
Gualtieri e il progetto del termovalorizzatore
A maggio è stato stipulato il contratto di concessione per la progettazione, costruzione e gestione del termovalorizzatore di Roma.
Un documento che, finora, è stato solamente anticipato dall’agenzia di stampa Dire e che ha fatto emergere alcune divergenze rispetto agli annunci del sindaco Gualtieri: se tutto andrà bene, infatti, non sarà pronto prima del 2029, due anni dopo le previsioni dell’ex ministro.
Uffici all’opera per il termovalorizzatore
Ma non c’è solo questo.
Come fatto emergere dall’associazione Carteinregola, infatti, Roberto Gualtieri in qualità di Commissario Straordinario, ha utilizzato i poteri concessi dal Governo per accelerare i tempi della conferenza dei servizi asincrona che dovrà analizzare il documento nel dettaglio.
Ben 42 uffici avranno fino al 29 agosto (il tempo è iniziato il 9) per leggere le carte ed eventualmente esprimere osservazioni e richieste di implementazione al proponente, cioè la RenewRome Srl.
La “fretta” di Gualtieri
In pieno agosto, con gli uffici verosimilmente a ranghi ridotti a causa delle ferie, i tecnici dovranno fornire tutte le indicazioni ritenute necessarie rispetto a quanto previsto dal contratto siglato il 6 maggio scorso.
Come specifica Carteinregola, a ricevere la comunicazione, contenuta nel Procedimento Autorizzatorio Unico Regionale, sono stati ben 42 indirizzi: uffici comunali, regionali, della Città Metropolitana, ministero della Cultura e comuni confinanti con Santa Palomba, cioè l’area del IX municipio dove sorgerà l’impianto da 600mila tonnellate di rifiuti annui: “La vicenda termovalorizzatore gestita dal Sindaco Commissario Gualtieri continua all’insegna dell’oscurità – scrive Anna Maria Bianchi Missaglia di Carteinregola – e della compressione dello spazio di approfondimento, perfino di quello riservato agli enti e alle istituzioni direttamente coinvolte”.
Miccoli attacca il Campidoglio
Le modalità di condivisione dei documenti finiscono nel mirino anche di Marco Miccoli, ex deputato Pd e tra i pochi membri del partito a lottare contro la costruzione dell’impianto: “Perché questa indegna furbizia, che ricorda vecchie e discusse pratiche?
Perché se tutto è in regola, se l’inceneritore non inquina, se non mina la salute dei cittadini, se non stravolge la viabilità del territorio, si sceglie Ferragosto e si riducono i tempi per verificare tutti i documenti che servono poi per le considerazioni, le controproposte, le contestazioni da parte di Regione, Comuni, Associazioni e Comitati?”.
Per Miccoli la scelta “ostacola la trasparenza e la partecipazione”.
L’ex deputato sottolinea che da norma i tempi sarebbero di 30 giorni “ridotti a 20 grazie ai poteri speciali del Commissario”.
“Una strategia per impedire la consultazione pubblica”
Rendere disponibile un documento del genere, non solo alle istituzioni ma anche a semplici associazioni, in un periodo notoriamente di vacanza, per Miccoli ha scopi precisi: “E’ un periodo strategico per ‘non disturbare’ – scrive su Facebook – con uffici chiusi, personale assente, cittadini in vacanza.
Così la consultazione pubblica viene resa difficile”.
Inoltre, un altro aspetto sottolineato da Carteinregola e ripreso da Miccoli, è quello relativo alla consultazione dei documenti: “Sono poco accessibili – prosegue – con nomi indecifrabili come WTE-SPV-HS-000-RP-6004-A, nessuna guida chiara. Un ostacolo a chi vuole capire e partecipare”.
Nel Pd volano gli stracci
Nel frattempo, proprio sotto al post di Miccoli si è consumato l’ennesimo scontro interno al Partito democratico.
Stavolta a intervenire è Francesca Del Bello, presidente del II municipio e tra gli amministratori locali in pole position per entrare in Campidoglio nel 2027: “Non c’è tempo da perdere, perché questa infrastruttura serve alla città, perché siamo colpevolmente indietro di 30 anni, perché gli uffici pubblici mica chiudono ad agosto.
Marco caro stai facendo una battaglia di un’arretratezza ideologica spaventosa”.
Ovviamente, l’ex deputato e membro della direzione nazionale non si è tirato indietro: “Facile da dirsi stando a 30 chilometri dal sito dove verrà costruito il mega inceneritore.
Sul tempo da perdere parlane con Gualtieri, visto che parlava di apertura, prima nel 2026, poi nel 2027 ora nel 2029.
Che serva a Roma non è affatto vero, ci sono proposte alternative presentate da Cgil e Legambiente (oltre che dai Comitati, le associazioni ed esperti del settore).
Sì, gli uffici dei piccoli Comuni interessati nelle due settimane di Ferragosto hanno il personale in ferie.
Per molto meno, quando queste cose le ha fatte la destra, sei scesa in piazza”.
La minisindaca, al suo secondo e ultimo mandato tra Parioli e San Lorenzo, contesta al collega di partito non tanto la scelta di contestare l’impianto, quanto le modalità e le parole usate: “La determinazione con cui Gualtieri sta procedendo puoi contestarla perché non sei d’accordo sul merito dell’iniziativa, ma definirla una indegna furbizia che ricorda vecchie e discusse pratiche questo sì che io non lo farei mai, e non dovresti farlo neanche tu”.
Miccoli risponde così lo scontro, che poi si chiuse: “Costringere enti locali e comitati a un’azione così complessa nelle settimane di Ferragosto riducendo di 10 giorni il tempo, se l’avesse fatta la destra l’avrei chiamata così.
Proprio perché a farla siamo noi è più grave.
Proprio perché abbiamo quella cultura politica che ci differenzia dalla destra, che la rende deprecabile.
Puoi difendere l’inceneritore, è legittimo, ma non puoi difendere questo comportamento”.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 18 agosto 2025 sul sito online “Roma Today”)

