
Oltre tre milioni di euro.
A tanto ammonterebbero, secondo gli occupanti dello Spin Time, i costi che il Comune di Roma sta sostenendo per garantire una sistemazione temporanea alle famiglie rimaste in strada dopo lo sgombero dello stabile di via Santa Croce in Gerusalemme.
Una cifra che, come evidenziato in una nota diffusa dai referenti del palazzo, risulterebbe nettamente superiore a quella prevista dall’ipotesi di intesa sfumata all’inizio del mese.
“L’accordo ponte che Investire SGR ha rifiutato il 6 agosto – spiegano gli occupanti – prevedeva costi di ristrutturazione pari a 800mila euro per consentire il rientro dei residenti.
Quanto si sta spendendo oggi rappresenta un costo oltre tre volte superiore, con un impatto economico significativo sulla collettività“.
I dati sulle sistemazioni e il presidio
A due settimane dall’intervento delle forze dell’ordine, il bilancio relativo all’assistenza alloggiativa resta parziale.
Stando ai dati forniti dalla stessa nota: 233 persone hanno trovato una sistemazione temporanea; 76 nuclei familiari su un totale di 127 hanno ottenuto una soluzione provvisoria; 51 nuclei restano in attesa di una collocazione.
Le persone ancora sprovviste di un alloggio continuano a stazionare all’esterno della struttura.
“Il motivo per cui è necessario trovare alloggi temporanei alle persone che da due settimane si trovano su via Santa Croce in Gerusalemme è l’impossibilità di rientrare nel palazzo“, prosegue il comunicato.
Il nodo della trattativa tra Comune e proprietà
La richiesta avanzata dagli occupanti punta al riavvio del confronto istituzionale tra il Campidoglio e il fondo immobiliare proprietario dell’immobile, con l’obiettivo di rilevare la struttura.
Un’ipotesi sostenuta anche attraverso i dati di un’analisi curata da Open Impact, richiamata nella nota, secondo cui la presenza del centro avrebbe generato un ritorno sociale ed economico pari a 1,95 euro per ogni euro investito.
In attesa di sviluppi sul piano negoziale, la situazione su strada rimane invariata.
I referenti del movimento hanno confermato l’intenzione di mantenere attivo il presidio all’esterno dello stabile fino al completo ricollocamento di tutti i residenti.
(Articolo pubblicato con questo titolo il 15 agosto 2026 sul sito online “Roma Today”)

