
Il cantiere alle torri Ater di Tor Bella Monaca
I fondi Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato con risorse europee in seguito allo scoppio della pandemia di Covid-19, hanno significato per Roma una iniezione di quasi un miliardo e mezzo di euro.
Rigenerazione urbana, edilizia scolastica e popolare, efficientamento energetico, accoglienza per persone fragili, digitalizzazione, restauro dei beni culturali e mobilità sostenibile sono i settori sui quali si è concentrato lo sforzo di Roma Capitale e Città Metropolitana, con un focus particolare sulle periferie.
Il Pnrr a Roma
La moltitudine di cantieri messi in piedi contemporaneamente ha fatto temere a più osservatori, e in primis ai cittadini stessi (primi destinatari delle opere) ritardi irrimediabili.
Che qualora si dovessero verificare, rispetto alle scadenze imposte dal Governo frutto delle linee guida dell’Unione Europea, comporterebbero addirittura la revoca dei finanziamenti già erogati.
Per quanto riguarda la maggior parte degli obiettivi Pnrr di Roma, le scadenze sono fissate a fine giugno 2026, tranne per quegli interventi usciti dall’alveo del piano europeo, ma mantenuti dall’Esecutivo dopo un accordo siglato nel 2024 con il Campidoglio, che vedono la “dead line” spostata a dicembre dell’anno prossimo.
Il punto della situazione
RomaToday ha voluto fare il punto della situazione rispetto ad alcuni interventi specifici, soprattutto quelli localizzati nelle grandi periferie della città: Tor Bella Monaca, Corviale e Santa Maria della Pietà (l’ex ospedale psichiatrico di proprietà della Regione Lazio) con i suoi padiglioni gestiti dall’Asl Roma 5.
Con uno sguardo anche su quegli interventi a via del Porto Fluviale (Ostiense) e via Cardinal Capranuca (Primavalle).
Senza dimenticare i 58 milioni di euro riservati alla Missione 5, quella riguardante l’inclusione e la coesione sociale.
Nuovi alloggi a Tor Bella Monaca
Per farlo, abbiamo interpellato il presidente della commissione speciale Pnrr Giovanni Caudo, consigliere di Roma Futura, assessore all’Urbanistica nel biennio 2013-2015.
Iniziamo da Tor Bella Monaca, dove è in corso da marzo 2024 il Piano Urbano Integrato finanziato con fondi Pnrr: in base alle informazioni che ci ha fornito, aggiornate rispetto all’ultima relazione semestrale curata dalla commissione e pubblicata ad agosto scorso, per quanto riguarda il Piano Urbano Integrato finanziato con 73 milioni di euro l’avanzamento è molto avanzato, con una scadenza fissata a dicembre 2026: “Questa scadenza è più lunga delle altre perché è frutto di un accordo tra Gualtieri e l’ex ministro Pnrr Fitto – spiega Caudo -, che ha permesso di mantenere il finanziamento, ma fuori dalle risorse europee, con l’obbligo di rispettare la ‘dead line’”.

Il cantiere a Tor Bella Monaca (foto Roma Capitale)
Intoppi con 78 nuclei “resistenti”
L’intervento più rilevante su via dell’Archeologia, spaccato problematico e ad alto tasso criminale della città, è quello dell’efficientamento energetico che riguarda circa 1.200 alloggi del Comune, quindi di edilizia popolare: “Per quanto riguarda la torre R5 – fa sapere il consigliere – la struttura è praticamente finita e il cappotto esterno è completo al 58%, stanno realizzando gli impianti interni agli alloggi e le tamponature.
Sono state spostate tutte le famiglie che vivevano nei portici, in locali non a destinazione abitativa, che vengono riqualificati e restituiti alla collettività per servizi pubblici e attività sociali.
Ci sono dei problemi, rispetto al restyling degli alloggi, con 78 nuclei che non stanno permettendo l’accesso agli operai, per criticità sociali anche gravi come casi di barbonismo domestico o anziani ai quali va spiegato bene qual è lo scopo dei lavori.
Su questo il VI municipio e il dipartimento Politiche sociali stanno facendo un grande lavoro, insieme al laboratorio Sapienza”.

Render del progetto di restyling di Tor Bella Monaca, case Ater (da “Roma si trasforma”)
“Il target di dicembre 2026 sarà rispettato”
Nel complesso, il finanziamento Pnrr su Tor Bella Monaca (diviso in tre “lotti”, di cui uno ex Pinqua, cioè programma innovativo nazionale per la qualità urbana, assorbito nell’ambito Pnrr) è arrivato al 70% della sua realizzazione: “Gli uffici sostengono di poter arrivare quasi al 90% entro fine anno – confessa Caudo – anche se io preferisco essere più cauto.
Diciamo che il target di dicembre 2026 verrà sicuramente rispettato”.
Sono inoltre in consegna 52 appartamenti nella corte centrale delle torri oggetto dell’investimento, con data orientativa fissata a marzo 2026.
Il nuovo “Serpentone” a Roma Ovest
Si cambia quadrante, passando da Est a Ovest, ma il contesto sociale non è così differente.
A Corviale le criticità affondano le origini nelle prime occupazioni abusive all’interno del “Serpentone” di via Poggio Verde.
Anche qui, grazie ai soldi del Pnrr, arriveranno servizi finora inesistenti, se non grazie alla libera iniziativa di realtà provenienti dal basso e autofinanziate.
Il filone è sempre quello dei Piani Urbani Integrati, attuati dalla Città Metropolitana di Roma Capitale con un investimento parti a oltre 57,8 milioni di euro.
Il centro civico finito in anticipo
Ad arrivare, entro la metà del 2026, saranno una piazzetta delle Arti e dell’Artigianato, due parchi attrezzati, nuove sale condominiali, un incubatore di impresa “Incipit”, un centro civico intitolato a Nicoletta Campanella (questo è stato già consegnato, a fine luglio 2025, con un anno di anticipo) e anche in questo caso è previsto l’efficientamento totale degli alloggi popolari di proprietà Ater: “Questo è lo spezzone meno avanzato – ammette Caudo – siamo al 59%, riguarda la trancia H del complesso.
La biblioteca aprirà a breve (le chiavi del centro sono state consegnate il 29 luglio, ndr), l’incubatore d’impresa sta vedendo proprio adesso l’apertura del bando, da parte dell’assessorato di Monica Lucarelli, per individuare i soggetti da inserire negli spazi. Ciò che ha portato via più tempo sono i due parchi”.

La nuova piazza di Corviale in via Mazzacurati, inaugurata a giugno 2025 (foto Roma Capitale)
Parcheggi e aree verdi, a che punto siamo
Durante i lavori propedeutici alla loro realizzazione (si trovano uno a Est e uno a Ovest della stecca lunga un chilometro), le ditte hanno dovuto effettuare delle obbligatorie verifiche belliche: “Questo ha avuto delle ovvie conseguenze, i tempi si sono allungati e si sono dovuti rivedere gli obiettivi – spiega il consigliere a RomaToday -. Però invece l’area del parcheggio a servizio del campo del Calcio Sociale è al 65% di realizzazione, quello a servizio del mercato idem, il giardino pubblico di Corviale a ridosso delle case è al 63% mentre quello più avanzato, sulla trancia H, è al 75%.
L’area verde di via degli Alagno è in procinto di essere consegnata alla ditta per iniziare i lavori.
È l’investimento più arretrato, ma a marzo 2026 sarà finito”.
A via Mazzacurati lo scorso 5 giugno il sindaco Gualtieri, l’assessore all’Urbanistica Veloccia e il presidente dell’XI Gianluca Lanzi hanno inaugurato la prima piazza pubblica del quartiere, in via Mazzacurati.
Santa Maria della Pietà: parco monumentale e nuovi servizi
Infine, l’altro grande investimento per i Piani Urbani Integrati è quello di Santa Maria della Pietà, nel XIV municipio.
Oltre 50 milioni di euro per trasformare gli ex padiglioni di proprietà della Regione Lazio e gestiti da Asl Roma 1, dando vita ad attività socio-assistenziali, di formazione lavorativa e di sviluppo di impresa.
Inoltre, il progetto prevede “un Parco della Salute e del Benessere, un sistema misto e articolato di spazi e attività” si legge sul sito di Roma Capitale.
Dei tre PUI, questo è quello più indietro in base alle informazioni fornite dal presidente della commissione speciale Pnrr: “Siamo al 45% sull’avanzamento del parco – spiega Caudo – e il 30% sui padiglioni.
Con la previsione di arrivare entro fine 2025 al 60% per il parco e al 50% per i padiglioni”.
Secondo l’aggiornamento arrivato nei giorni successivi all’interlocuzione con Caudo, durante una commissione speciale Pnrr dedicata, la responsabile del progetto di Asl Roma 1 ha annunciato l’obiettivo del 55% per il parco entro fine 2025, confermando il 50% per i padiglioni.

Render della riqualificazione dell’ex ospedale Santa Maria della Pietà (da “Roma si trasforma”)
Il futuro dell’ex campo rom
Nel frattempo, il Comune ha iniziato il 13 novembre la bonifica e il recupero ambientale dell’area prima occupata dal campo rom di via Cesare Lombroso, sgomberato e chiuso per sempre a settembre 2024: “L’obiettivo è chiudere la riqualificazione entro il 31 marzo 2025 – conferma Caudo -, il progetto prevede la sistemazione dell’area a servizi, anche se è fuori dal periodo del Santa Maria della Pietà. Ci saranno parcheggi e attrezzature sportive e altri servizi”.
Il Pnrr per l’abitare
Uscendo dai tre marco-progetti, ecco che un altro intervento Pnrr ex Pinqua è quello di via del Porto Fluviale, una ex occupazione a scopo abitativo all’interno di ex magazzini militari.
Con poco più di 11 milioni di euro verranno realizzati nuovi alloggi popolari (dove ricollocare le famiglie sgomberate per l’apertura del cantiere), spazi aggregativi come una grande piazza centrale, un giardino fotovoltaico che permetterà l’attivazione di una comunità energetica, un mercato a km 0, uno sportello antiviolenza, usi civici, attività di didattica.
Porto Fluviale al 70%
A riguardo, RomaToday ha chiesto novità all’assessore Giuseppe Battaglia, entrato in giunta appena a giugno scorso proprio con la delega (tra le altre) ai progetti Pnrr e ai Piani Urbani Integrati: “Per Porto Fluviale siamo al rush finale – conferma -, non ci sono problemi.
Siamo oltre il 70% del lavoro da realizzare.
Una volta consegnato l’immobile dopo la ricollocazione delle famiglie (avvenuta a partire da aprile 2024, ndr) si è veramente corso tanto, lavorando senza sosta e senza intoppi.
Probabilmente consegneremo anche prima del previsto, cioè giugno”.
Intervento simile a via Cardinal Capranica, dove l’obiettivo Pnrr è consegnare 72 nuovi appartamenti popolari: “Lì sono state superate una serie di difficoltà impreviste, l’impresa ha incrementato le maestranze, quindi i tempi si rispettano.
Consideri anche che la consegna è fine giugno, ma poi ci sono alcune settimane di margine per la raccolta dei documenti e la consegna a Bruxelles, quindi si arriva tra luglio e agosto”.
L’assessore Battaglia: “Sui PUI siamo tranquilli, c’è stato grande lavoro”
Adesso, con i cantieri in via di definizione e le scadenze che non fanno paura, la politica ragiona sul dopo: “Sui Piani Urbani Integrati siamo tranquilli – commenta sempre l’assessore Battaglia – perché abbiamo sia la copertura economica per i primi anni di avviamento dei tanti progetti sociali previsti, sia i soggetti che gestiranno gli spazi.
Avremo funzioni istituzionali affidate a enti del terzo settore con finanziamenti Pon Metro e FSE, oltre che con risorse nostre da bilancio.
Penso ai tre incubatori d’impresa previsti in tutti e tre i PUI in corso, per esempio.
Al museo delle periferie di Tor Bella Monaca che sarà gestito da Palaexpo, e sempre nel VI municipio vengono ripristinati spazi per far tornare realtà come Sant’Egidio, o la ludoteca gestita dalle mamme del territorio che diventeranno un’associazione, e ci sarà anche la palestra popolare.
Roma Capitale è l’unico soggetto attuatore in Italia che già durante i cantieri ha lavorato ai progetti immateriali, agli eventi, ai laboratori”.

Giuseppe Battaglia in aula Giulio Cesare
Caudo (commissione Pnrr): “Distribuzione fondi sensata”
Giovanni Caudo, infine, ragiona sulla distribuzione dei fondi: “Su un miliardo e oltre di risorse Pnrr – conclude -, 250 milioni di euro sono stati messi sulle periferie, e poi ci sono i trasporti pubblici e Caput Mundi (il filone giubilare degli investimenti Pnrr, ndr).
Una ripartizione sensata, che tocca le esigenze della città, con un’attuazione positiva, che procede bene.
Il grande rammarico, rispetto a Caput Mundi, è la Torre dei Conti, per la tragedia che ha rappresentato.
Siamo contenti che la sua riqualificazione resti nell’ambito Pnrr, e c’è un mezzo accordo con il Governo per poter superare la scadenza di dicembre 2026, è una grande notizia.
Nel 2024 dovevamo raggiungere il 50% di attuazione in 100 opere, ci siamo riusciti, ora puntiamo al target finale”.
Una sfida quasi vinta
Per Battaglia, infine “la macchina capitolina ha svolto un lavoro straordinario, perché non è facile gestire una mole così grande di cantieri, tutti insieme.
Si fa fatica banalmente anche a trovare progettisti e maestranze da parte delle varie ditte aggiudicatarie.
Ma se Roma oggi può vantare di essere in stato avanzato su quasi tutto – conclude – è grazie a questa solerzia“.
(Articolo di Valerio Valeri, pubblicato con questo titolo il 6 dicembre 2025 sul sito online “Roma Today”)

