rappresenta la propaggine del parco archeologico della Regina viarum nel territorio di Capannelle.
(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato con questo titolo il 21 gennaio 2026 sul sito online “Roma Today”)

