
Foto aerea Pietralata zona futuro stadio della Roma
Il bosco che segnalavano i residenti contrari alla realizzazione dello stadio a Pietralata c’è.
Lo ha confermato l’agronomo incaricato dal comune di Roma.
Solo che, secondo la valutazione effettuata dal tecnico, non ha un particolare valore e quindi i suoi alberi possono essere tagliati e sostituiti, altrove, da nuovi esemplari.
Il bosco al vaglio dell’esperto
La relazione attesa è arrivata.
A firmarla è Mauro Uniformi, presidente nazionale dell’ordine dei dottori agronomi e forestali, vale a dire il consulente cui l’amministrazione cittadina ha affidato il compito di verificare la presenza di un’area boscata a Pietralata.
In difesa degli alberi, che non hanno a che vedere con quelli abbattuti per eseguire i sondaggi archeologici, si erano spesi comitati civici ed europarlamentari, come Dario Tamburrano (M5s) e l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino (AVS).
Un bosco di scarso valore ambientale
La relazione agronomica individua, attraverso una dettagliata analisi vegetazionale, la presenza di un’area boscata considerata “di scarso valore vegetazionale e naturalistico, in quanto derivante da un ex coltivo/frutteto, invaso da vegetazione per lo più pioniera, sinantropica ed infestante, con qualche inserzione di esemplari autoctoni”.
Quel bosco è quindi “di scarso valore ambientale e di poca naturalità, derivante da una consistente pressione antropica inserita all’interno di un contesto di evidente degrado ambientale, urbanizzato e caratterizzato da infrastrutture pubbliche e private”.
Dove si trova il bosco
Per definire un’area boscata, in base alla normativa regionale, basta una copertura arborea su una superficie di 5mila metri quadrati.
Quella individuata a Pietralata è anche superiore perché sono stati individuati 7mila metri quadrati di aree formalmente definibili come boscate.
Si trovano su quattro particelle di proprietà comunale e sono in gran parte riconducibili, ha reso noto il Campidoglio con una nota del dipartimento ambiente, ad aree destinate urbanisticamente a verde urbano.
La compensazione degli alberi da tagliare
Gli alberi di queste superficie boscata possono essere abbattuti.
Le aree, si legge nella nota diffusa dal dipartimento ambiente del Comune, “potranno essere trasformate e compensate ‘mediante la realizzazione di un imboschimento almeno della stessa superficie in area definita’ con qualità vegetazionali ed ecologiche maggiormente coerenti con il contesto ambientale”.
Dunque gli abbattimenti sono possibili a condizione che avvengano le sostituzioni più volte promesse, al riguardo, dall’amministrazione capitolina.
La reazione del municipio
Tra i primi a commentare la relazione dell’agronomo incaricato dal comune è stato il presidente del municipio IV Massimiliano Umberti.
“Finisce un’altra pantomima” ha sintetizzato il minisindaco.
“L’analisi – ha ricordato Umberti – certifica che si tratta di vegetazione infestante, proveniente da ex coltivi e frutteti abbandonati, con scarso valore naturalistico e collocati in un contesto già urbanizzato e degradato.
La relazione conferma che quelle aree potranno essere trasformate e compensate con nuovi impianti arborei di qualità ambientale superiore, per uno spazio verde più coerente e sostenibile con il contesto” ha aggiunto il minisindaco.
Alla luce della nuova relazione quindi, per Umberti, è arrivato il momento di dire “basta alle strumentalizzazioni” perché “i fatti quando arrivano parlano chiaro.
Si va avanti”.
(Articolo di Fabio Grilli, pubblicato con questo titolo il 12 agosto 2025 sul sito online “Roma Today”)

