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Spagna, il governo dà via libera alla «proposta di patto di Stato contro l’emergenza climatica»

04/09/2025
in Approfondimenti, Archivi, Governo del territorio, Natura, News, Piani territoriali
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Spagna, il governo dà via libera alla «proposta di patto di Stato contro l’emergenza climatica»
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Il Consiglio dei ministri spagnolo ha approvato la «proposta di patto di Stato contro l’emergenza climatica».

Si tratta di un piano volto a rafforzare i meccanismi di adattamento, mitigazione e recupero delle amministrazioni pubbliche di fronte a eventi climatici estremi, «basandosi su consulenze scientifiche, prevenzione, lealtà istituzionale e difesa dell’interesse generale e del bene comune».

Come aveva annunciato il capo del governo Pedro Sánchez a metà agosto in piena emergenza incendi e poi ora dalle ministre più interessati dalle politiche in questo campo, la Spagna è un Paese vulnerabile all’emergenza climatica e gli episodi estremi sono sempre più frequenti, intensi, estesi geograficamente e di maggiore durata.

Da qui la decisione di dare il via libera al «patto di Stato» sul clima, che prevede dieci priorità «concrete, fattibili e necessarie», come viene spiegato in una nota della Moncloa.

Innanzitutto, sottolinea il governo spagnolo, bisogna passare a un modello di gestione forestale adeguato alle realtà sociali, economiche e climatiche del XXI secolo.

Tra le misure proposte c’è il «rimboschimento con foreste miste e resistenti al fuoco, gestione attiva dei boschi e promozione della conservazione e dell’uso produttivo».

La seconda priorità è mettere in atto una risposta nazionale per la resilienza idrica che aumenti la resilienza dei nostri paesi e delle nostre città alle inondazioni e alla siccità.

«Ad esempio, limitando l’edilizia nelle zone soggette a inondazioni e modernizzando i sistemi di drenaggio e di approvvigionamento urbano».

Altra necessità, proteggere i cittadini dalle ondate di calore «attraverso la creazione di una rete di rifugi climatici e infrastrutture verdi nelle città e nei paesi o nuovi standard lavorativi».

Il governo spagnolo punta poi a istituire «un sistema di aiuti economici, incentivi fiscali e servizi potenziati nel mondo rurale per favorirne il popolamento, rafforzare il suo contributo alla protezione e al ripristino della natura e favorirne l’adattamento ai diversi scenari previsti dal cambiamento climatico».

Quinta priorità: potenziare il contributo dei settori forestale e agricolo alla prevenzione e alla mitigazione degli eventi climatici estremi, promuovere l’agroforestazione, l’allevamento estensivo, la silvicoltura, l’irrigazione sostenibile.

Sesta: creare due fondi con risorse nazionali e regionali.

Il primo, sotto il coordinamento della Protezione civile, per accelerare gli aiuti alle zone colpite da fenomeni estremi; il secondo, per azioni di prevenzione e riduzione dei rischi.

Il governo lavora anche a mantenere in modo permanente i mezzi tecnici e umani necessari per combattere gli eventi climatici estremi, a promuovere la creazione di un’Agenzia statale per la protezione civile e le emergenze per migliorare il coordinamento e il processo decisionale delle amministrazioni pubbliche nel nuovo contesto climatico, e a promuovere una cultura civica della prevenzione e della reazione.

«La popolazione deve acquisire fin dalla giovane età le conoscenze e le competenze necessarie per affrontare situazioni di emergenza».

La decima priorità richiamata dall’esecutivo di Madrid va al di là dei confini nazionali: «Accelerare la transizione ecologica in Spagna e chiedere all’Unione europea una maggiore ambizione».

Per ora la Moncloa non fornisce dettagliate cifre riguardanti le coperture economiche per realizzare tutto queste azioni, e del resto quello compiuto in questi giorni dal governo è solo un primo passo che apre una nuova fase sul fronte delle politiche climatiche: con l’approvazione della proposta governativa, viene spiegato, si avvia un processo di ascolto e dialogo con tutta la società, in cui le diverse istituzioni, organizzazioni e cittadini avranno la possibilità di contribuire con il proprio punto di vista.

«Nei prossimi mesi saranno raccolti i contributi di tutte le parti interessate, dai partiti politici agli attori sociali, passando per le organizzazioni agricole, ambientaliste o accademiche, tra gli altri – sarà inoltre presentata alla Commissione europea, al Portogallo e alla Francia – e alla fine dell’anno sarà presentata una nuova proposta».

La scorsa settimana Sánchez, presiedendo la riunione della Commissione interministeriale per i cambiamenti climatici e la transizione energetica a la Moncloa, aveva invitato anche le forze di opposizione a fornire un contributo per il «patto di Stato» contro l’emergenza climatica.

Ma né su questo né sugli incendi il Partito popolare ha deciso di fare fronte comune.

(Articolo pubblicato con questo titolo il 3 settembre 2025 sul sito online “grenreport.it”)

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