
Foto d’archivio
Finita l’estate e tornati tutti in città ricomincia anche la folla del fine settimana nelle zone della movida e il regolamento capitolino che disciplina l’apertura di bar, ristoranti e locali di somministrazione di alimenti e bevande, il Dac 35 del 2010, torna al centro del dibattito politico.
Sull’onda di una proposta di modifica depositata da un gruppo di consiglieri capitolini, la capogruppo pd di Montesacro, Simona Sortino ha presentato un ordine del giorno incidentale, approvato dal consiglio municipale, che punta a correggere il tiro su uno dei nodi più delicati della riforma: il sistema dei punteggi che regola le nuove aperture, e il rischio che una loro rimodulazione finisca per favorire proprio le zone meno tutelate, come Città Giardino, nel cuore di Montesacro.
La proposta
Le modifiche a firma dei consiglieri capitolini Vincenzo Casini e Francesca Leoncini, Andrea Alemanni, Sandro Petrolati e Lorenzo Marinone riscrivono il meccanismo del punteggio minimo necessario per aprire una nuova attività.
Tra le modifiche più rilevanti, la proposta elimina il punteggio legato alla disponibilità di parcheggi su area privata, giudicato dai firmatari “di difficile applicazione nei contesti ad alta densità edilizia” e fonte di “potenziali disparità di trattamento tra operatori”.
Tra le altre cose vengono anche introdotti alcuni criteri che aiutano ad aumentare il punteggio come la presenza dei defibrillatori nel locale, la presenza di menù in più lingue e la precisazione degli allergeni, ma anche il servizio wi-fi.
Rischio di facilitare le aperture
È proprio questo riequilibrio dei punteggi che la capogruppo pd vorrebbe mitigare.
Il ragionamento della consigliera parte da un dato tecnico ma cruciale: gli articoli 10 e 11 del Dac 35 individuano le zone “sature“, dove nuove aperture di locali di somministrazione sono consentite solo a fronte della chiusura di un’attività analoga, “dove Città Giardino, nonostante le richieste presentate dal municipio III fin dal 2022 non è mai stata inserita”.
Non solo, la zona “non ha ancora recepito la riclassificazione urbanistica come ‘area A’ prevista dal nuovo piano regolatore, che comporterebbe un punteggio più alto per le nuove aperture”.
Il timore di Sortino è che, spostando peso dai criteri “strutturali“, come i parcheggi, verso criteri che considera in buona parte “già impliciti nell’attività di un esercizio commerciale” si renda “più facile raggiungere il punteggio minimo” richiesto nelle zone che, come Montesacro, non godono della protezione aggiuntiva degli articoli 10 e 11, “rischiando di facilitare l’apertura di nuovi locali, perché arriverebbero facilmente al punteggio con requisiti che, in ogni caso, farebbero già parte del servizio“.
Bilanciamento
Per questo la richiesta è che se si elimina la prescrizione per le autorimesse “si trovi allora una soluzione alternativa o si lasci invariato” perché i posteggi sono uno dei problemi più sentiti dai residenti.
Piuttosto, secondo Sortino, si dovrebbero considerare positivamente interventi come “l’insonorizzazione del proprio locale a vantaggio del vicinato, dato che anche il rumore è un altro grande tema”.
Mentre per le modifiche già in linea con il servizio, come ad esempio la disciplina sui menù, i punteggi dovrebbero essere ridotti rispetto a quelli proposti dal Campidoglio.
La capogruppo specifica di “non essere contraria alla movida ma che questa deve essere contemperata alle esigenze degli altri abitanti del quartiere” ed è anche favorevole alla modifica capitolina, “solo con degli accorgimenti per evitare di peggiorare la situazione in aree meno tutelate come Città Giardino”.
(Articolo di Valeria Costa, pubblicato con questo titolo il 10 settembre 2026 sul sito online “Roma Today”)

