
Il parcheggio di fronte a piazza Grecia, che scomparirà diventando area verde attrezzata
“Per la maggior parte dei residenti del Villaggio Olimpico il restyling di viale della XVII Olimpiade è un vantaggio, migliorerà la vivibilità”.
A pochi giorni dall’inizio del cantiere (il 10 novembre, come da disciplina di traffico e annuncio del II municipio) tanti lettori di RomaToday residenti nel quartiere hanno scelto di dire la loro.
Di esprimere una posizione favorevole rispetto al progetto di semi-pedonalizzazione approvato ufficialmente nel 2022.
Il restyling del Villaggio Olimpico
Da settimane il Villaggio Olimpico è attraversato da malumori.
Si è creato un comitato spontaneo che, oltre ad aver raccolto qualche centinaio di firme e organizzato un sit-in di protesta in piazza Grecia, ha ottenuto un incontro con la presidente del municipio Francesca Del Bello, e l’apertura di un tavolo tecnico (facoltà di Architettura della Sapienza inclusa) per ragionare su eventuali modifiche, per niente scontate.
Più in silenzio e in disparte, almeno finora, quello che evidentemente va considerato lo zoccolo duro del quartiere, che invece attende il restyling con ansia.
I cittadini favorevoli
“I lavori che inizieranno sono assolutamente positivi – spiega Riccardo Pareggiani, che si fa portavoce dei favorevoli -, sono un ‘plus’ per il Villaggio Olimpico.
La nuova conformazione di viale della XVII Olimpiade renderà le aree verdi, che già esistono, davvero vissute.
Le strade che oggi intersecano il quartiere sono solo un ricettacolo per i pullman turistici”.
Inoltre, prosegue Riccardo “nelle aree che verranno realizzate nella parte verde centrale, ci sarà anche una riqualificazione dei percorsi per ipovedenti, diversamente abili, ci saranno giochi per bambini”.
Insomma, un nuovo modo di pensare la città, più attento ai pedoni: “Si deve andare verso un’idea di Roma con meno auto, una vivibilità più moderna e rispettosa dell’ambiente”.
“Per fortuna eliminano il parcheggio di piazza Grecia”
Anche se non è una delle principali criticità espresse dai contrari, la (presunta) perdita di parcheggi viene negata dai favorevoli: “I posti auto vengono redistribuiti sulla viabilità limitrofa, non cancellati” prosegue Riccardo.
La pensa così anche Antonio, architetto (come molti, al Villaggio Olimpico) libero professionista: “Il parcheggio di fronte a piazza Grecia verrà fortunatamente eliminato – fa sapere – perché posso assicurare che è un posto pericoloso, non c’è un marciapiede, non c’è un attraversamento pedonale.
Che venga riqualificato mettendoci delle attrezzature per giochi, credo sia positivo.
Oggi ci sono due aiuole con alberi tagliati e abbandonati, c’è il monumento ai XVII Giochi lasciato lì e nessuno se ne cura, una colata d’asfalto rovinato dove si parcheggiano le macchine e basta”.
Il compimento dell’idea originaria
A differenza di altri suoi colleghi, Antonio non considera l’intervento su viale della XVII Olimpiade un errore tecnico: “E’ come se si andasse a compiere ciò che era stato progettato alla nascita del quartiere, dove lì dovevano starci i padiglioni espositivi dei Giochi del 1960.
Il parco urbano è una risistemazione, non un errore”.
“Sulla viabilità falsi problemi”
Rispetto all’ipotesi di difficoltà per la viabilità conseguenti all’eliminazione delle intersezioni, Antonio precisa: “Lo trovo un falso problema.
Via Germania, per esempio, è una strada pericolosa, di fronte alla chiesa ci sono almeno un paio di incidenti al mese.
Ed è solo un parcheggio per pullman, i residenti neanche ce la lasciano l’automobile”.
Com’è l’area oggi
Un’altra lettrice, Bianca Maria, si sofferma sullo stato attuale degli spazi coinvolti dal progetto: “Oggi è un’area totalmente inutilizzata, di fatto un’aiuola ad uso quasi esclusivo dei bisogni dei cani – accusa -. Per non parlare dell’area sotto il viadotto di Corso Francia, in stato di totale abbandono.
Il progetto restituisce invece quello spazio alla fruizione pubblica reale: non lo sottrae, lo restituisce.
Infine, anche sul tema parcheggi, l’informazione riportata appare fuorviante: la revisione del numero dei posti auto, rispetto a quella più importante prevista nell’ipotesi iniziale, è minima”.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 7 novembre 2025 sul sito online “Roma Today”)


Una domanda molto delicata e, soprattutto, erroneamente, considerata “scomoda” da molti.
Mi chiedo cosa significhi e come incida, nel dire “parcheggi immutati”, il fatto che si continui, in gran part dei casi, a parcheggiare, salvo errori abusivamente e contro le regole, sotto i piani piloti delle palazzine del Villaggio Olimpico, in barba alle normative, salvo errori, paesaggistiche, antincendio (mancanza di certificato prevenzione incendi/SCIA antincendio), ecc.
Il giorno che finalmente tali regole, nell’interesse perlomeno della sicurezza di tutti i residenti stessi, verranno fatte rispettare, i parcheggi su strada immagino che diminuiranno.
Chi dice che i parcheggi rimarranno immutati, o quasi, ha tenuto conto di ciò?
Una domanda molto delicata e, soprattutto, erroneamente, considerata “scomoda” da molti.
Mi chiedo cosa significhi e come incida, nel dire “parcheggi immutati”, il fatto che si continui, in gran parte dei casi, a parcheggiare, salvo errori abusivamente e contro le regole, sotto i piani piloti delle palazzine del Villaggio Olimpico, in barba alle normative, salvo errori, paesaggistiche, antincendio (mancanza di certificato prevenzione incendi/SCIA antincendio), ecc.
Il giorno che finalmente tali regole, nell’interesse perlomeno della sicurezza di tutti i residenti stessi, verranno rispettate, i parcheggi su strada immagino che diminuiranno.
Chi dice che i parcheggi rimarranno immutati, o quasi, ha tenuto conto di ciò?
Leggo: “… “Finalmente via degrado e incroci pericolosi”.
Sono abbastanza d’accordo sia sul degrado, sia su alcuni incroci pericolosi.
Mi permettere, però, rispettosamente, di chiedermi se, invece di un costosissimo progetto, anche dal punto di vista del lieve disagio che per un certo periodo potrebbero forse portare ai residenti i lavori necessari alla cosiddetta “pedonalizzazione”, non basterebbe :
– combattere il degrado con mezzi probabilmente meno onerosi, tipo pulire, sfalciare, riparare marciapiedi e scalinate ove ritenuto necessario, in maniera più approfondita, nelle varie zone eventualmente interessate? Penso alle scale che portano a Corso Francia; provate a percorrerle e troverete pattume, a volte profilattici, buste in plastica svolazzanti, bottiglie, barattoli, lattine, e quant’altro potete immaginare o vedere di persona. Ogni volta che devo percorrerle, di fretta per il timore di essere aggredito da eventuali malfattori appostati tra i cespugli e a rischio di cadere, tornato a casa disinfetto la suola delle scarpe.
Pulire regolarmente, cioè quotidianamente, certe zone non costerebbe un patrimonio, immagino. E si potrebbe evitare di prendere il taxi per evitarle.
Incroci pericolosi:
– è vero, ce ne sono due tre, o anche più a seconda di chi, e come, percorra le strade.
Mi domando se, invece di compiere un’opera titanica, se per questo motivo, non basterebbe o cambiare lievemente la viabilità, oppure se non basterebbe il rispetto della segnaletica e del codice della strada.
Le regole vanno, andrebbero, rispettate; se ciò, come forse sembrerebbe, a volte non accade, occorrerebbe trovarvi rimedio, installando semafori e, se ancora non bastasse, telecamere per individuare chi decida che le regole sono per i fessi. In questo caso sanzioni e ritiro di patenti non potrebbero essere utili?
Non costerebbe molto poco fare ciò, se il problema è quello del degrado e degli incroci pericolosi, rispetto al lavoro prospettatoci?