
Foto d’archivio
L’esordio è stato positivo.
Per il Campidoglio il primo venerdì del «piano notte» è andato «benissimo».
Una serata tranquilla, quindi, per i tutor della notte di Roma, i nuovi «guardiani» della città che si trovano, in particolare, nelle piazze dove si concentra la movida della Città Eterna.
Il Piano Roma Notte
Il Piano Roma Notte punta a rendere più sicura la vita notturna senza limitare la movida, attraverso un protocollo biennale tra Campidoglio, Prefettura e forze dell’ordine.
Tra le misure principali ci sono il potenziamento dell’illuminazione pubblica, l’installazione di migliaia di nuove telecamere e il raddoppio delle pattuglie della polizia locale nelle notti di giovedì, venerdì e sabato.
Sul fronte della mobilità sono previsti bus notturni più frequenti, un bonus taxi per donne, giovani, anziani e persone fragili e nuovi servizi di navette condivise.
Il piano introduce anche i “tutor della notte” e la rete dei “Porti sicuri“, con operatori e locali pronti a offrire assistenza ai cittadini.
Gualtieri ha escluso coprifuoco e nuove limitazioni alla vendita di alcol, ribadendo l’obiettivo di promuovere una movida più sicura e rispettosa, senza penalizzare chi vive e frequenta la città di notte.
Il primo sabato del piano
Sarà stato un caso o l’effetto deterrente del piano che venerdì 10 luglio si registrano due ladruncoli scappati con la refurtiva a San Lorenzo o e l’intervento di una pattuglia di polizia locale e di un’ambulanza vicino Termini per due persone alterate che lanciavano oggetti.
“E’ andata benissimo – dice all’Adnkronos il vice capo di gabinetto di Roma Capitale, Giuseppe Napolitano – ma per fare un bilancio servirà almeno un mese“.
I tutor della notte
I tutor, composti per metà da volontari e per metà di personale Atac e di Roma Capitale, hanno il ruolo di fare accoglienza, fornire supporto e dare informazioni rendendo la vita notturna dei cittadini più serena.
“Tutti loro sono in collegamento radio con una centrale operativa e possono segnalare in tempo reale situazioni critiche o di pericolo.
Per ora – spiega Napolitano – abbiamo un gruppo di 120 persone che in questa prima fase di sperimentazione sono dislocati in 8 punti di quartieri e piazze, individuati in accordo con il Comitato per l’ordine e la sicurezza, a Trastevere, Testaccio, San Lorenzo, Piazza Bologna, Pigneto e Ponte Milvio.
Ma in futuro l’obiettivo – afferma il vice capo di gabinetto – è quello di coprire tutti i quartieri della città con almeno 300 tra volontari e addetti, allargando possibilmente anche a degli stranieri che possano fare da mediatori culturali“.
La cronaca di venerdì 10 luglio
Ma cosa è successo nella prima notte romana di movida con i tutor?
La prima segnalazione è scattata nel quartiere San Lorenzo.
“Intorno alle 23 due giovanissimi, sicuramente non due criminali professionisti – racconta Napolitano – hanno rubato qualcosa a un altro ragazzino ma allontanandosi si sono trovati davanti a due uomini della polizia locale e due volontari del gruppo dei tutor, si sono spaventati e hanno buttato quello che avevano rubato e sono scappati.
Il secondo e il terzo episodio si sono verificati entrambi vicino alla stazione Termini.
Nel primo caso, vicino alla metropolitana è stato visto un uomo che lanciava sassi.
I tutor hanno quindi subito allertato la centrale operativa che ha inviato una pattuglia della polizia locale sul posto.
All’alba invece è intervenuta un’ambulanza del 118 per una persona in crisi psichica che dava in escandescenze“.
Lotta al buio
Per arginare i malintenzionati Roma ha pensato ad un potenziamento dell’illuminazione, con luci più forti già nel 40% dei quartieri di Roma ed entro fine luglio nel 100% della città.
Il piano di sostituzione dei led previsto dal Piano Roma Notte del Campidoglio sta andando avanti con quasi 200 sostituzioni al giorno.
“Il buio in città genera stati d’ansia nei cittadini e d’altro canto una maggiore illuminazione dissuade i malintenzionati dal commettere crimini – afferma all’Adnkronos il vice capo di gabinetto di Roma Capitale, Giuseppe Napolitano – per questo stiamo andando avanti nel sostituire con lampade più potenti quelle esistenti rendendo Roma forse un po’ meno romantica ma sicuramente più sicura.
I lampioni spenti?
Invito tutti a segnalarli perché spesso sono frutto di sabotaggio proprio da parte di criminali.
Suggerisco di scaricarsi la App di Areti ‘Illumina’ attraverso la quale – aggiunge Napolitano – tra le tante cose, è possibile anche indicare i lampioni fuori uso“.
(Articolo di Matteo Torrioli, pubblicato con questo titolo l’11 luglio 2026 sul sito online “Roma Today”)

