
L’ingresso del cantiere a via Ettore Petrolini, dove la Ecopetrolini sta costruendo un palazzo a destinazione residenziale
Potrebbe esserci un brusco stop all’orizzonte per il cantiere in corso a via Petrolini, nel cuore dei Parioli, firmato dalla Ecopetrolini SpA del costruttore Luca Cieri.
Nell’ultima commissione Urbanistica capitolina, convocata su iniziativa dei comitati delle Muse e via Ristori e di Azione Roma, sono emerse forti perplessità da parte di tutte le forze politiche in Campidoglio.
Il palazzo dei Parioli nel mirino
Non solo.
Gli uffici, rappresentati dal direttore del Dipartimento Attuazione Urbanistica Antonello Fatello e dal direttore Edilizia Privata Piero Presutti, spiegando l’iter che ha portato ad autorizzare l’inizio dei lavori ormai due anni fa, hanno anche fatto emergere la possibilità che tutto venga revocato.
Non dicendolo esplicitamente, ma sottolineando che è in corso un’istruttoria “che ha comportato la sospensione dei titoli autorizzativi”.
Cosa succede a via Petrolini
Riepilogo delle puntate precedenti: in via Ettore Petrolini ai Parioli è in corso un cantiere per la costruzione di un palazzo di sette piani fuori terra e tre interrati, frutto della demolizione dell’ex sede della Kpmg, edificio che fu di proprietà del Gruppo Caltagirone.
I residenti del quadrante lo hanno scoperto prima che partissero i lavori, si sono riuniti, hanno assunto alcuni legali e impugnato le autorizzazioni in tribunale, con un ricorso al Tar ancora pendente.
Inoltre, il rumore fatto dalle proteste dei cittadini ha attirato l’attenzione sia della Corte dei Conti, sia della Procura della Repubblica.
Nel mirino i titoli autorizzativi: prima la Scia presentata per demolire parte dell’edificio, poi il permesso di costruire autorizzato nel marzo 2025.
A oggi il cantiere prosegue, sono in corso le lavorazioni per le fondamenta, ma proseguono anche le proteste.
E dopo mesi di dibattito, anche le forze politiche si uniscono per fare chiarezza.
La politica chiede la revoca delle autorizzazioni
Perché non c’è solo Azione Roma con la capogruppo capitolina Flavia De Gregorio e la capogruppo in II Municipio Marinella Inguscio a spingere per una profonda analisi della correttezza dei permessi accordati alla Ecopetrolini SpA da parte del Comune.
Si sono aggiunti anche il Partito democratico (soprattutto con la vicepresidente della Commissione Urbanistica, Antonella Melito) e il capogruppo di Noi Moderati, Marco Di Stefano.
La volontà comune è quella di capire se il permesso di costruire rispetti sia le normative nazionali sovraordinate, sia quelle sottostanti, cioè il Piano regolatore generale del 2008.
“Gli uffici verifichino questo rispetto o meno – dice Melito – e in tal caso, non c’è la sospensione ma la revoca”.
D’accordo anche Azione con De Gregorio, che aggiunge un elemento: “Recentemente lo stesso direttore Fatello ha diffuso una circolare che esprime delle specifiche importanti sulla rigenerazione urbana – ricorda la consigliera – e c’è anche una sentenza della Corte Costituzionale sull’applicazione nel Lazio della legge regionale 7 del 2017.
La Scia si poteva fare?
Perché è stata ritirata e poi è stato presentato un permesso di costruire?
Loro, intanto, continuano a lavorare.
A questo punto mi associo a Melito: se non hanno rispettato le regole, va azzerato e rifatto il progetto”.
Addio rigenerazione urbana
Progetto che, qualora fosse, non godrebbe più delle premialità previste dalla legge regionale sulla rigenerazione urbana in vigore da 8 anni.
Già adesso, però, come spiegano gli uffici, questo beneficio è stato rimesso nel cassetto.
Il costruttore ha presentato una variante che prevede l’abbassamento dell’edificio di un piano, con la rinuncia a uno dei piani interrati adibiti a garage: “Questo però non è positivo – commenta De Gregorio – perché se fai 64 appartamenti ai Parioli, poi i posti auto dove li fai?
Le macchine dove le metti?”.
Come ha spiegato poi ulteriormente Fatello “la variante in questione rinuncia ai benefici della rigenerazione urbana e va però verificato se quanto indicato nelle relazioni e nei grafici presentati per avere i titoli autorizzativi corrisponde a verità.
Il nuovo intervento sarebbe in attuazione delle norme del PRG”.
I nuovi indirizzi dell’Urbanistica
La circolare del direttore Antonello Fatello alla quale fa riferimento De Gregorio, datata 12 giugno e indirizzata non solo ai suoi collaboratori interni ma anche alla Segreteria Generale, all’Avvocatura, al Direttore Generale, all’assessorato e a tutti i Municipi, sancisce ciò che associazioni e comitati civici sostengono da anni.
Cioè che non tutti gli interventi possono godere delle premialità previste: “I benefici sono ammessi solo se rivolti alla razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente – si legge nel documento – o a promuovere o agevolare la riqualificazione di aree urbane degradate, e se tesi al conseguimento di almeno una delle finalità di cui all’art.1 della legge regionale“.
Altrimenti, “l’iniziativa edilizia rimarrà soggetta alle consuete norme di piano”.
Come potrebbe essere, in futuro, per il progetto edilizio di via Ettore Petrolini.
Anche nel centrodestra ci sono dubbi
Di Stefano aggiunge il carico: “La circolare di Fatello meriterebbe una commissione a parte – chiede al presidente Tommaso Amodeo -, perché detta regole più precise sull’applicazione della legge regionale, a tutela di tutti.
C’è troppo di interpretabile, non è immaginabile che qualcuno presenti una documentazione con certi numeri per ottenere una Scia, e poi debba arrivare qualche cittadino e fare la voce grossa per attirare l’attenzione.
E per assurdo, non sono gli uffici a fare dietrofront e correggere, ma lo stesso proponente che torna indietro e dice ‘scusate, forse ho sbagliato’”.
I cittadini sperano
In attesa che l’Avvocatura capitolina si esprima sul rispetto o meno delle normative, e che gli uffici competenti concludano l’istruttoria sulla variante, i cittadini sperano.
Chi era presente del comitato delle Muse alla commissione del 30 settembre è ottimista: “Il Pd si è allineato alle istanze dei cittadini.
Ora i tecnici avranno una bella gatta da pelare, perché la politica ha chiesto la revoca, non la sospensione, dei titoli”.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 1 ottobre 2025 sul sito online “Roma Today”)

