
Foto dal sito Cisl Roma
Tra auto bloccate nel traffico per oltre un’ora, mezzi pubblici col contagocce e affitti arrivati alle stelle, la vita quotidiana a Roma si confermano sempre più cara e complicata.
Ma non per tutti allo stesso modo.
A fotografare la mappa dei disagi nei quartieri della Capitale è la ricerca “Roma, mille identità, un’unica città”, curata dal sociologo Giovanni Colussi e presentata al Teatro di Roma dalla Cisl capitolina attraverso i dati raccolti nei presidi territoriali di Centocelle, Torre Angela, Trullo, Corviale, Ottavia e Santa Maria della Pietà.
La mappa dei quartieri: trasporti a Torre Angela, affitti alle stelle al Trullo
I numeri restituiscono le diverse sofferenze dei territori. A Torre Angela la vera spina nel fianco sono i trasporti pubblici insufficienti, indicati dal 54,5% degli intervistati, seguiti da sicurezza (42,5%) e degrado urbano (39,6%).
A Centocelle a preoccupare di più sono invece il degrado e i bus a rilento, entrambi al 39,3%.
Spostandosi a Ottavia e Santa Maria della Pietà, l’incubo quotidiano è il traffico con i relativi tempi di percorrenza: il 65% dei residenti lo indica come la prima criticità in assoluto, superando anche Corviale dove il problema congestione tocca comunque il 48,4%.
Al Trullo, invece, la priorità assoluta è il costo dell’abitare, indicato da quasi la metà dei cittadini (47,3%).
In tutti i quartieri analizzati, però, c’è un elemento comune: il costo della vita è aumentato ovunque.
Il dato sfiora vette dell’83,9% a Corviale e del 72,5% a Ottavia/Santa Maria della Pietà.
Di pari passo cresce lo stress, avvertito in modo netto soprattutto a Corviale (74,2%) e al Trullo (73%).
A Torre Angela emerge poi un isolamento marcato: il 49,3% registra difficoltà enormi negli spostamenti e il 28,4% avverte una forte frammentazione tra centro e periferie (dato che a Centocelle si attesta al 21,5%).
Praticamente azzerata la percezione che la città sia diventata più vivibile o attenta ai fragili: le risposte positive restano sotto il 5%.
Un’ora per andare al lavoro e il peso sulle famiglie
Allargando lo sguardo all’intera città, il 67,2% dei romani sostiene che vivere a Roma sia diventato più costoso e il 52,4% più stressante rispetto a dieci anni fa.
Solo il 14,6% ammette di riuscire a ritagliarsi del tempo per sé con regolarità, mentre il 34,4% ci riesce raramente e il 16,8% quasi mai.
Sullo sfondo restano i tempi interminabili per gli spostamenti: il 38,8% impiega tra i 30 e i 60 minuti per raggiungere il posto di lavoro, mentre il 16,2% impiega più di un’ora.
Le carenze del trasporto pubblico (45,4%) e il traffico (40,4%) guidano la classifica dei problemi prima di degrado urbano (34,4%), sicurezza (29,6%) e costo della casa (26%).
In questo scenario la tenuta sociale si scarica sulle famiglie: il 23,2% dei residenti indica nonni e parenti come principale sostegno per la conciliazione vita-lavoro, contro il 15,4% che si affida ai servizi educativi formali.
In questo contesto i presidi del sindacato svolgono un ruolo di prima assistenza: di fronte a un problema amministrativo il 39,6% degli intervistati si rivolge alla Cisl e il 32,2% ad altri centri di assistenza, staccando le reti di amici (17,8%), i Municipi (12,2%) e il Comune (10,8%).
La proposta politica e le reazioni
In vista delle prossime scadenze elettorali, la segretaria generale della Cisl capitolina Rosita Pelecca ha tracciato la rotta del sindacato: “Roma non può essere letta come uniforme e dove non si può parlare genericamente di periferie.
Ogni territorio ha una propria identità, una propria domanda e una propria idea di futuro.
Un futuro che, per quanto ci riguarda, intendiamo accompagnare e guidare con una visione e una strategia di lungo periodo che, come Cisl, ci vedrà impegnati, in prima battuta, in un lavoro interno di confronto, per arrivare a proporre, in vista anche delle prossime elezioni comunali, un’Agenda Cisl 2036.
Sarà la nostra bussola anche in vista di un auspicabile Patto sociale per Roma, come progetto largo e condiviso per una crescita coesa e di lungo respiro, stretto con le forze attive della nostra città, sociali, politiche, culturali e intellettuali”.
All’incontro hanno preso parte il direttore del Censis Massimiliano Valerii, Don Antonio Coluccia, il deputato e vicepresidente della Commissione periferie Marco Perissa, l’assessore alle Periferie di Roma Capitale Pino Battaglia, la consigliera capitolina Francesca Leoncini, il responsabile Partecipazione e Quartieri Andrea Catarci, Giancarlo Penza della Comunità di Sant’Egidio ed Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl Lazio.
A chiudere il confronto è stata la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola: “Roma è il Paese concentrato in una sola città e le potenzialità e le fragilità dell’Italia qui si vedono prima, e più forte, che altrove.
Le identità restano di quartiere, ma i problemi, dalla mobilità alla casa ai tempi di vita, riguardano l’intera città.
Il Patto per Roma è un metodo che la CISL di Roma Rieti propone alle istituzioni, perché bisogna mantenere il livello dei servizi uguale in tutto il territorio di Roma, della provincia di Roma e di Rieti.
Guai a immaginare che ai Parioli ci siano dei servizi efficienti e appropriati, mentre in quartieri come San Basilio e tanti altri di Roma, i servizi non rispondono alle attese dei cittadini e delle cittadine.
Attraverso il confronto, invece, si possono individuare le criticità e trovare le soluzioni insieme: auspichiamo che questo studio curato dalla CISL di Roma e Rieti possa fare da apripista proprio per un confronto serrato su questi temi”.
(Articolo pubblicato con questo titolo il 1 ottobre 2026 sul sito online “Roma Today”)

