
Valigie per le ricollocazioni al presidio (foto LaPresse Cecilia Fabiano)
Prosegue l’iter di ricollocamento delle famiglie che fino al 29 luglio vivevano, in stato di occupazione senza titolo, nello stabile ex Inpdap di via Santa Croce in Gerusalemme.
Nel pomeriggio dell’11 agosto si è svolta una nuova riunione tra una delegazione dell’occupazione e il Campidoglio per fare il punto della situazione.
Ma anche per risolvere una criticità relativa proprio ai trasferimenti: in diversi casi le famiglie hanno lamentato un’eccessiva lontananza dall’Esquilino, con conseguenze dirette sulla fruizione dei servizi di base come medico e scuola, che a settembre ricomincerà per tutti i 90 minori regolarmente iscritti e presenti nell’occupazione.
Il trasferimento degli occupanti
Il tavolo era composto, da parte del Comune, dagli assessori Tobia Zevi e Barbara Funari (Patrimonio e Sociale), dal direttore della Protezione Civile Stefano Guarino, dal vice capo di Gabinetto Giuseppe Napolitano, dalla capo segreteria del Sindaco Giulia Tempesta e dalla responsabile della segreteria particolare Cristina Maltese.
In base a quanto viene comunicato, a oggi sono 160 le persone che hanno ricevuto una sistemazione alternativa, su 400 presenti all’interno di Spin Time Labs.
“La delegazione ha espresso apprezzamento per la disponibilità e il lavoro svolto finora dall’amministrazione e dai suoi uffici” fanno sapere dal Campidoglio.
Criticità nelle destinazioni
Come anticipato, però, sono emerse criticità.
Diversi nuclei si sono trovati catapultati a decine di chilometri di distanza dall’Esquilino, dove hanno vissuto per anni (alcuni dal 2013), costruendo una rete sociale di protezione e assistenza irrinunciabile, soprattutto se presenti minori, anziani o persone con patologie o disabilità.
In base ai dati forniti dalla comunità di Spin Time Labs prima dell’incontro dell’11 agosto, di 81 persone ricollocate (quindi la metà rispetto ai dati aggiornati a oggi), 35 erano state portate all’Hotel Cassia in zona La Storta, altre sei a Castel Fusano, due all’Infernetto e 16 a Rebibbia.
Soluzioni anche a via Gregorio VII e Santa Giacinta.
Nello specifico, è emersa la problematica di una donna con la madre di 94 anni e priva di macchina, spedita sulla Cassia.
In 48 rimarranno all’Esquilino
Per questo martedì in Campidoglio l’amministrazione ha sottolineato che si sta impegnando “nella ricerca di strutture privilegiando quanto possibile soluzioni nell’Esquilino o aree limitrofe, con particolare attenzione alle esigenze dei nuclei con minori, alla continuità dei percorsi scolastici e al mantenimento dei legami col territorio”.
A quanto sembra, 48 persone con particolari esigenze di assistenza legate alle singole fragilità, troveranno accoglienza nell’albergo “Domus Esquilino”, a poca distanza da piazza Vittorio: “In questo modo – spiegano gli occupanti – possiamo loro garantire continuità nelle cure e nell’assistenza”.
Droga dentro Spin Time
Nelle ore precedenti all’incontro, però, si è scatenata una polemica politica che ha avuto origine da un fatto di cronaca.
Durante un’ispezione della polizia di Stato svolta sabato scorso all’interno dell’edificio di proprietà di Investire Sgr, sgomberato il 29 luglio in seguito a un incendio, è stato ritrovato un panetto di hashish di 700 grammi.
Una notizia divenuta di pubblico dominio martedì 11 agosto e che subito ha scatenato le reazioni della destra, in particolare di Fratelli d’Italia: “Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Finalmente, dopo giorni in cui si è dato seguito a una narrazione su Spin Time completamente fuori dalla realtà, inizia a emergere quello che a Roma sanno anche i sassi, la realtà di un centro sociale che, di cultura e di positivo, ha ben poco“.
A dichiararlo sono stati la capitolina Mariacristina Masi e il vicepresidente della Federazione romana di FdI, Daniele Rinaldi.
“Le istituzioni non dovrebbero permettere che chi si trova realmente in una situazione di difficoltà e ha diritto a essere supportato finisca in contesti del genere, soprattutto in presenza di minori, ma dovrebbero essere in grado di offrire a queste persone soluzioni concrete, dignitose e adeguate“.
Rampelli (FdI): “Copertura per sudici affari”
Sul caso si è espresso anche il vicepresidente della Camera e co-fondatore di FdI, Fabio Rampelli: “Non ho pregiudizi, adoro le iniziative sociali pulite e democratiche, chiunque le promuova, purché rispettino la comunità, il territorio, la gente che ci abita e non siano luoghi dove si spacciano e consumano droghe, incubatori di ideologia comunista senza contraddittorio, centri che vorrebbero soccorrere gli ultimi e invece li sfruttano e li usano come copertura per i loro sudici affari.
È falso che la gente dell’Esquilino sia mai stata contenta dello Spin Time, ci ha chiesto in tutti i modi di intervenire per essere liberata da un simbolo di illegalità, degrado e intolleranza“.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 12 agosto 2026 sul sito online “Roma Today”)

