
Foto da Pexels
Parte da Roma la rivolta dei pediatri di libera scelta contro la “riforma Schillaci”, dal nome dell’attuale ministro della Sanità, che secondo la prima bozza trasmessa alle Regioni, prevede l’istituzione del doppio canale dell’assistenza primaria, l’estensione dell’età pediatrica fino ai 18 anni e l’equiparazione del massimale di assistiti (1500) per medici e pediatri.
Misure queste che per diversi camici bianchi rappresenta “un attacco frontale al modello di cura pediatrica che ha garantito finora l’eccellenza italiana nella tutela dell’infanzia”.
Da qui la costituzione a Roma, a opera di alcuni professionisti del territorio, del coordinamento dei pediatri di libera scelta, che in pochi giorni ha ottenuto oltre 600 adesioni, da tutta Italia.
La riforma Schillaci
Il documento a cui ha lavorato il governo mira al “riordino dell’assistenza primaria territoriale, della medicina generale e della pediatria di libera scelta” con l’obiettivo di “garantire la piena operatività delle case della comunità”.
E viene proposto come decreto legge “in considerazione dei tempi stretti imposti dal Pnrr”.
Il cuore della bozza è il doppio canale dell’assistenza primaria, con la convenzione riformata da un lato e la dipendenza per l’impiego nelle case di comunità dall’altro.
I pediatri, dunque, così come i medici manterranno un rapporto di fiducia con i propri assistiti, ma dovranno anche operare nelle case di comunità, così da garantire la piena operatività di queste strutture.
Toccherà alle Regioni definire il fabbisogno di attività nelle case della comunità e le priorità territoriali di attivazione del canale dipendente.
Inoltre si prevede l’estensione a 18 anni dell’età di esclusiva per l’iscrizione al pediatra di libera scelta e l’equiparazione del massimale di assistiti tra medici e pediatri, con questi ultimi che dovrebbero quindi passare un massimo di 1000 a 1500 piccoli pazienti.
I pediatri: “Un attacco frontale al modello di cura dei più piccoli”
Contro questa riforma si è costituito a Roma un fronte battagliero di pediatri, riuniti in un collettivo che in pochi giorni ha superato le 600 adesioni.
Tra queste anche quella di Valentina Paolucci, pediatra operativa a Fiano Romano e molto conosciuta sui social con l’account “La dottoressa dei bambini”.
Un’iniziativa nata da alcuni camici bianchi operativi tra Roma e provincia e che in poco tempo ha assunto respiro nazionale: “Quello che viene presentato come un potenziamento della medicina territoriale è, nei fatti, un attacco frontale al modello di cura pediatrica che ha garantito finora l’eccellenza italiana nella tutela dell’infanzia” è la denuncia.
E poi: “È importante chiarire che il nuovo sistema non introduce un reale aumento dell’offerta assistenziale, ma rischia piuttosto di modificarne profondamente la qualità, alterando un equilibrio che funziona grazie alla relazione diretta tra pediatra e famiglia.”
I punti contestati
Tra i punti contestati dai pediatri c’è l’innalzamento del massimale a 1500 pazienti, assistiti fino ai 18 anni: “Aumentare il numero degli assistiti significa dimezzare il tempo dedicato a ciascun bambino. In pediatria, il tempo non è un lusso, ma uno strumento diagnostico fondamentale” attaccano i pediatri.
E poi: “Equiparare il carico assistenziale di un neonato a quello di un adulto è un errore clinico.
Con 1.500 pazienti, la sorveglianza intensiva necessaria nei primi mille giorni di vita diventerà fisicamente impossibile”.
Nel mirino anche il “doppio canale” previsto per i pediatri: “L’introduzione del sistema misto tra dipendenza e convenzione mina le basi del rapporto fiduciario.
Se il pediatra diventa un dipendente inserito in turnazioni rigide e strutture collettive, viene meno la continuità assistenziale che permette di conoscere davvero il bambino e la sua famiglia nel tempo” sottolineano i professionisti “ribelli”.
Il collettivo è animato soprattutto da pediatri giovani: il 77,5% ha meno di 50 anni, con quasi la metà del gruppo (49%) composta da giovani colleghi tra i 30 e i 40 anni.
Di questi, il 47% sarebbe disponibile a prendere in carico 1200 assistiti con slot fissi per la fascia 14-18 anni.
Il 41,2% accetterebbe l’estensione ai 18 anni solo se il massimale restasse a 1000.
“Non stiamo difendendo una categoria, ma un diritto costituzionale: quello dei bambini a essere curati da un medico che abbia il tempo di conoscerli e di prendersi carico dell’intero contesto familiare – spiegano i pediatri -. Se questo modello viene smantellato, il diritto alla salute rischia di trasformarsi in un privilegio per chi può permetterselo rivolgendosi al privato”.
Il gruppo afferma di essere pronto anche a manifestazioni e scioperi, con l’obiettivo di bloccare la riforma.
A esprimere perplessità è stata anche la Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale): “L’introduzione del modello a doppio canale, tra convenzione riformata e dipendenza selettiva, rappresenta un cambiamento significativo che solleva interrogativi sulla sua sostenibilità organizzativa e sulla reale capacità di attrarre professionisti.
La ridefinizione del ruolo dei medici richiede inoltre un equilibrio delicato tra autonomia professionale e nuovi vincoli di sistema.
Permangono incertezze anche sul piano economico e sui tempi di attuazione, particolarmente stringenti”.
Quanti sono i pediatri a Roma e dove mancano di più
Secondo l’ultimo report degli uffici di Roma Capitale, aggiornato al 2024, nella Capitale si contano 332 pediatri, con un calo del tasso della loro presenza ogni 10mila abitanti, sceso dall’11.5 nel 2021, al 11.0 del 2024.
Il numero maggiore di assistiti, sopra al massimale, si registra nel municipio VI, che è anche quello che ha il secondo maggior numero di abitanti sotto i 13 anni di età (sono 210.288).
In questo municipio ogni pediatra assiste in media 1096 bambine e bambini, con un tasso per ogni 10mila abitanti che è il più basso di Roma: 9.1 (la media a livello cittadino è di 11).
I professionisti operativi in questo territorio sono 29.
Sopra il massimale anche il municipio XI, dove ogni pediatra assiste circa 1029 piccoli pazienti (nel 2023 erano 942).
Ma anche il XIV (21 pediatri), con un tasso di 9.8 e una media di 1020 assistiti.
E il X: sono esattamente 1010 assistiti per pediatra, a fronte dei 981 del 2023.
(Articolo di Giulia Argenti, pubblicato con questo titolo il 5 maggio 2026 sul sito online “Roma Today”)

