
Golf car alle catacombe di San Callisto – foto Facebook Taxidrivernews
A piazza di Spagna, Navona o davanti piazza di Sant’Apollinare.
Ci sono sempre su via dei Coronari, via Cavour, a piazza Barberini o davanti le catacombe di San Callisto.
“Un tempo, il turista che doveva aspettare due o tre prima di lasciare Roma, chiamava un taxi per fare un giro della città.
Sarà un caso ma da quando ci sono le golf car questo non succede più” racconta, a RomaToday, Riccardo Cacchione del sindacato Usb.
Dalla diffusione del video di una mini car elettrica “sfrecciare” sulla Roma Fiumicino, si è riaccesa a Roma la lunga polemica tra i tassisti e chi, secondo loro, svolge il loro mestiere in maniera abusiva.
Golf car usate come taxi
Non solo i tour a pagamento.
Capita spesso “di vedere le golf car parcheggiate su via Sebastianello, in mezzo alla strada, mentre aspettano il turista che scatta qualche foto a piazza di Spagna” dice ancora Cacchione.
“Nessuno dice loro nulla mentre se un taxi esce di qualche centimetro dalle strisce dei parcheggi riservati viene sanzionato” rincara il sindacalista.
Il fenomeno dell’invasione delle golf car non è certamente nuovo a Roma, anzi.
Da anni, infatti, si assiste a un proliferare di questi mezzi in città, specialmente in centro.
Secondo i tassisti, questi mezzi rappresentano una concorrenza abusiva visto che, a differenza delle auto bianche, operano senza dover rispettare i regolamenti propri del trasporto pubblico non di linea.
Il rimpallo
“Mettono i carri armati davanti alla stazione Termini ma, intanto, si rimpallano le responsabilità e non applicano le regole che già ci sono” dice a RomaToday Nicola Di Giacobbe, della Cgil.
Secondo il sindacalista, il vero problema di Roma è “l’abusivismo e il mancato rispetto delle leggi. Comune, regione e Governo dicono che interverranno ma, alla fine, non cambia nulla.
Si mette un blindato fuori dalla stazione mentre, tutto intorno, ci sono persone che con mezzi privati fanno i tassisti” attacca ancora Di Giacobbe.

Il Comune di Roma, in più di un’occasione, ha detto di non avere i mezzi normativi necessari per contrastare il fenomeno delle golf car: “Quello che dice l’amministrazione è un gioco per allontanare le proprie responsabilità.
Quei mezzi sono dei giocattoli, si possono usare dentro un parco. Intanto – continua Di Giacobbe – il Comune non mette i vigili a controllare, la regione non interviene e il Governo mette i carri armati: è una situazione ridicola”.
“Le istituzioni fanno scarica barile – conferma Riccardo Cacchione dell’Usb – ora vogliamo sollecitare anche la regione Lazio ma siamo convinti che la gestione di questi mezzi sia di competenza comunale”.
I controlli
Secondo Cacchione, infatti, le leggo attualmente in vigore permetterebbero, condizionale d’obbligo, di fare determinati tipi di controlli.
“Intanto, è facile capire come questi mezzi sia un escamotage per entrare nella Ztl.
Poi, siamo sicuro che se si facessero i controlli sulle situazioni contrattuali dei guidatori in pochi sarebbero in regola” continua Cacchione.
“Ci sono di mezzo a volte agenzie turistiche, altre volte cooperative ma nessuno controlla la posizione di chi conduce il mezzo”.
Perché, poi, è in atto una concorrenza anche nei confronti delle guide turistiche “che hanno un regolare patentino.
Vedo spesso, invece, gli autisti con gli auricolari che, tra l’altro, si voltano per parlare con i clienti”.
Infine, “serve fare controlli sulle assicurazioni.
Parliamo di vetture che trasportano anche 8 persone, se non di più.
La polizia locale può e deve verificare che sia tutto in regola, compresa l’omologazione dei mezzi”.
Anche perché, “al di là dell’aspetto commerciale, parliamo di mezzi meno sicuri delle auto.
Con le buche che ci sono a Roma diventano ancora più pericolosi.
Basti pensare all’auto sulla Roma Fiumicino e al fatto che le persone agli ultimi posti erano girati di spalle rispetto alla direzione di marcia”.
I tour che non ci sono più
Cacchione spiega, poi, come l’arrivo delle golf car avrebbe già cambiato, in parte, il lavoro dei tassisti a Roma: “Fino a qualche tempo fa capitava che un turista che aveva ancora due o tre ore prima di partire, chiamasse un taxi per fare un ultimo giro in città o vedere monumenti che, magari, non era riuscito a visitare. Sarà un caso – evidenzia – ma da quando ci sono questi mezzi queste chiamate non arrivano più”.
Le zone più frequentate
Come anticipato, le zone maggiormente frequentate sono quelle del centro.
Negli ultimi giorni, soprattutto sulla pagina Facebook Taxidrivernews, sono state pubblicate decine di foto di golf car davanti a monumenti o importanti luoghi culturali di Roma.
“Qui a Roma sembra che chiunque si svegli la mattina con un’idea la possa fare senza seguire le regole – conclude Cacchione – siamo riusciti ad arginare i risciò e ora dobbiamo fare qualcosa per le golf car”.
“Ho portato in aula una mozione a mia firma, votata, per regolamentare i mezzi turistici leggeri – ricorda, a RomaToday, la consigliera Elisabetta Lancellotti – un esempio virtuoso è quello della regione Toscana che ha introdotto una normativa che consente ai Comuni di fare un regolamento a seconda delle esigenze dei luoghi.
Ad esempio, Firenze ha adottato un regolamento specifico per il suo centro storico“.
Il Lazio invece, “non lo prevede. La normativa regionale permette l’esercizio di questa attività con una semplice scia.
Fanno richiesta per poter esercitare e nessuno risponde.
Quando decade ne fanno un’altra.
Le autorizzazioni non vengono date e se vengono fermati si applica solamente il codice della strada.
Vedere una golf car sulla Roma Fiumicino per me è folle – continua Lancellotti – a partire dall’utenza che richiede un servizio del genere così pericoloso.
Chi, poi, offre una corsa del genere è un incosciente.
Quel video era talmente assurdo che inizialmente pensavo fosse stato realizzato con l’intelligenza artificiale”.
(Articolo di Matteo Torrioli, pubblicato con questo titolo l’11 marzo 2026 sul sito online “Roma Today”)

