
L’impianto Ama di Rocca Cencia – foto Svetlana Celli
I miasmi saranno, secondo i progetti, un lontano ricordo.
L’impianto Ama di Rocca Cencia si trasformerà per davvero e sarà riconvertito definitivamente.
Lo ha stabilito una delibera approvata dall’Assemblea capitolina che segna anche il futuro di un altro impianto della municipalizzata dei rifiuti, quello di Ponte Malnome
L’impianto Ama di Rocca Cencia
Ad aprile 2023 era arrivata la notizia tanto attesa dai residenti del VI municipio, ovvero la chiusura dell’impianto TMB di Rocca Cencia.
Una svolta che, però, non aveva risolto il problema dei miasmi.
La struttura, dove era in corso la chiusura della fossa dell’umido, è quindi diventata un sito di “trasferenza”: lì vengono depositati i rifiuti della città che, poi, vengono trasportati in altri impianto per il trattamento.
La paura del Giubileo
Con l’avvento del Giubileo 2025, i cittadini temevano un maggiore utilizzo del sito con conseguenti ripercussioni sulla vita dei residenti.
Già lo scorso anno, comitati e associazioni avevano protestato, anche davanti l’impianto, per bloccare i camion che, di notte, andavano a conferire i rifiuti.
A inizio luglio 2025, dopo le ennesime lamentele per i cattivi odori, un gruppo di consiglieri del Pd, capitanati dalla presidente dell’Assemblea capitolina, Svetlana Celli, avevano tenuto un incontro con i residenti proprio all’interno del centro di Rocca Cencia alla presenza, tra gli altri, dei vertici Ama.
In quell’occasione, veniva ribadito ai cittadini l’obiettivo di ridurre le tonnellate di rifiuti in trasferenza.
Inoltre, ai cittadini era stato illustrato lo stato dei lavori che porteranno alla conversione dell’impianto in un polo multimateriale per carta e plastica.
La trasformazione dell’impianto di Rocca Cencia
Con la delibera approvata mercoledì 30 luglio in Assemblea capitolina, il Comune ha autorizzato l’acquisizione del diritto di superficie e delle servitù di passaggio sulle aree Ama di Rocca Cencia e Ponte Malnome, dove sorgeranno due nuovi impianti di selezione per carta e multimateriale, previsti dal Piano Rifiuti di Roma Capitale.
Parliamo di un passaggio tecnico però essenziale per completare l’iter di finanziamento con Cassa depositi e prestiti e accelerare l’avvio dei cantieri.
Con questo provvedimento sarà ora possibile procedere alla vera trasformazione dei due siti che, secondo le stime, tratteranno, una volta a regime, 200.000 tonnellate l’anno di rifiuti, pari a un ottavo della produzione complessiva cittadina.
“Una quota che finora veniva trattata da impianti di terzi, con costi significativi a carico della Tari pagata dai romani.
Oggi scegliamo una direzione diversa: valorizzare i materiali, risparmiare risorse pubbliche, ridurre l’impatto ambientale” ha spiegato la presidente Celli.
Il polo “multimateriale”
Dopo la chiusura del TMB e della fossa per l’umido avviata nel 2023, il sito sarà riconvertito in modo strutturale.
Si tratteranno carta e plastica ed è prevista una riqualificazione complessiva dell’area.
Niente più residui di umido e una riduzione dei rifiuti in trasferenza per impattare il meno possibile sulla vita dei cittadini.
“È la dimostrazione che quando si lavora con una visione chiara, i risultati arrivano: Roma cambia passo, e lo fa mettendo al centro ambiente, salute e futuro dei territori – ha aggiunto Celli – grazie all’assessora Sabrina Alfonsi per il lavoro determinato e ai consiglieri del Partito democratico per l’impegno costante in Aula e nei territori”.
“Un atto fondamentale – hanno affermato, in una nota congiunta, i consiglieri capitolini del Pd Giammarco Palmieri, Nella Converti e il consigliere del municipio VI, Luca Bellino – in quanto permette l’avvio della realizzazione degli impianti per il trattamento ed il recupero di carta e multimateriale.
Su Rocca Cencia questo segna inequivocabilmente l’avvio di una nuova stagione, che manda definitivamente in soffitta il Tmb, già chiuso dall’amministrazione Gualtieri e che tanto negativamente ha inciso sulla vita dei cittadini delle zone circostanti.
Ora si aprono le porte a nuovi impianti per l’economia circolare, sostenibili e non impattanti.
Un altro impegno mantenuto“.
(Articolo di Matteo Torrioli, pubblicato con questo titolo il 31 luglio 2025 sul sito online “Roma Today”)

