
Ritardi nelle profilassi sanitari, pericolose promiscuità tra maschi e femmine, problemi strutturali e impossibilità per molti animai di poter uscire all’aperto.
Le associazioni animalista ENPA, LNDC Animal Protection, LAV e Rete dei Santuari hanno scritto alla regione Lazio chiedendo rapidi interventi per salvaguardare gli ospiti della Sfattoria degli ultimi.
Lo scorso giugno nel rifugio che accoglie oltre 300 animali, nella zona di Malborghetto, sono arrivati i sigilli.
Gli esemplari presenti sono stati messi sotto sequestro per una serie di illeciti imputati alla gestione della struttura.
L’attuale gestione però è caratterizzata, hanno segnalato le sigle animaliste, da una disorganizzazione e da una mancanza di risorse cui va posto rimedio.
La situazione è infatti allarmante e si chiede alle istituzioni di intervenire.
Gli aiuti del Campidoglio
Il comune, in verità, ha già fatto la propria parte.
Come la LAV e le altre realtà hanno riconosciuto, dal Campidoglio sono stati stanziati fondi per cibo e materiali, è stato attivato un veterinario ed è stato garantito un dialogo con i volontari presenti che si prendono cura dei cinghiali ed ibridi presenti.
La stessa attenzione, viene lamentato, non è stata ottenuta dalla regione Lazio.
Le criticità da risolvere
“Non è ammissibile che il destino di animali già segnati da sofferenze e abbandono dipenda unicamente dalla buona volontà dei cittadini e dei volontari – hanno dichiarato le associazioni – La regione Lazio deve assumersi subito le proprie responsabilità e garantire risorse, personale e cure adeguate”.
Nello specifico ci sono problemi legati alla compresenza di maschi e femmine negli stessi recinti, cosa che potrebbe causare nuove nascite.
Ci sono poi problemi legati alla rete elettrica, agli accessi alle stalle che risultano bloccati, alla mancate gestione dei rifiuti.
Le richieste alla regione Lazio
“Abbiamo scritto una lettera alla Regione e all’ARSIAL (l’ente che promuovo le sviluppo agricolo nel Lazio ndr) evidenziando tutte le criticità, ma non abbiamo ricevuto risposta. Ogni ulteriore ritardo non solo peggiora le condizioni degli animali, ma rappresenta un grave fallimento delle istituzioni nel rispettare il proprio ruolo di custodi della legalità e del benessere animale” hanno fatto notare le associazioni.
Alla regione è stato chiesto di attivare un tavolo di concertazione e interventi concreti per assicurare cure veterinarie costanti ed approvvigionamenti stabili, oltre alla separazione degli animali.
Non ultimo viene chiesto di concertare un piano per adeguare la struttura, affrontando le criticità presenti, “nell’interesse primario degli animali e – hanno ricordato ENPA, LNDC Animal Protection, LAV e Rete dei Santuari – nel rispetto dei loro diritti fondamentali”.
(Articolo pubblicato con questo titolo il 6 settembre 2025 sul sito online “Roma Today”)

