
La giunta capitolina ha approvato un protocollo d’intesa quadriennale per trasformare Roma in un modello di sostenibilità alimentare, puntando sul biologico e sull’agroecologia.
Con la delibera approvata il 7 agosto 2026 parte collaborazione strategica tra Roma Capitale, il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) e la Firab (Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica), entrambi partner italiani del progetto europeo TAELabs.
I quattro pilastri dell’accordo
L’intesa si struttura su quattro ambiti di intervento: la ricerca per monitorare le dinamiche alimentari della capitale, la sperimentazione di progetti pilota ambientali ed ecologici sul territorio, la formazione professionale degli operatori della filiera e la sensibilizzazione dei cittadini verso stili alimentari sani e consapevoli.
L’accordo si inserisce nel percorso della food policy capitolina, avviato nel 2021 con l’istituzione del Consiglio del Cibo e proseguito nel 2023 con l’approvazione del relativo regolamento.
Nel 2025 la delibera n. 271 ha tracciato le linee guida su contrasto alla povertà alimentare e diritto al cibo, avviando la sperimentazione delle “Case del Cibo” nei vari quartieri della città.
Governance e costi
Per coordinare le attività verrà istituito un Comitato di indirizzo strategico composto da sei membri, con il compito di definire il programma annuale, monitorare i risultati e reperire finanziamenti esterni per i singoli progetti esecutivi.
L’accordo è a titolo non oneroso per Roma Capitale e non comporta spese per le casse comunali, ad eccezione della quota di 16 euro per l’imposta di bollo.
L’intesa è stata siglata dal sindaco Roberto Gualtieri, affiancato dal Consiglio del Cibo, con il Crea, presieduto dal prof. Andrea Rocchi, e con la Firab, presieduta dalla dott.ssa Cristina Grandi.
(Articolo pubblicato con questo titolo il 17 agosto 2026 sul sito online “Roma Today”)

